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Cuba: ennesime restrizioni per la blogger-giornalista Yoani Sánchez

Ancora una volta Yoani Sánchez, autrice del blog Generacion Y [sp], si è vista negare il permesso di lasciare Cuba per andare a ricevere il 2009 Maria Moors Cabot Award [in], storico premio internazionale di giornalismo. Yoani ha registrato il video [sp] della sua visita all'ufficio immigrazione durante la quale per la quarta volta negli ultimi due anni, le è stato negato il permesso di viaggiare fuori dall'isola. Ha poi caricato il video su YouTube e lo ha segnalato tramite Twitter [in]:

 

Yoani ha poi scritto sul suo post [sp]:

Soy un poco ilusa. Hasta el minuto antes que comenzara la ceremonia del María Moors Cabot –celebrada ayer– pensé que el gobierno cubano iba a cambiar su decisión y dejarme salir. De ahí que guardé la grabación que hice en la Oficina de Inmigración y Extranjería el lunes 12 de Octubre. Hoy, al comprobar que sigo en el mismo sitio, me he decidido a publicarla, pensando especialmente en todos aquellos que están pasando por situaciones similares.

La emoción, el tener tanto que decir, me hicieron hablar a una velocidad difícil para subtitular, pero siento el alivio de haber dicho ante esos uniformes militares todo lo que pienso de ellos y de sus restricciones absurdas.

Sono un pò ingenua. Fino al momento precedente l'inizio della cerimonia per il Maria Moors Cabot – tenutasi ieri – pensavo che il governo Cubano potesse cambiare idea e mi lasciasse partire. Ecco perchè avevo tenuto per me il video registrato all'Ufficio Immigrazione e Affari Esteri lunedì 12 Ottobre. Oggi, visto che sono ancora qui, ho deciso di pubblicarlo, pensando in particolare a tutti coloro che stanno vivendo situazioni simili.
L'emozione per tutto quello che avevo da dire, mi ha fatto parlare ad una velocità tale da rendere difficile mettere i sottotitoli, ma sono sollevata per aver detto a quelle divise militari tutto quel che penso di loro e delle loro assurde restrizioni.

Nel video [sp] Yoani chiede ripetutamente all'ufficiale dietro la scrivania di spiegarle le ragioni per cui non le è permesso viaggiare. Ecco come è andata la conversazione:

Bene, sono venuta vedere se il divieto a viaggiare, che mi è stato imposto per oltre un anno, sia stato revocato.

-Lei non può ancora viaggiare.

Ancora? E quando sarà revocato questo divieto, ha qualche idea?

-Divieto?

Beh, se non posso salire su un aereo, questo è un divieto.

-Lei non è ancora autorizzata a viaggiare.

E quali sono le ragioni?

-Non conosco le ragioni.

Non ho cause legali in corso, non mi stanno processando in un tribunale…

-Vada all'Ufficio Relazioni con il Pubblico…

Ci sono andata diverse volte, mi conoscono, ma quello che voglio sapere è se questo è un bando a vita, se potrò uscire da questo Stato un giorno. Se continuo a provarci. Che devo fare?

- Per il momento non le è consentito viaggiare.

Lei sa che questo viola i miei diritti costituzionali. Lei qui sta violando i miei diritti di cittadina di spostarmi, di andare e venire dalla mia nazione. Questa è una cosa molto seria. Che un'istituzioni militare neghi a un cittadino un diritto fondamentale, come quello di studiare e nutrirsi, il diritto di viaggiare.

- Per il momento non le è consentito viaggiare.

Sì, questo l'ho già sentito, lo so. Ma quello che voglio è che chiunque abbia preso questa decisione, chi conosce la risposta, mostri la sua faccia.

- Io sto mostrando la mia faccia.

No, lei non sta rispondendo alle mie domande, sta ripetendo la stessa cosa che è scritta su quelle carte.

Voglio una risposta al perchè Yoani Sanchez non può lasciare il Paese. Hanno così paura di me fuori da Cuba?

- Per il momento non le è consentito viaggiare.

Perchè non volete che metta piede su un aereo? Di cosa hanno paura? Che questa personcina di 50 chili faccia cosa? Uno tsunami? Allora perchè non mi consentono di lasciare il Paese?

- Gliel'ho detto…

Voi vi state mettendo in imbarazzo. No, voglio ripeterlo. State vivendo il momento più vergognoso delle vostre vite.

