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Brasile: Reazioni alla condanna vaticana dell’aborto di una bambina stuprata

foto di Alexandre Severo su Flickr, ripresa con licenza Creative Commons

L'arcivescovo di Olinda e Recife, Don José Cardoso Sobrinho; foto di Alexandre Severo, ripresa con licenza Creative Commons

Nell'ultima settimana di febbraio, una bambina di 9 anni, dal peso di soli 36 kg e alta un metro e 33, appartenente alla classe medio-bassa e residente in un’area povera nello stato nord-orientale di Pernambuco [it], si lamenta con la madre di avere forti dolori di pancia. Recatesi insieme a un’unità sanitaria, si scopre che la bambina è alla quindicesima settimana di gravidanza, in attesa di una coppia di gemelli. Solo allora, la bambina confessa alla madre che lei e la sorella di 14 anni sono da 3 anni vittime degli stupri del patrigno. Il patrigno è stato arrestato ed ha ammesso di aver abusato sessualmente della bambina da quando aveva 6 anni. Dovrà restare in carcere fino al termine delle indagini.

Nonostante le numerose obiezioni da parte della Chiesa cattolica, l’aborto è stato legalmente eseguito da un'équipe medica. La legislazione brasiliana proibisce l’aborto, salvo nei casi di stupro (fino alla ventesima settimana di gravidanza) e di rischio per la vita della gestante. Questo caso rientrava in entrambe le fattispecie.

Nonostante ciò, il caso ha suscitato un confronto sociale che ha coinvolto la Chiesa cattolica e la magistratura: appoggiato dal Vaticano [in], l’arcivescovo di Olinda e Recife, Don José Cardoso Sobrinho, ha scomunicato la madre, il medico e l’intera équipe sanitaria responsabili per l’intervento. La bambina è stata risparmiata, giacché la Chiesa cattolica non consente la scomunica di minori. L’arcivescovo, tuttavia, non ha scomunicato il patrigno, dichiarando che [in] “un atto più grave (dello stupro) è l’aborto, la distruzione di una vita innocente”.

La notizia ha riacceso la questione dell’aborto in Brasile [it], ponendo l'attenzione sull’influenza esercitata dalla Chiesa cattolica sulle decisioni personali e giuridiche di uno stato laico, risvegliando l’interesse della blogosfera di lingua portoghese. Sebastião Nunes, nel suo blog Responsa de Pedra [pt], afferma:

É impressionante a hipocrisia envolvida neste julgamento inquisitorial feito pala Igreja Católica. Uma criança violentada em seu corpo e seus direitos, desde os 6 anos de idade, com risco elevado de morrer pela continuação da gestação, tem, conforme a estúpida decisão destes cardeais, que aceitar a beleza do milagre da vida e morrer, se necessário for, pois esta foi a vontade de Deus.

E depois a Igreja Católica não entende porque o povo abandona as suas fileiras. Conforme o julgamento da Igreja foi a vontade de Deus que fez o padrasto da criança estuprá-la covardemente. Triste Deus este.

È impressionante l’ipocrisia implicata in questo processo inquisitorio della Chiesa Cattolica. Una bambina violata nel corpo e nei suoi diritti dall’età di 6 anni, esposta ad un alto rischio di morte in caso di mancata interruzione della gravidanza, dovrebbe accettare la bellezza del miracolo della vita e morire se necessario, perché questa srebbe la volontà di Dio, secondo la stupida decisione di questi cardinali.
E poi la Chiesa Cattolica non riesce a capisce perché la gente abbandona le sue file. Secondo la sentenza della Chiesa, è stata la volontà di Dio a far stuprare vigliaccamente la bambina dal patrigno. Che Dio triste.

Con un pizzico di ironia, Lele Teles, nel suo blog Technosapiens [pt], deplora che l’ecclesiastico abbia punito una vittima fragile giusto in concomitanza con il Giorno Internazionale della Donna:

O mais indignante é que no dia internacional da mulher, um senhorzinho religioso aparece para mostrar que o mundo dele ainda é machista, e que machistas deveriam ser o estado e a ciência.

O bispo queria que a menina seguisse grávida de outra menina porque ele diz que defende o direito à vida. Mas como a menina de nove anos de idade corria risco de morte se continuasse com a gestação, logo, subentende-se que o bispo defendia a vida do… estuprador.

