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Brasile: il nuovo Codice Forestale legittima la deforestazione?

Le modifiche proposte al Codice Forestale brasiliano – l'innovativa legislazione ambientale che aiuta a proteggere le foreste indigene brasiliane, compresa l’Amazzonia [it] – sono state approvate con una votazione speciale [en] dall'apposita Commissione straordinaria del Parlamento, scatenando l'ira di scienziati e ONG ambientaliste, sollevando discussioni sempre più importanti per i brasiliani. La questione è se le aree preservate impediscano o meno lo sviluppo agricolo, anche se gli specialisti avvertono che, se l'ecosistema verrà messo a rischio, ci sarà una catastrofe ambientale.

Il testo della riforma contiene molti punti controversi, come la diminuzione delle dimensioni delle aree protette, chiamate Área de Preservação Permanente (APP). È stato dimostrato che queste riduzioni hanno legami diretti con le tragedie urbane, come evidenzia sul suo blog [pt] Raquel Rolnik, urbanista e relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all'alloggio:

Outra mudança foi a redução para 15m – e não 7,5m como estava previsto – das faixas de mata ciliar ao longo dos rios de menos de 5m de largura. O texto atual do código define esta área em 30m.

Nas áreas urbanas, as tragédias que vimos em abril deste ano no Rio de Janeiro e, agora, em Pernambuco e Alagoas, continuarão acontecendo se as matas das APP não forem pensadas de forma a preservar a qualidade e volume dos mananciais e assim prevenir inundações e enchentes e evitar riscos para a vida das pessoas. Além disso, como eu já falei aqui, as APP precisam ser pensadas em suas diversas funções e contextos – tanto rurais quanto urbanos.

Un'altra modifica è la riduzione di 15 metri – invece dei 7.5 proposti nel disegno di legge – di aree di foresta rivierasca vicine ai fiumi che sono più stretti di 5 metri. Il codice attuale stabilisce le aree protette a 30 metri. Nelle aree urbane, i disastri a cui abbiamo assistito quest'anno in aprile nello Stato di Rio de Janeiro [it] e più recentemente negli Stati di  Pernambuco [it] e Alagoas [it] continueranno a verificarsi se i boschi nelle APP non verranno considerati come un modo per mantenere la qualità e la quantità delle sorgenti, così come per prevenire le inondazioni e evitare di mettere in pericolo la vita delle persone. Inoltre, come ho già scritto qui, le APP devono essere considerate nell'ottica dei loro molteplici contesti e ruoli rurali e urbani.
Frane nello Stato di Rio de Janeiro

La mancanza di foreste rivierasche può causare frane come quelle avvenute nello Stato di Rio de Janeiro, ripresa nel video su YouTube di 3333marcio1.

ONG e associazioni ambientaliste [pt] hanno unito le forze e lanciato il sito SOS Florestas [pt] per chiedere un confronto sul nuovo Codice Forestale. In collaborazione con Avaaz [en], è stata anche lanciata una petizione online [en] esortando i membri del Parlamento brasiliano a rifiutare qualsiasi tentativo di alterare o indebolire il Codice, che “ridurrebbe drammaticamente la dimensione dei terreni protetti e darebbe un'amnistia completa ai crimini ambientali”. L'obiettivo [da raggiungere] sono 200.000 firme, e ne sono già state raccolte 146.000.

[ONG e ambientalisti] mettono in discussione un punto chiave del nuovo progetto di legge del Codice Forestale: le aree note come riserve legali – una percentuale di aree indigene che non possono essere intaccate dalle imprese private – si ridurranno dall'80% al 50% dell'area totale delle proprietà nella foresta pluviale dell'Amazzonia. Nella foresta atlantica la percentuale si attesta già al 20%. Come scrive CooperadaMente [pt], ogni ecosistema ha le proprie esigenze:

A função da Reserva Legal é de manter dentro de cada propriedade, uma percentagem mínima de vegetação nativa, que cumpre uma importante função ecológica como habitat para a biodiversidade e fornece diversos serviços ambientais como o estoque de produtos florestais, controle de pragas e incêndios, melhoria da produção de água; na proteção do solo e corpos d’água evitando erosão e assoreamento; e captação de carbono da atmosfera; (…)

A grande maioria das propriedades rurais brasileiras não possui as áreas de preservação permanente (APPs) e de reserva legal (RL), conforme determina o código florestal. O PL 6424 é uma tentativa de estimular os proprietários rurais a regularizarem sua situação perante o código florestal. A legislação brasileira atual já prevê, em alguns casos específicos, mecanismos de compensação, onde o proprietário compensa o dano ambiental causado em sua propriedade por meio de aquisição direta de uma área com vegetação nativa em região próxima à sua propriedade ou através de cotas de reserva florestal.

