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Cuba: Twitter, veicolo d'informazione – non di cospirazioni.

“Adesso sì che sei nei guai” è stata la reazione di un ufficiale della Sicurezza di Stato cubana di fronte a un cittadino arrestato e per alcune ore privato del cellulare per avere in rubrica una voce strana. Era un nome twitter seguito da un numero del Regno Unito.  All'agente deve essere sembrata la prova di losche comunicazioni SMS con qualche servizio segreto d'oltremare.

Così, infatti, Generation Y [sp] commenta il fatto: “Presi come sono nel pensare sempre a cospirazioni, agenti e congiure, non si sono resi conto che la tecnologia ha trasformato ogni cittadino in uno strumento di diffusione. Adesso non sono più i corrispondenti stranieri a convalidare una determinata notizia di fronte agli occhi del mondo, ma le nostre incursioni su Twitter diventano sempre più materiale informativo.”

“È vero che si tratta di spedizioni alla cieca e che non possiamo leggere le risposte o i commenti dei lettori, ma almeno possiamo raccontare l’isola con frasi da 140 caratteri.”

[la traduzione italiana dei citati passi del post di Yoani Sanchez [sp] è quella di Gordiano Lupi su La Stampa.it].

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