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Myanmar: Aung San Suu Kyi è finalmente libera

Degli ultimi ventun anni, quindici li ha trascorsi in prigione. Ora è finalmente libera [en, come tutti gli altri link tranne ove diversamente indicato]. L'icona e leader dell'opposizione birmana nella lotta per la democrazia, Aung San Suu Kyi, è stata rilasciata sabato pomeriggio, su disposizione di quello stesso governo di Myanmar appoggiato dalla giunta militare che l'aveva tenuta in stato di arresto per così lunghi anni. Il rilascio è avvenuto una settimana dopo la recente tornata elettorale [it] dominata dalla presenza di candidati a favore dell'attuale governo.

The Democratic Voice of Burma è stata in grado di documentare i primissimi momenti del suo rilascio. Questo video mostra Suu Kyi che saluta i suoi sostenitori accorsi all'annuncio della liberazione nei pressi della casa sul lago dove vive la donna.

Il RILASCIO DI AUNG SAN SUU KYI da DVBTV English su Vimeo.

La notizia della liberazione del premio Nobel per la Pace era già circolata giovedì scorso, giorno in cui scadevano i termini della condanna agli arresti domiciliari. Si è detto che la donna abbia firmato il documento relativo al suo rilascio alle 12 circa di quel giorno. Da quel momento i membri della National League for Democracy (NLD), il partito di Suu Kyi, hanno cominciato a sistemare e ripulire gli uffici del quartier generale del partito in attesa dell'evento. Venerdì c'era una gran folla di oltre 500 persone riunite di fronte alla sede dell’ NLD a Yangon, aspettando il rilascio di “zia Su”. Un cartello di fronte al quartier generale annunciava “Oggi è il giorno del suo rilascio“.

Oltre 100 tra esponenti del partito della Suu Kyi e sostenitori hanno anche donato il sangue nell'ospedale locale per attrarre l'attenzione sul particolare momento storico in atto.

L'imminenza della liberazione di Suu Kyi era stata però messa in dubbio subito dopo la circolazione della notizia attesa da anni quando, il venerdì successivo, l'Alta Corte birmana aveva respinto l'ultimo appello contro gli arresti domiciliari. Una mossa che aveva generato ansia sull'effettivo rilascio.

Nel frattempo, Kim Aris, il figlio di Aung San Suu Kyi faceva sapere di aver ottenuto il visto [bur] per visitare Myanmar.

Ora che finalmente Suu Kyi è libera, il sito di informazione indipendente The Irrawaddy esorta i suoi lettori a inviarle suggerimenti e idee.

Suu Kyi

Il mondo sta partecipando con gioia alla liberazione di Aung San Suu Kyi. In particolare, gli utenti di Twitter stanno usando l'hashtag #aungsansuukyi per partecipare alla conversazione globale attraverso la quale in queste ore si sta festeggiando la libertà dell'icona della democrazia birmana.

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