La funzione delle Riserve Legali è quella di mantenere  – all'interno di ogni singola proprietà – una percentuale minima di vegetazione autoctona, che riveste un ruolo ecologicamente importante  come habitat sia per il mantenimento della biodiversità sia per la fornitura di diversi servizi ambientali come il mantenimento di una scorta di prodotti forestali, il controllo di pesticidi e incendi, la tutela del suolo e delle acque per evitare l'erosione e la sedimentazione di melma e sabbia e la cattura di carbonio dall'atmosfera […].
La vasta maggioranza di aziende agricole brasiliane non dispone di Aree di Conservazione Permanente (APP) e di Riserve Legali (RL) come prescritto dal Codice Forestale. Il progetto di legge n. 6424 è un tentativo di spingere i proprietari terrieri ad adeguarsi ai parametri del Codice Forestale. In alcuni casi, la legislazione odierna permette già una sorta di compensazione con la quale il proprietario risarcisce il danno ambientale nella sua proprietà con l'acquisto di una nuova area con vegetazione locale in una zona adiacente o con l'acquisto di quote di riserva forestale.

Per contro, ci sono persone che non sono d'accordo con il fatto che le imprese private debbano mantenere delle aree per preservare [la vegetazione locale]. Sebbene concordi con la necessità di avere APP, l'agronomo Ciro Siqueira [pt] respinge il bisogno degli agricoltori di mantenere Riserve Legali:

Função social de propriedade é produzir (…)
Quem tem que preservar florestas a bem social é o Estado. É para isso que existe o Estado. Produtores rurais privados têm que produzir alimentos da forma menos impactante possível, usando eficientemente recursos como adubos, herbicidas, mão de obra, conservando solo, etc. Esse ator econômico presta função social relevante ao fazer esse papel. Quem tem que preservar florestas socialmente importantes é o Estado. Caso haja propriedades em regiões ecologicamente importantes onde a preservação conflita com a produção, não deve haver produtores nessa região e o Estado deve removê-los completamente.

Lo scopo della proprietà rurale nella società è la produzione […].
Spetta allo Stato preservare le foreste come patrimonio per la società. Lo Stato esiste proprio per questo. I produttori agricoli privati devono ottenere il cibo con il minore impatto possibile e usare le risorse più efficienti, come i fertilizzanti, gli erbicidi, il lavoro manuale, la protezione del terreno, ecc. Così facendo compiono la propria funzione all'interno della società come attori economici. Se esistono proprietà all'interno di regioni importanti dal punto di vista ecologico, nelle quali la preservazione si scontra con la produzione agricola, non ci dovrebbero essere produttori al loro interno e lo Stato dovrebbe trasferirli.
Area deforestata per lasciare spazio a coltivazioni di soya nella foresta Amazzonica, nella città di Santarem, Stato di Pará

Area deforestata per lasciare spazio a coltivazioni di soya nella foresta Amazzonica, nella città di Santarem, Stato di Pará. Foto di leoffreitas, ripresa da Flickr con Licenza Creative Commons.

Il testo della riforma prevede anche altri due punti controversi. Il primo riguarda l'amnistia per quanti hanno già commesso reati ambientali e avrebbero dovuto pagare il governo a lungo termine – l'amnistia costerà al Tesoro circa 10 miliardi di real brasiliani (5 miliardi di dollari USA). Il secondo punto prevede che le piccole proprietà – comprese tra 20 e 44 ettari – siano esonerate dal mantenimento di un'area di conservazione. Ciò potrebbe portare alla falsa divisione di grandi proprietà in piccole parti, registrate per aggirare la legge.

