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Italia: Koa Bosco Football Club, la squadra di calcio dei clandestini

Da Rosarno, il luogo che i clandestini africani ricordano con intenso dolore [it, come tutti i link seguenti], è partita un’ iniziativa che solleva molte speranze per una migliore integrazione degli immigrati che lavorano nelle campagne della Calabria. Infatti, è qui che nata una squadra di calcio interamente formata da immigrati africani.

Il portale net1news.org commenta:

“Oggi è andata in scena una bellissima pagina, che potrebbe essere un nuovo inizio nel rapporto tra residenti e chi è venuto qui in cerca di fortuna: ha esordito, infatti, nel campionato di terza categoria girone G di calcio la squadra del Koa Bosco costituita da trenta ragazzi africani, alcuni dei quali protagonisti della rivolta del 2010. Un esempio unico a livello nazionale “per consentire agli immigrati di integrarsi sempre di più nel tessuto socio-economico e culturale dei centri della Piana di Gioia Tauro” spiega l'artefice di questo progetto don Roberto Meduri, sacerdote della parrocchia Sant’ Antonio da Padova, situata nella contrada Bosco di Rosarno. Il sacerdote spiega che il sogno si è realizzato grazie all'interessamento di tante persone, le quali hanno curato tutti gli aspetti logistici ed economici connessi alla partecipazione al campionato di terza categoria regionale di una squadra di calcio

Il blog ilpallonaro.com ricorda:

Non si tratta di un territorio a caso. A Rosarno infatti sono tantissimi i ragazzi africani sistemati nelle tendopoli che arrivano dai loro Paesi in cerca di lavoro e di un futuro migliore. E nel gennaio 2010 gli stessi furono al centro delle cronache nazionali, quando misero in atto una protesta violenta al fine di manifestare il loro malessere. Da allora però qualche miglioramento si è visto, merito dei comuni interessati dal fenomeno, della diocesi, del Banco Alimentare, della Calabria e delle singole parrocchie, tra cui quelle della chiesa di Sant’ Antonio di Padova dalla cui Caritas è nata l’idea della squadra di calcio.

 In un video, pubblicato su Youreporter.it, l'utente OneMan spiega:

Un progetto che vede la partecipazione di giovani italiani ed africani. L'idea è nata da don Roberto Meduri, parroco della chiesa di Bosco, ma vede l'impegno anche di giovani migranti addetti alla ricerca di nuovi campioni. Il mister, Mimmo Mammoliti ha accettato questo impegno con molto piacere. Prima il lavoro in una concessionario d'auto a Gioia Tauro, e poi il piacere. Perché allenare questi ragazzi è un gran motivo d'orgoglio. Domenico Bagalà, invece è il direttore generale scelto per portare avanti il team. Alla sua prima esperienza con una squadra di soli migranti porterà il suo contributo alla Koa Bosco.

Goffredo d'Onofrio, commenta sul blog trecalcisoprailcielo:

Un esperimento che ricorda molto il Free Opera, squadra di detenuti del carcere alle porte di Milano Sud. Un esperimento che Candido Cannavò definì «più di una squadra di calcio, un’avventura umana.» E di avventure umane ne è pieno anche il Koa Bosco: Mbaye Mamecheikh, ad esempio, 27 anni, senegalese e numero 9 sulle spalle. Centravanti vero. Leader. «Siamo forti in tutti i settori tranne in porta – dice – ma anche senza vinciamo lo stesso.»

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La squadra del Koa Bosco al completo. Fonte: Pagina Facebook della squadra

Le iniziative di solidarietà intorno alla squadra si moltiplicano. Una fra tante, l'invito della Juventus con visita allo stadio della squadra dalla casacca zebrata, visita guidata niente meno che da una delle sue icone, il ceco Pavel Nedved:

E qui hanno trovato una guida d’eccellenza: Pavel Nedved. Il ceco ha accompagnato tutta la delegazione, rispondendo alle tante curiosità dei suoi  ospiti speciali. Una visita che si è chiusa con un gradito scambio di omaggi: una maglia gialla numero 11 del Koa Bosco per Pavel e una casacca bianco-nera numero 10 personalizzata per la squadra. Un cimelio da riportare con orgoglio a Rosarno, ricordo di una giornata che per i ragazzi sarà indimenticabile.