La cosa più indignante è che questo signorotto del clero appare proprio in occasione del Giorno Internazionale della Donna per mostrare che il suo è ancora un mondo machista, e che dovrebbero esserlo anche lo Stato e la scienza. Il vescovo voleva che la bambina partorisse altri bambini perché dice di sostenere il diritto alla vita. Ma siccome la bambina di nove anni rischiava di morire se avesse proseguito la gravidanza, allora si capisce che il vescovo difendeva in realtà la vita dello… stupratore.

Nel suo blog Vitor Lessa ha pubblicato un intervento intitolato Ignorância [pt], nel quale si domanda se la Chiesa Cattolica si renda conto che viviamo in uno Stato laico, che non tutti appartengono alla sua istituzione e che molti contestano le posizioni “proposte” dal Vaticano.

[…] ele [o cardeal] está afirmando que devemos voltar a idade média quando o Estado e a Igreja se confundiam e o clero ditava as regras supostamente estabelecidas por Deus. Quando milhões de pessoas foram queimadas em nome de Deus, quando a igreja dizia que os homens deviam servir a seu senhor feudal porque Deus assim desejava e muitos outros fatos. Em momento nenhum ele pensou que o Brasil não é constituido somente de católicos, que o Brasil é um país laico (sem religião definida) e que os seus habitantes elegeram pessoas que fizeram uma constituição legítima para reger o país e sua população. Em momento nenhum o bispo lembrou que não está na idade média e que, acima da instituição a qual ele pertence, existe um Estado que deve atender às necessidades de todos os seus cidadãos. Afinal, todos são iguais perante a lei e pagam impostos para sustentar a nação. Não pensem que essa é uma atitude isolada de um bispo, é uma postura sustentada pela Igreja católica. A igreja católica não somente é contra o aborto em casos de estupro, mas também contra a lei que protege os homossexuais, que pagam impostos e são juridicamente iguais ao bispo. Portanto, se a igreja aceita que parcelas oprimidas (como as mulheres que são agredidas por seus maridos) sejam protegidas por lei, por que outra parcela como a dos homossexuais não podem ser progida? Afinal, são ou não são todos iguais? A igreja católica também proibe o uso de camisinha ou qualquer método anticoncepcional.

[…] Lui [il Cardinale] sta affermando che dovremmo tornare al Medioevo, quando Stato e Chiesa erano un tutt’uno e il clero dettava le regole presumibilmente poste da Dio. Quando milioni di persone venivano bruciate in nome di Dio, quando la Chiesa affermava che la gente doveva servire il loro signore feudale perché era quello che voleva Dio e quando succedevano molte altre cose simili. In nessun momento ha pensato che il Brasile non è popolato solo da cattolici, che il Brasile è un Paese laico (senza una religione di Stato) e che i suoi abitanti hanno approvato una costituzione legittima per governare il Paese e la sua popolazione. Il vescovo non si è mai ricordato che non viviamo più nel Medioevo e che, al di sopra dell’istituzione alla quale appartiene, esiste uno Stato che deve rispondere alle necessità di tutti i cittadini. In fondo, siamo tutti uguali davanti alla legge e paghiamo le tasse per sostenere la nazione. Non credo si tratti dell’atteggiamento isolato di un vescovo, è una posizione condivisa dalla Chiesa Cattolica. La Chiesa Cattolica non solo è contraria all’aborto in caso di stupro, ma anche alle leggi che proteggono gli omosessuali, che pagano le tasse e sono giuridicamente uguali al vescovo. Pertanto, se la Chiesa accetta la protezione giuridica delle minoranze oppresse (come quella delle donne maltrattate dai mariti), perché un gruppo come quello degli omosessuali non può essere protetto? Dopotutto, siamo o non siamo tutti uguali? La Chiesa Cattolica proibisce anche l’uso del preservativo e di qualsiasi altro metodo contraccettivo.

Daniel Braga parla dell’argomento sul suo blog Mausoléu do Gargula [pt], nel post intitolato Cecità religiosa. Dove pone una serie di domande concernenti non solo la situazione fisica della bambina, ma anche le conseguenze finanziarie e la condizione di diventare madre di due bambini all’età di 9 anni:

Acredito que uma das piores coisas já inventadas pelo homem é a cegueira religiosa. Observem bem que não estou falando da religião em si, pois esta é realmente importante ao homem, mas sim de dogmas absurdos que acabam causando a cegueira religiosa.