Lou Gold [en], ambientalista statunitense residente nello Stato di Acre [it] in Brasile, ha analizzato le somiglianze tra la situazione brasiliana e quella di Paesi come gli Stati Uniti, dove “lo sviluppo ha già distrutto il 90% delle maggiori regioni forestali”. Gold spiega come una campagna pubblicitaria negli Stati Uniti abbia influenzato i tentativi di annacquare il Codice Forestale brasiliano:

Purtroppo, una campagna ispirata dalle ONG e volta a far accettare agli agricoltori statunitensi il pagamento dei REDD [it] della legge sull'energia (“cambiamenti climatici”), sosteneva che porre fine alla deforestazione nelle zone tropicali avrebbe significato ricavare un profitto maggiore negli Stati Uniti. La pubblicità diceva stupidamente, “Farms Here, Forests There” [en], frase che venne usata in Brasile per appoggiare coloro che invece volevano INDEBOLIRE il Codice Forestale. Avoided Deforestation Partners [en] preparò velocemente un secondo documento a conferma della tesi che fermare la deforestazione avrebbe favorito anche gli agricoltori brasiliani, ma ormai il danno era stato fatto[…]
Non credano i lettori che la perdita delle foreste pluviali brasiliane sia in qualche modo il risultato dell'ignoranza di questi ultimi rispetto ai nordamericani. La situazione è la seguente: il Brasile ospita l’80% delle foreste esistenti in Amazzonia, delle quali il 30% è in qualche modo frammentato e il 50% in condizioni relativamente primordiali. Al contrario, negli Stati Uniti vi è meno del 10% delle foreste storiche primitive e ancora non si è stati in grado di emanare una legge capace di porre fine all’abbattimento degli alberi più antichi. In realtà il vero paragone in Brasile si può fare con la Foresta pluviale atlantica (vicino ai popolosi centri di maggior sviluppo economico), anch’essa ridotta a quasi il 10% della quantità originaria. In altre parole, sembra che lo sviluppo abbia distrutto le foreste in ENTRAMBI i Paesi.

Secondo il sito SOS Floresta, attualmente la foresta atlantica copre meno del 7% dell’area originaria, mentre la foresta amazzonica conserva ancora l’80% della vegetazione

Secondo il sito SOS Floresta, attualmente la foresta atlantica copre meno del 7% dell’area originaria, mentre la foresta amazzonica conserva ancora l’80% della vegetazione. Foto: Luiz Felipe Castro, ripresa da Flickr con Licenza Creative Commons.

Curupira

Il relatore della legge della Commissione Speciale alla Camera dei Deputati, il deputato federale del partito comunista brasiliano Aldo Rebelo, ha affermato che la norma regolerà allo stesso tempo le aree già devastate e proibirà la deforestazione per i prossimi cinque anni. Comunque [l'approvazione del] nuovo Codice Forestale è stata spinta da un blocco della legislatura brasiliana nota come i ‘ruralistas’, a causa dei legami con gli imprenditori agricoli, e lodata dal loro leader, il senatore del partito democratico Kátia Abreu.

D'altro canto, Rebelo è stato criticato da ambientalisti e studiosi, incluso il coordinatore del Program for Native People Studies all'università di Rio de Janeiro, il professor José Ribamar Bessa Freire. Nel suo blog Taqui Pra Ti [pt] Bessa ha diffuso una presunta “intervista” a Curupira [en], il guardiano soprannaturale delle foreste e dei terreni boschivi, il quale “accusa” il deputato Aldo Rebelo: “mi ha assalito, mi ha colpito con un bastone, strappato gli abiti, e ha cercato di sbarazzarsi di me secondo gli ordini del senatore Abreu”:

Curupira impersonato dall'attore Erick Krominski in una foto di Vini Manià.

Curupira impersonato da Erick Krominski in una foto di Vini Manià.

