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Kazakistan: l'importanza della gestione della pubblica amministrazione e delle risorse umane

In Kazakistan [it] i blogger continuano a parlare del loro tema preferito: la qualità della pubblica amministrazione. Megakhuimyak interviene sulla professionalità degli alti ufficiali,  notando come spesso questa passi in secondo piano rispetto agli “interessi famigliari”. Il clientelismo resta uno dei maggiori problemi nella gestione delle risorse umane nella società, sia nel settore privato che in quello pubblico. Il blogger cita l’esempio [ru, come i tutti gli altri link]  dell’attuale Ministro dell’Informazione e Comunicazioni: il funzionario, nominato recentemente, ha fatto alcune affermazioni che appaiono bizzarre anche ai non esperti:

Mi sto chiedendo come abbia fatto a diventare Primo Ministro, quali meriti possa vantare. Poi ho dato un'occhiata alle sue referenze e ho scoperto che la moglie è Ainura Mami, la figlia del Procuratore generale del Kazakistan. Possiamo aspettarci forse nuove scoperte nel campo delle telecomunicazioni?

Tulembaeva, professore universitario e consulente psichiatrico, sul suo blog parla dell’efficienza dei programmi di sviluppo del governo:

Una cosa sappiamo fare molto bene: inventarci nomi fantasiosi per i programmi di governo, come ad esempio: “Il programma Statale per un rapido e innovativo sviluppo industriale”… Ma quando arriva il momento dell'implementazione, la creatività scompare. Ai termini ambiziosi che vanno molto di moda devono seguire interventi appropriati. Ma per una serie di ragioni, ciò non accade e i fondi non vengono utilizzati in modo razionale.

Isabekov sostiene che la crisi finanziaria in Kazakistan abbia colpito solo i liberi professionisti, come ad esempio quanti gestiscono imprese medio-piccole, con pochi danni per il settore impiegatizio (non importa che si lavori per un’impresa statale o per lo Stato stesso):

Ho dato un'occhiata tra le mie conoscenze e sembra che quanti lavorino in imprese statali o nei servizi pubblici riescano a far facilmente fronte alla crisi. Ho chiesto loro quanto ritengano siano importanti e necessarie le strutture nelle quali lavorano. Dato che le persone intervistate mi conoscono bene, le risposte sono state oneste. Mi hanno risposto che secondo loro tali strutture sono completamente inutili oppure che il loro staff potrebbe essere tranquillamente ridotto del 70-80%.

Thinking the world riprende il tema del basso potenziale imprenditoriale della gente e dell’importanza di questa caratteristica nella lotta alla povertà:

La gente emigra dalle aree rurali a favore delle città, dove si può trovare un lavoro retribuito. Non vogliono o non sanno come poter guadagnare in maniera autonoma. Oppure, molto probabilmente, non pensano neanche a questa opzione perchè sono abituati a ricevere un salario. […]

Anche se appena il 10% delle persone nei villaggi e nelle piccole città fosse capace di creare una propria impresa in modo da poter assumere 4 o 5 persone, l’attuale quadro negativo delle provincie kazache sarebbe assai diverso. Ciò risulterebbe assai positivo per le campagne, ma ahimè, non abbiamo persone dotate delle capacità necessarie per condurre un’impresa. Mancano inoltre le condizioni favorevoli e gli incentivi per l’imprenditorialità.

Ecco perchè per molti dotati di maggiore spirito imprenditoriale – così come per gli altri – è più vantaggioso ricevere uno stipendio. Ed è questo il motivo per cui la popolazione è iper-concentrata in sole 4 o 5 città del Paese.

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