[…]

Surgem algumas perguntas e não vou de forma alguma respondê-las, deixando a todos a tarefa de refletir sobre as possíveis respostas:

  • Será que esta menina conseguirá prosseguir com esta gravidez sem que seu corpo seja mais maltratado do que já está? Poderia esta gravidez ter um risco elevado levando então a morte das crianças, todas as três?
  • Como uma criança poderá criar estas duas crianças?
  • Qual o dano social futuro desta família?
  • Como estará a mente desta pobre criança que deveria estar brincando com bonecas mas que foi o alvo dos abusos de um estuprador?
  • Como será a estrutura familiar que esta menina vive?
  • Como ficaria esta mesma estrutura familiar depois do nacimento destes bebês?
  • Qual deveria ser o papel da religião neste caso? Um papel punitivo ou confortante?
  • Sendo punida, direta ou indiretamente, pelos representantes religiosos, como esta criança se sentirá agora? Será que ela somatizará os problemas jogando em si mesma a responsabilidade do hediondo fato?
Ritengo che la cecità religiosa sia una delle cose peggiori inventate dall’umanità. Si noti bene che non mi sto riferendo alla religione in sé, che è molto importante per la gente, ma agli assurdi dogmi che finiscono per provocare la cecità religiosa.

[…]

Sorgono delle domande e non voglio essere io a dare una risposta, lasciando a voi tutti il compito di riflettere sulle possibili risposte:

  • Può questa bambina portare a termine la gravidanza senza che il suo corpo ne venga danneggiato più di quanto non lo sia già? Può questa gravidanza essere ad alto rischio e causare pertanto la morte dei bambini, tutti e tre?
  • Come può una bambina crescere altri due bambini?
  • Qual è il danno sociale futuro di questa famiglia?
  • Qual è lo stato mentale di questa povera bambina che dovrebbe giocare con le bambole, ma che è stata oggetto degli abusi di uno stupratore?
  • Com'è la struttura familiare dove vive questa bambina?
  • Come cambierebbe tale struttura familiare se dovessero nascere i bambini?
  • Quale ruolo dovrebbe avere la religione in questo caso? Un ruolo punitivo o di conforto?
  • Come si sentirà questa bambina dopo essere stata punita, direttamente o indirettamente, dai rappresentanti religiosi?
  • Somatizzerà forse i problemi, assumendosi lei stessa la responsabilità di quest'atroce evento?

Persino il Presidente Lula è intervenuto sul tema, affermando di essere cattolico e personalmente contrario all’aborto, ma di sostenerlo come Capo dello Stato in casi come questo (in quanto si tratta di una questione di sanità pubblica). Ha inoltre criticato la posizione della Chiesa Cattolica [in]:

[…] a medicina fez o que tinha que ser feito, salvar a vida de uma menina de 9 anos. […] Como cristão e como católico, lamento profundamente que um bispo da Igreja católica tenha um comportamento, eu diria, conservador como esse.

[…] La medicina ha fatto quello che doveva fare, salvare la vita di una bambina di 9 anni. […] come Cristiano e come Cattolico, lamento profondamente che un vescovo della Chiesa Cattolica abbia un comportamento così conservatore.

Il legale della Chiesa Cattolica ha annunciato la presentazione di una denuncia per omicidio contro la madre della bambina, ai sensi degli articoli 1 e 5 della Costituzione Federale, che garantisce l’inviolabilità del diritto alla vita. Ha affermato che “la denuncia, oltre a tenere in considerazione le nostre convinzioni religiose, trova fondamento nella Costituzione.” Ma il Pubblico Ministero [pt] di Pernambuco si è pronunciato sul caso:

O Ministério Público de Pernambuco, através da promotora Jeanne Bezerra, está acompanhando junto à Secretaria Executiva da Mulher e à ONG Curumim o caso da garota de nove anos grávida em decorrência de estupro em Alagoinha. De acordo com as informações repassadas à promotora pelo órgão e pela entidade, a garota está recebendo o acompanhamento médico, psicológico e social assegurados pelo Estatuto da Criança e do Adolescente. Até agora, não foi necessária a atuação judicial do MPPE. Como a legislação brasileira PERMITE o aborto em vítimas de estupro até a 20ª semana de gestão (entendimento do STJ), o procedimento pode ser realizado de acordo com avaliação médica, INDEPENDE de autorização judicial e, portanto, de parecer do Ministério Público.