Questa istituzione, che voi rappresentate, questo permesso per viaggiare, un giorno non ci saranno più. I miei nipoti non vivranno in queste condizioni. Quando racconterò loro la storia di come le istituzioni del mio Paese hanno violato il mio diritto a viaggiare, non mi crederanno. Cosa racconterà ai suoi figli? Che si dedicava a violare i diritti dei Cubani? È questo che gli racconterà? Perchè onestamente, e mi dispiace per lei, ma chi dovrà raccontare tutto ciò ai propri figli un giorno? Non io. Non ho mai violato i diritti di nessuno. Voglio solo poter esercitare il mio diritto a vivere come una persona libera. Perchè non posso? Perchè? Perchè mi viene sistematicamente negato il permesso di viaggiare? Chi prende questa decisione? Dovrebbero smetterla di fare i vigliacchi, mostrare le loro facce e dirmi : “Yoani Sanchez, lei non può viaggiare per i motivi a, b e c…” Invece no…

- Io le sto rispondendo.

No, lei sta solo dicendo di no. Non mi sta spiegando le ragioni. Perchè? Non sono processata in tribunale, non ho cause pendenti, non sono mai stata nelle forze armate, non nascondo segreti di Stato, non sono neanche un medico, che non possono viaggiare per i primi 5 anni, e poi hanno bisogno di una liberatoria. Non sono niente di tutto ciò. Sono una persona a cui piace scrivere. Perchè non posso partire? Aaah. So perchè non posso viaggiare, ma sto aspettando che me lo dica qualcuno di voi.

Perchè voi applicate un filtro ideologico. Questo Paese è una grande prigione circondata da un recinto ideologico. Un recinto partigiano. E i cittadini qui sono giudicati dal colore politico. Abbiamo cittadini di primo grado, secondo grado e quinto grado…E io non so in quale categoria sto, ma devo essere in quella sottorranea, giusto? Perchè? Per il vostro filtro ideologico.

Ma tutto questo un giorno finirà. Perchè questa nazione non ha niente a che fare con un'ideologia, con un partito, questa nazione è esistita ed esisterà sempre prima e dopo di voi. E poi, dovrete rendere conto delle vostre azioni per tutte le violazioni contro i Cubani. Davvero, mi dispiace molto, ma il futuro non è con voi. Il futuro è con noi. Ho 34 anni, vivrò e sarò molto felice quando potrò spostarmi liberamente. L'unica cosa che state facendo è tirare la corda. Quando potrò mettere piede fuori da questo Paese le conseguenze saranno ancora maggiori perchè è così che avrete voluto. Ogni volta sempre più persone leggono il mio blog, e ne siete voi la causa. Sempre più gente mi ammira e mi saluta per strada, e siete voi ad averlo provocato. Con i divieti, con l'autoritarismo, con la sorveglianza della polizia.

L'unica cosa che avete ottenuto è dare più visibilità a tutto ciò che faccio. Perciò se devo ringraziare qualcuno, devo ringraziare gli organismi della Sicurezza di Stato, il Ministero degli Affari Interni e dell'Immigrazione, che hanno contribuito al fenomeno che adesso è il mio blog, ogni volta più grande. Davvero, grazie!

Yoani ha anche inviato un video con il discorso di accettazione alla cerimonia per il premio Maria Moors Cabot alla Columbia University:


Il blog Periodismo Ciudadano [sp] ha pubblicato un resoconto della vicenda di Yoani, inclusi numerosi altri video sulla sua situazione. Uno riguarda l’intervista telefonica [sp] avuta con il canale d'informazione GenTV – Miami, in cui Yoani racconta ancora una volta l'episodio, e l'altra con Martí Radio-TV [sp] che si associa ad Amnesty International nel richiamare l'attenzione sulla situazione di Yoani.

2 commenti

  • petronealfredo

    Non conoscevo la storia della donna cubana cui si nega il diritto di viaggiare, ho notizie sulla Cuba castrista organizzzata con un apparato di partito e militare abbastanza efficiente tale da rispondere positivamente alle esigneze organizzative di Fidel Castro. Leggendo la conversazione di Sanchez si può ipotizzare che simili regimi autoritari ,di lunga durata in Cuba, non potranno modificarsi solo con il passaggio delle redini del potere nell’ambito della stessa famiglia. D’altra lparte la popolazione cubana per lunghi tempi ha dovuto accettare un sistema di vita irreggimentato che crea le sue radici non tanto ideologiche, ma di convenienza, di opportunità. Sul palcoscenico della vita attori e registi si avvicendano nello sfruttare “l’usato” e gli spettatori non hanno il tempo e la possibilità materiale di osservare oltre la propria finestra. Il caso di Sanchez costituisce d’altra parte un monito per gli altri sin quando “gli altri” e i posteri non saranno cambiati. E’ un paese Cuba, per lettura, affascinante.
    il mio indirizzo email eg.jouremail@gmail.com

  • […] cui si occupano. Non per niente, la blogger Yoani Sanchez, autrice del blog Generacion Y, non può uscire da Cuba. Le sue parole sono arrivate a troppe persone, risvegliando coscienze. Anche Twitter con la sua […]

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