chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Chi era Rumi, il poeta persiano conteso tra DiCaprio, Afghanistan, Iran e Turchia?

Rumi as depicted in a short film uploaded onto YouTube by user Ghaus Siwani.

Rumi raffigurato in un cortometraggio caricato dall'utente si Youtube Ghaus Siwani.

Da quando tutti i paesi che proclamano come proprie le opere di Jalaluddin Rumi [it] si sono ribellati all'idea che Leonardo DiCaprio possa interpretare il ruolo del poeta e studioso in un film di Hollywood, gli utenti dei social afghani ne hanno approfittato per scontrarsi contro la rivendicazione congiunta di Iran e Turchia riguardo l'opera principale di Rumi, il Mathnawi Ma’nawi, risalente a 800 anni fa.

Il 31 maggio, l'Agenzia di Notizie degli Studenti Iraniani (ISNA) ha pubbicato un articolo [farsi] in cui è riportata la decisione dell'Organizzazione Nazionale dei Documenti di un accordo tra Iran e Turchia per registrare congiuntamente la collezione Mathnawi Ma’nawi di Rumi come patrimonio dell'UNESCO.

L'articolo ha provocato una controversia virale sui social media afghani e ha causato un viavai diplomatico.

Il 9 giugno, il Ministro degli Affari Esteri ha ufficialmente denunciato il fatto [dari] a Patricia McPhillips, rappresentante dell'Afghanistan all'Unesco che a sua volta ha promesso di riportare il tutto all'ufficio Centrale.

Il Ministro degli Esteri afghano Salahuddin Rabbani ha chiesto [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] lo stesso giorno dettagli sulla notizia al suo collega turco Mevlüt Çavuşoğlu.

In risposta, Çavuşoğlu ha espresso “il fatto di non esserne a conoscenza” e ha promesso che le considerazione e raccomandazione dell'Afghanistan come luogo di nascita di Maulana Jalaladdin Muhhamad Bakhi verranno valutate durante la presentazione, una reazione che non è riuscita a sedare le proteste online.

In seguito, il 12 giugno, un giornalista dell'organo di stampa afghano Ariana News ha pubblicato un'intervista [farsi] con l'ambasciatore iraniano in Afghanistan che ha affermato che “l'Iran non ha nessun diritto di far suo Maulana; l'Iran non ha nessuna intenzione di registrare Mathnawi o Maulana. L'Iran vuole solo registrare alcune vecchie versioni del Mathnawi”

‘Vengo da Balkh’

Mathnawi Ma’nawi (letteralmente: Il Distico Spirituale) è una delle tre opere note di Rumi, che consiste in 6 capitoli con circa 26mila distici in totale.

Mathnawi Ma’nawi è venerato come un libro di eccezionale saggezza nel mondo persiano, inclusi Afghanistan, Iran e Tajikistan

Per molti persianofoni è addirittura considerato come un “secondo Corano” o il “Corano persiano”, un tributo dovuto al suo ricco contenuto mistico e spirituale.

Mathnawi ha anche aiutato Rumi a diventare il poeta più venduto in America nel 2014, e questo spiega l'interesse di Hollywood verso la sua vita straordinaria.

Il 9 giugno, un gruppo di attivisti civili si sono riuniti a Kabul [dari] per protestare contro la presentazione di Iran e Turchia all'Unesco, insistendo sul fatto che “Rumi era un poeta cosmopolita e una risorsa preziosa per tutte le culture.”

Hanno sottolineato che “tutti sanno che è nato nel Balkh afghano e poi si è trasferito a Konya.”

Suhrab Sirat, un rinomato poeta Afghano, ha scritto un lungo post [dari], citando un distico dal Mathnawi:

Vengo da Balkh, Vengo da Balkh/ Un mondo che rallegra la mia amarezza…

Molti altri utenti di Facebook hanno citato gli stessi versi del Mathnawi come prova del fatto che egli appartiene a Balkh, Afghanistan.

Ma in altri suoi versi, Rumi è più misterioso sulle sue origini:

“Non sono cristiano, ebreo o musulmano, Hindu/Buddista, Sufi o Zen. Non faccio parte di nessuna religione o sistema culturale. Non sono dell'Oriente e nemmeno dell'Occidente, non vengo né da sotto né da sopra l'Oceano” scrive.