Sul sito CalcioScout si spiegano le difficoltà della squadra e come vivono i giocatori:

La società vive con l’aiuto della Caritas e degli stessi africani, quest’ultimi scappati dai loro Paesi per diversi motivi, chi perchè era minacciato di morte, chi per motivi politici, ma tutti con un passato calcistico.

Vivono in una tendopoli senza lamentarsi e tra qualche giorno saranno impegnati nei campi nella raccolta delle olive. Hanno il permesso di soggiorno come rifugiati, parlano bene l’italiano e molti sono laureati.

Si allenano nel campo di Palmi messo a disposizione dal Sindaco Barone e ci sono anche 2 dirigenti italiani: l’allenatore Mammoliti, prossimo diacono e Bagalà direttore generale.

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La Koa Bosco, squadra dilettantistica calabrese formata da ragazzi africani, ospite di Pavel Nedved e della Juventus. Foto dal sito della Juventus, dove è presente anche una la gallery di foto dell'evento.

Con l’arrivo dell’inverno, un appello è stato lanciato dalla squadra per la raccolta di indumenti caldi, ed è stato raccolto dall’ imprenditore De Masi, pochi giorni prima di Natale, secondo quanto riporta il sito “Edicola di Pinuccio”:

Mentre da parte delle Istituzioni continua l’interesse parolaio – cosa peggiore del disinteresse – verso la grave situazione in cui versano i migranti di colore della Piana di Gioia Tauro (circa 800 della tendopoli – baraccopoli di San Ferdinando e circa 1500 “invisibili “ nelle campagne della Piana), c’è chi apre gli occhi e le mani per dare un po’ di sollievo a queste persone calpestate nella loro dignità. Sono in tantissimi, che agiscono nel silenzio ma concretamente. Un caso va però segnalato. Si tratta di una iniziativa dell’imprenditore De Masi, noto all’opinione pubblica per le sue battaglie contro le banche usuraie. De Masi ha acquistato e consegnato a don Pino Demasi, referente di Libera e presidente dell’associazione Il Samaritano, 200 giubbotti pesanti perché siano distribuiti ai migranti.

Sul piano sportivo, non tutto va nel senso giusto. In un commento del 16 dicembre sui risultati, si legge su Facebook:

RISULTATO FINALE KOA BOSCO – VALLELONGA 1-1
GRANDE IMPEGNO DA PARTE DEI RAGAZZI IL CAMPO NON CI HA AIUTATO
SULL'ARBITRAGGIO NO COMMENT
5 PARTITE:
5 RIGORI CONTRO
2 ESPULSIONI
3 GOL ANNULLATI

QUINDI 8 GOL SUBITI 5 SU RIGORE 2 SU PUNIZIONE E UNO SU AZIONE
SPERIAMO IL VENTO CAMBI DIREZIONE

La prima vittoria ha coinciso con un periodo di lutto per la morte di un immigrato e per quella di Nelson Mandela:

Vittoria 2-1 doppietta Balotelli, grande partita, prima vittoria coincide con il lutto di due grandi uomini, Dominic Mann che rapprenta e deve rappresentare il passato di un AFRICANO, che ancor oggi muore per il freddo e del presente Nelson Mandela, che ha lottato per integrazione si oggi noi dobbiamo essere il futuro

Numerosi media hanno parlato dell’iniziativa, tra cui Radio 24/Il Sole 24 e RaiSport, e altri canali televisivi. Anche testate d’ informazione come l'Avvenire hanno dedicato articoli alla squadra. La pagina Facebook del Koa Bosco si sta rapidamente superando i 1000 “Mi piace”. L'Italia è fatta anche di queste iniziative, che mirano ad abbattere le barriere tra i nuovi arrivati sulla Penisola e gli italiani che ci abitavano già. 

1 commento

  • zil

    Grande appuntamento questa sera alle 20 su Fox Sports: Atletico Madrid-Barcellona, con il commento tecnico di Capello, da non perdere!

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