Il Pubblico Ministero di Pernambuco, attraverso la promotrice Jeanne Bezerra, sta seguendo insieme alla Segreteria Esecutiva delle Donne e la ONG Curumim il caso della bambina di nove anni rimasta incinta per stupro ad Alagoinha. Secondo le informazioni fornite dalla promotrice, la bambina sta ricevendo le cure mediche, psicologiche e sociali garantite dallo Statuto dell’Infante e dell’Adolescente. Fino ad ora, non è stato necessario l’intervento legale del MPPE [Pubblico Ministero di Pernambuco]. Siccome la legislazione brasiliana CONSENTE l’aborto per le vittime di stupro fino alla ventesima settimana di gestazione (secondo la Suprema Corte di Giustizia), l’intervento può essere eseguito con il consenso dei medici, INDIPENDENTEMENTE dall’autorizzazione legale e pertanto dal parere del Pubblico Ministero.

La maggior parte delle reazioni della blogosfera hanno espresso critiche all'attitudine della Chiesa Cattolica, ma un piccolo gruppo di blogger ha appoggiato la decisione dell’arcivescovo brasiliano di scomunicare le persone coinvolte nell’aborto. Tra questi, Jorge Ferraz [pt], dallo Stato di Pernambuco, ha scritto una lettera aperta a Don José Cardoso Sobrinho, ricevendo oltre 100 commenti, sia a favore sia contro la decisione della Chiesa. E in un’altra precedente lettera aperta, Maite Tosta [pt], anch’essa madre, sostiene che la decisione della Chiesa non avrebbe potuto essere più corretta:

Nesse momento, em que essa menina precisava de apoio, de ajuda, de atendimento médico, psicológico e porque não, espiritual, vozes se levantaram para apontar uma saída “mais fácil”, que querem fazer crer que era a única razoável…

Logicamente, a situação da menina preocupa. Mas e os gêmeos? Não merecem nosso cuidado? Nossa preocupação? A vida humana não-nascida é tão vida quanto a nascida, e merece o mesmo cuidado. Por serem frutos de uma relação violenta, que não deveria ter sido consumada, não são humanos? Quer dizer que um feto é gente quando é desejado, e é coisa quando não o é?

O que é mais fácil para os envolvidos? Dar assistência, cuidar, acompanhar? Ou “eliminar o problema”? Mas… pergunto, mais fácil para quem? Afinal, essa menina vai crescer, não sem marcas deixadas por esse episódio. Apesar de todas as pessoas ao seu redor lhe dizerem que foi melhor assim, que seu corpo não comportava, que era gravidez de risco, que eram crianças frutos de violência e ela não precisava conviver com elas, que a lei não pune… ela sempre terá na sua consciência que consentiu na morte dos próprios filhos… essa é uma memória que não se apaga nunca, e que tem um gosto amargo.

Adesso che questa bambina aveva bisogno di appoggio, aiuto, cure mediche, psicologiche e perché no, sostegno spirituale, si sono sollevate voci a indicare una via d’uscita “più facile”, che si è voluta far passare come l’unica ragionevole…

Logicamente, la situazione della bambina preoccupa. Ma i gemelli? Non meritano la nostra attenzione? La nostra preoccupazione? La vita non nata è vita quanto quella già nata e pertanto altrettanto meritevole di cure. Sebbene frutto di una relazione violenta, che non si sarebbe dovuta consumare, non sono anch'essi esseri umani? Vuol forse dire che un feto è una persona quando è desiderato e una cosa quando non lo è?

Cos'è più facile per le persone coinvolte? Fornire assistenza, cure, controlli? O “eliminare il problema”? Ma… mi chiedo, più facile per chi? Dopotutto, questa bambina crescerà, non senza i segni lasciati da questo episodio. Nonostante tutte le persone intorno le dicano che è stato meglio così, che il suo corpo non ce l’avrebbe fatta, che era una gravidanza a rischio, che i bambini erano il frutto della violenza e che non era necessario che lei convivesse con loro, che la legge non punisce… lei avrà sempre sulla coscienza il fatto di aver acconsentito alla morte dei figli… questo è un ricordo amaro che non scompare mai.

Purtroppo questo non è il primo, né probabilmente sarà l’ultimo caso di questo tipo. Un altro patrigno è stato arrestato con il sospetto di stupro [pt], questa volta a Rio Grande do Sul [it]. La ragazzina undicenne, al settimo mese di gravidanza, è stata ricoverata a Rio Grande do Sul e la gravidanza ne sta mettendo in pericolo la vita. Le indagini proseguono su entrambi i casi.

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