Mohammad Husain Mohammadi, poeta moderno e romanziere, proprietario di Taak Publications, ha scritto [dari]:

La patria di Maulana è il reame del Jaan (“spirito”)

Con il dibattito che si accende nella pagina Facebook Maulana Jalaluddin Mohammad Balkhi (Maulana Jalaluddin Mohammad di Balkh), è sorto lo scenario di una campagna per riconoscere il legame afghano di Rumi

La pagina ha presentato una petizione contro la domanda congiunta Ankara-Tehran all'Unesco che ad oggi è stata firmata da più di 5000 sostenitori, vicino all'obiettivo di 7.500 firme.

La storia di Rumi – ‘Made in Konya'?

Molto probabilmente Rumi è nato a Balkh – che sia la città afghana o la regione che oggi fa parte del territorio del Tagikistan – il 30 settembre del 1207.

Ma con l'invasione dei Mongoli in Asia Centrale tra il 1215 e il 1220, Bahauddin Walad, il padre di Rumi, decide di andare ad ovest con la sua famiglia.

La famiglia di Rumi si dirige quindi verso Baghdad, fa il pellegrinaggio alla Mecca, e poi va verso Damasco ed infine si stabilisce per sette anni a Karaman prima di recarsi a Konya, in Anatolia, nel 1228.

A quei tempi, la città era sotto il Sultanato Seljuk di Rum, da qui la base del cognome di Maulana.

Studente di teologia, letteratura araba e di studi religiosi, Maulana diventa insegnante a 25 anni e in seguito un rinomato giurista che dispensava sermoni nelle moschee di Konya.

Ha attirato centinaia di studenti e per questo era molto invidiato.

La vena poetica di Rumi è sorta dopo l'incontro e la successiva perdita in circostanze misteriose del suo amico più stretto nonchè mentore, Shams-e Tabrizi.

Annientato dalla perdita, Maulana si rifugia nei versi.

Tra le centinaia di versi attibuiti a Rumi, circa 44mila sono collezionati in due libri epici chiamati Divan-e Shams-e Tabrizi (i suoi ghazal, una forma poetica tipica della regione, con le poesie d'amore e mistiche) scritte in onore del suo amico, e circa 25mila fanno invece parte del Mathnawi Ma’nawi (i versi della saggezza).

Muore a Konya nel 1273.

Verso l'Occidente

Il 6 giugno, con la notizia della richiesta all'Unesco ancora fresca, David Franzoni, sceneggiatore Premio Oscar, ha riferito al Guardian che “ha accettato di lavorare su una biografia del poeta del XIII secolo Jalaluddin Rumi”.

Ha anche detto di volere la star di Hollywood Leonardo DiCaprio come interprete del ruolo di Rumi, suscitando eccitazione tra alcuni afgani e ribrezzo in altri.

In poche ore l'hashtag #RumiWasntWhite (Rumi non era bianco) è diventato una tendenza su Twitter:

I razzisti diventano pazzi quando un personaggio IMMAGINARIO come Hermione diventa di colore ma va bene se si rende bianca una PERSONA VERA??? Ok

Spero che il film di Rumi sia una rappresentazione veritiera su usi e costumi della regione, a differenza del traumatico ‘Rock the Kasbah’.

Quindi vogliono che sia un uomo bianco a interpretare Rumi, un poeta SUFI PERSIANO, ma quando hanno bisogno di un terrorista trovano attori musulmani con facilità.

Solo il tempo ci dirà se la leggenda di Rumi verrà onorata o bistrattata dal cinema, ma molti afghani ammettono – liberamente o riluttanti – che questo è stato fatto a centinaia di miglia dal suo luogo di nascita.

Ma il teologo ha ancora molto da insegnare in Afghanistan, dove interpretazioni estremiste della religione continuano a buttare un'ombra sulla gioia di spirito che ha caratterizzato la sua vita e le sue opere.

I veri ammiratori di Rumi sperano che tutto il rumore intorno alle sue origini non sminuisca il potere e la saggezza delle sue parole, in un'era in cui il mondo ne ha più bisogno.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.