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Ad Al-Waer, in Siria, l'incertezza dell'evacuazione pesa enormemente sui residenti

Piazza Madinat al-Maared, distretto di Al-Waer nella città di Homs: i residenti di Al-Waer salgono sugli autobus diretti verso Jarablus, a nord della Siria, una delle località in cui hanno “scelto” di trasferirsi in seguito all'ultimo accordo siglato tra il regime e l'opposizione armata. Foto scattata il 27 marzo 2017. Fonte: Maher Al-Khaled/SyriaUntold.

Nel quartiere di Al-Waer, i ribelli e le loro famiglie stanno evacuando l'ultima roccaforte della città che, in seguito a un accordo [ar, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] negoziato con la Russia, è stata soprannominata “la capitale della rivoluzione [en]. L'esodo avrà luogo suddividendo gli abitanti in gruppi di partenza e fin quando l'ultimo residente che intende lasciare il distretto non sarà partito, dopo di che la zona verrà consegnata alle forze di regime siriane.

Tuttavia, ai residenti è stata data la possibilità di rimanere nel paese. 

La popolazione civile è combattuta tra la triste prospettiva di essere sfollata e sradicata e la possibilità di rimanere in uno stato di incertezza, entrambe richiederanno una scelta infinitamente difficile.

Di seguito riportiamo la seconda parte di una storia scritta per la rivista Syria Untold [en] da Jood Mahbani [en], un giornalista e attivista della società civile di Homs, e tradotta da  [en]. Essa è stata originariamente pubblicata l'8 maggio 2017 e viene qui ripubblicata grazie ad un accordo di collaborazione. Leggi la prima parte di questa storia: Restare o andarsene? Il futuro dei residenti di Al-Waer in Siria è comunque incerto.

In base all'accordo, chi intende partire con i ribelli può evacuare la città a gruppi composti da un numero di persone che va da 1.500 fino a un massimo di 2.000 alla settimana. Si prevede che i gruppi continuino a partire fino alla metà di maggio, seguiti dal dispiego della polizia civile siriana e russa.

successivamente all'ispezione del distretto e una volta tutelata la sicurezza dei residenti rimasti sotto la supervisione della Russia, la quale dovrebbe scoraggiare qualsiasi minaccia di misure ritorsive, il quartiere sarà interamente consegnato alle forze governative siriane. È proprio questo ultimo passaggio che incoraggia la circolazione di notizie ufficiose e spaventa i residenti, i quali si chiedono: quale sarà il destino di chi rimane dopo che il distretto sarà evacuato?

Questa domanda non ha trovato risposta, sebbene il governo siriano incoraggi gli abitanti a rimanere e abbia più volte dichiarato, per voce del governatore di Homs Talal Al-Barazi, che nessun civile rimasto nel distretto subirà dei danni.

A testimonianza delle buone intenzioni nei confronti dei residenti, il governo siriano ha chiesto al comitato che rappresenta il quartiere di indicare i nomi delle persone che sono partite o partiranno per raggiungere Jarablus e IdlibIn e che intendono ritornare nel distretto, nel caso in cui queste abbiano lasciato la città per poi pentirsene e decidano di rientrare ad Al-Waer.

Tuttavia, tali promesse non sembrano dissuadere le famiglie rimaste nel distretto dal partire con il gruppo successivo. Quella dell'evacuazione è una scena che si ripete settimanalmente, quando nella piazza di Madinat Al-Maared una folla si accalca intorno agli autobus che entrano nel distretto per ricollocare le famiglie nelle rispettive località di destinazione. Lì, gli abitanti si salutano, i loro sguardi sono privi di speranza e molti di loro si rifiutano di parlare con i media.

Di fronte a uno degli autobus, una giovane donna, dopo aver salutato ogni membro della famiglia, esita a salire. Osserva ciò che le sta attorno e poi guarda la sua impronta e rimane ferma. La donna sembra essere sopraffatta dalla consapevolezza che quello sarà il suo ultimo passo sul suolo di Al-Waer, sul quale non potrà più camminare per anni. Non rimane ferma a lungo, in quanto le altre donne si innervosiscono e la spingono sull'autobus, dove scompare subito dopo.

Dall'altra parte, accanto all'altro autobus, c'è invece un anziano signore privo di bagaglio; ciò fa supporre che intenda rimanere. Tiene stretto la mano del nipote, prima che il bambino salga sull'autobus insieme ai genitori. L'anziano signore abbraccia il figlio con una mano, mentre con l'altra continua a stringere quella del nipote.

“Ti prego, papà, fammi rimanere con il nonno” dice il bambino, mentre le lacrime gli sgorgano dagli occhi. Con evidente difficoltà, il padre allontana la mano del figlio da quello del nonno, poi, per la seconda volta, dà un bacio all'anziano padre sulla fronte e pronuncia la sua ultima frase: “Perdonami, padre, non sarei mai voluto partire”. Sale rapidamente sull'autobus con la moglie e il figlio, svanendo tra i passeggeri e lasciando l'anziano padre solo in mezzo alla piazza.

Il 24 aprile 2017, le operazioni previste per la sesta evacuazione diretta verso Jarablus sono continuate per tutto il giorno, causando una profonda stanchezza e affaticamento nei residenti coinvolti. Entro l'inizio della prossima settimana, il quartiere dovrebbe essere nuovamente svuotato mediante piani di sfollamento forzato.

Vale la pena ricordare che il distretto di Al Waer, controllato dai ribelli, è stato teatro di diverse operazioni militari violente. Negli ultimi cinque anni, l'ultimo grande assedio è stato gradualmente imposto dalle forze di regime siriane con conseguenti ondate di abitanti in fuga che hanno portato a un calo della popolazione civile

Secondo alcune testimonianze fornite da attivisti e dottori operanti nella zona, alcune bombe a grappolo sono state sganciate sul quartiere di Al-Waer, per la prima volta dal 2011, durante la recente escalation militare di inizio febbraio. Alla fine, i gruppi armati di opposizione si sono arresi e hanno accettato di lasciare il quartiere, purché gli abitanti che intendono partire possano trasferirsi nelle aree da loro occupate.

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