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Video-intervista con Diego Casaes, autore di Global Voices

La scorsa settimana al Forum sulla Cultura Digitale Brasiliana [pt] ho avuto l'opportunità d'incontrare Diego Casaes, autore e traduttore per Global Voices della città di Salvador, in Brasile. La maggioranza dei suoi post su Global Voices hanno contribuito a renderci consapevoli delle minaccie, provenienti dal sistema legislativo brasiliano, alla libertà di espressione sul web: la pericolosa “Legge Azeredo” [in] ne è un esempio concreto. Diego ha anche descritto le figure di cyber-attivisti come João Carlos Caribé [in] e Daniel Pádua (recentemente scomparso per un cancro) [it] e i loro sforzi a tutela della libertà individuale e dei legami sociali resi possibili grazie a Internet.

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Presto Diego partirà per Copenhagen, dove dal 7 al 18 dicembre documenterà la Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico [in]. È stato invitato a seguire la conferenza essendo uno dei 3 vincitori della competizione sul blogging ‘Think About It’ dove è possibile leggere i suoi post [in] relativi al cambiamento climatico in Brasile.

Trascrizione della video-intervista:

Sono Diego Casaes, originario del Brasile e vivo a Salvador, nel nord-est del Paese. Sono il coordinatore della squadra di traduttori portoghesi e autore volontario per Global Voices Online.

David Sasaki: E come hai iniziato con Global Voices?

Diego Casaes: Ho iniziato con Global Voices quando ho incontrato Paula Goés (del gruppo traduttori portoghese) su Twitter. Mi ha proposto di scrivere sulle inondazioni in Brasile, era il maggio di quest'anno. Da allora sono passati sette mesi.

DS: Di quali altri argomenti ti sei occupato per Global Voices?

DC: Per la maggiore mi sono occupato di libertà d'espressione e cyber-attivismo. Un paio di volte ho parlato dell'ambiente. Principalmente cyber-attivismo.

DS: Quali sono le differenze tra la blogosfera brasiliana e quelle del resto del mondo?

DC: Beh, sarà perchè siamo molto passionali quando discutiamo, ma la passione della vita quotidiana si fa evidente tra i blogger. Si mostrano ottimisti e discutono animatamente tra loro. Urlano su Twitter. Molti blog sono pieni di commenti … commenti piuttosto accesi. Persone appassionate. In effetti è interessante vedere come la blogsfera brasiliana si differenzi dalle altre.

DS: E perchè credi sia così? È un fatto … culturale?

DC: Si, è possibile. Stavo parlando con un amico del Kazakistan e mi ha detto che la blogosfera locale non è molto attiva. I blog hanno parecchi post, ma non altrettanti commenti. In Brasile è assai diverso, i post dei blog hanno sempre tanti commenti. La gente ama discutere.

DS: Bene, e quali sono gli argomenti di discussione tra i blogger brasiliani in questi giorni?

DC: In questo periodo, e in particolare nel 2009, si discute soprattutto di attivismo online, perchè ci sono tante leggi che vogliono controllare la libertà di espressione sul web. È questo l'argomento centrale del momento con numerosi blog che ne parlano e discutono.

DS: Di quali argomenti ti occupi nei tuoi blog personali?

DC: Esprimo il mio punto di vista su soggetti come la comunicazione e la libertà d'espressione. Ho anche un blog sulla cultura giapponese: ascolto musica giapponese e vedo molti film d'animazione. Poi scrivo di tutto ciò. Mi piace, nessuno immagina che puoi scrivere anche di cose simili. Non assomiglio affatto a un giapponese, ma amo questa cultura.

DS: Andrai a Copenhagen, giusto? Per la Conferenza sul cambiamento climatico. Raccontaci di questa storia.

DC: Dunque, mi è stato chiesto da Global Voices di partecipare al concorso per blogger Think About It a Copenhagen. All'evento di settembre per il lancio del concorso abbiamo saputo che avremmo dovuto occuparci del cambiamento climatico. E la settimana scorsa ci è arrivata notizia: io e altri due blogger siamo stati selezionati per rappresentare il Centro Europeo di Giornalismo alla COP15. Su 92 blogger ne sono stati scelti apprena tre.

DS: Solana Larsen, direttore editoriale di Global Voices chiede: “Cosa hai intenzione di fare a Copenhagen dopo essere stato prescelto?”

DC: Spero di portare il punto di vista di blogger e giornalisti alla COP15. E avere la possibilità d'incontrare qualche leader mondiale per chiedere se hanno proprio voglia di vedere la fine di questo pianeta! Vorrei provare a portare i media partecipativi dentro la discussione visto che ci saranno tanti giornalisti al COP15, ma per la prima volta ad un evento di tale rilevanza mondiale parteciperanno anche parecchi blogger. Perciò stavolta sarà diverso, e spero di fare un buon lavoro scrivendo sul cambiamento climatico.

DS: Sylwia Presley chiede: “Com'è cambiata la tua vita collaborando con Global Voices?”

DC: Da brasiliano metto molto passione in quel che faccio e penso che Global Voices fa parte di noi perchè impariamo dal sito e poi portiamo alcuni degli argomenti che discutiamo online nella nostra vita quotidiana, tra gli amici.

A volte parlo di temi quali le guerre di Paesi nella lontana Africa, o racconto della gente che muore di fame in Kazakistan. Penso che grazie a Global Voices sono più cosciente del mondo che mi circonda e di tutte le altre persone che vi vivono, non solo dei miei amici intimi.

DS: Ethan, uno dei co-fondatori di Global Voices, chiede: “Dove posso imparare qualcosa sulla musica Technobrega [in]?”

DC: Ho visto la sua domanda su Twitter e mi ha sorpreso perchè non ascolto technobrega [in]. Ma dopo qualche ricerca ho trovato un sito web, bregapop.com [pt], dove vengono raccolti diversi stili di musica brega, incluso il technobrega ed è interessante che i profili delle band compaiano anche su Orkut, inclusi i loro numeri di telefono. Quindi per contattarli basta visitare questa community dove trovate i nomi di molti artisti, alcuni provenienti da Belém do Pará, località dove è emerso il genere del technobrega.

Molti i video di technobrega ripresi da YouTube che arricchiscono la comunità, è interessante il modo in cui usano i citizen media e le altre risorse web 2.0 sul loro sito.

DS: Cosa ti piacerebbe vedere nel futuro di Global Voices per i prossimi cinque anni?

DC: Penso che il futuro di Global Voices sia quello di arricchire di contenuti il progetto Lingua e sono convinto che costruiremo una comunità sempre più nota. Molte altre persone vorranno contribuire con Global Voices. Oggi, qui al Forum, sono venuti in parecchi a chiedermi come poter collaborare con Global Voices. Credo perciò che la nostra comunità continuerà a crescere.

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