TQPT – Doutor Curupira, o meritíssimo já encontrou com o Aldo lá na floresta? Porque se ele fala tanto, é porque deve ter andado por lá…

C – O Aldo é um urbanóide, nunca colocou o pé na floresta. Por isso, acha que a mata é hostil. É hostil lá pra ele e pras negas dele, não para os povos que fizeram da floresta sua morada. Aldo fala em ‘choças insalubres’, mas o arquiteto Severiano Porto elogia a construção de malocas, confessa que aprendeu arquitetura com os índios. Aldo desconsidera mudanças e revoluções ocorridas nas sociedades amazônicas, registradas pelos arqueólogos. Ignora a arte, a música, a literatura, os conhecimentos na área de botânica, zoologia, astronomia, medicina, produzidos pelos índios. Nem suspeita que os índios criaram um código florestal oral. Ele afirma que “a conquista da Amazônia se deu com a expedição de Pedro Teixeira (1637-1639)”, como se a história começasse com os portugueses. Ignora que a Amazônia foi ‘conquistada’ pelos índios, que 5.000 a.C já desenvolviam agricultura sofisticada, com a domesticação da mandioca e de outras plantas. Aldo vê o saci e o curupira como ‘folclore’, não como expressão de culturas vivas e refinadas.

TQPT – Se for aprovado, o projeto do Aldo prejudica todo mundo, até mesmo os descendentes dos ruralistas.

C – É o que estou dizendo há alguns milênios. Lembra o que aconteceu em Santa Catarina? Lá, o Governo reduziu as margens de mata ciliar ao longo dos rios e todo mundo viu a tragédia ocasionada pelas últimas chuvas. Se o projeto for aprovado, vai provocar impactos ambientais irreversíveis e a emissão de 25 bilhões a 31 bilhões de toneladas de gás carbônico só na Amazônia, segundo os especialistas. É preciso protestar. No Rio de Janeiro, nessa semana, já houve uma primeira manifestação de rua, com a participação de duzentos ativistas e lideranças de organizações ambientalistas. Nos outros países existem também curupiras. Eles vão boicotar o produto brasileiro em decorrência do desmatamento que o Código vai permitir.

TQPT –Dottor Curupira, le è capitato di incontrare Aldo [Rebelo] nella foresta? Ne ha parlato così tanto che deve esserci stato…

C: Aldo è un uomo di città – non ha mai messo piede nella foresta. Ecco perché crede che questa sia ostile. Essa è ostile verso di lui e i suoi lacchè, non verso coloro che ne hanno fatto la propria casa. Aldo parla di ‘capanne malsane’, ma l'architetto Severiano Porto loda la costruzione di malocas, e afferma di aver imparato molto sull'architettura dalle popolazioni indigene. Aldo respinge i cambiamenti e le rivoluzioni che hanno avuto luogo nella società amazzonica, secondo quanto documentato dagli archeologi. Ignora l'arte, la musica, la letteratura e le conoscenze in fatto di botanica, zoologia, astronomia e medicina che queste popolazioni hanno dimostrato di possedere. Non ha realizzato che le popolazioni indigene hanno già creato un codice forestale, seppur in forma orale. Aldo afferma che la “conquista dell'Amazzonia è avvenuta durante la spedizione di Pedro Teixeira (1637-1639),” come se la storia di queste popolazioni avesse avuto inizio solamente con l'arrivo dei portoghesi. Non considera il fatto che l'Amazzonia era già stata ‘conquistata’ dalle popolazioni indigene, che avevano sviluppato tecniche agricole sofisticate già nel 5.000 AC, come ad esempio la coltivazione della manioca e di altre colture. Aldo considera i personaggi di Saci [Pererê] [it] e Curupira solamente come figure folkloristiche, e non come espressioni di culture sofisticate e vitali.

TQPT: Se verrà approvato, il progetto di Aldo danneggerà tutti, inclusi gli eredi dei ruralistas.

C: L'ho detto per millenni. Ti ricordi quanto è accaduto nello stato di Santa Catarina [en]? Il governo aveva ridotto la vegetazione che ricopriva le rive dei fiumi e tutti sono stati testimoni della tragedia che le piogge hanno causato. Se la legge passerà, secondo gli esperti porterà danni ambientali irreversibili e, solo nell'area amazzonica, farà aumentare le emissioni di biossido di carbonio da 25 a 31 miliardi di tonnellate. Dobbiamo opporci a tutto ciò […]. Anche in altri Paesi esistono dei Curupira, ognuno dei quali boicotterà i prodotti brasiliani come protesta contro la deforestazione che verrebbe consentita dal nuovo codice.

L'emendamento verrà votato dal Parlamento e, se approvato, toccherà al Presidente porre il veto oppure firmarlo e quindi trasformarlo in legge.

Cristina Mazzani ha collaborato alla traduzione di questo post.

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