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Con un'economia in disfacimento, cosa accadrà al regime turkmeno?

Foto scattata ad Ashgabat nel 2007 da Michael Karavanov. Utilizzata con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported.

Il 7 giugno, il Presidente assolutista turkmeno ha ordinato l'abolizione del generoso sistema di sussidi statali che dava agli abitanti locali un motivo per tollerare – oltreché per temere – il proprio governo demagogico, totalitario e ricco di risorse.

Subito dopo l'indipendenza dall'Unione Sovietica, i cittadini avevano in effetti beneficiato gratuitamente di acqua, elettricità e gas. Da ora in poi, non ci sarà più niente di gratuito per i cittadini di un paese che è al quarto posto della classifica mondiale per estensione di riserve di gas, dietro solo al Quatar per riserve pro capite.

Il motivo? Una crisi finanziaria dovuta al prezzo dell'energia che ha causato tra l'altro la svalutazione del manat, la valuta locale, l'aumento vertiginoso del costo dei generi alimentari e di altri beni, e il deficit in tutti i settori dell'economia.

Questo è il commento [ru] di Dmitri Shishkin, Direttore e PR della società Kazakhfilm nel vicino Kazakistan:

Кажется, Туркменистан почти всё. Добрались костлявые руки углеводородного кризиса до родины башизма. Ждём появления центральноазиатской Венесуэлы.

Questa è la fine del Turkmenistan. La crisi ha ormai travolto il paese. Diventerà il Venezuela dell'Asia Centrale.

Il prosciugamento del flusso dei petrodollari

Alcuni dei parallelismi evidenziati nel commento di Shishkin meritano un'attenta riflessione.

Come quella venezuelana, l'economia del Turkmenistan non è molto diversificata e gli idrocarburi rappresentano oltre il 90% delle esportazioni per entrambi i paesi. Al pari del Presidente venezuelano Nicolas Maduro, il Presidente turkmeno Gurbanguly Berdymukhamedov è salito al potere dopo la morte di un predecessore molto carismatico. Infine, sia Maduro che Berdymukhamedov si sono trovati a capo di governi che hanno avuto sempre più difficoltà a soddisfare le necessità di base della popolazione e pagare tempestivamente gli stipendi appena i profitti del settore energetico sono iniziati a calare.

Per altri versi però i paesi sono profondamente diversi. Mentre il Venezuela è sprofondato sempre di più in un autoritarismo a causa di una profonda crisi economica, sociale e politica, il Turkmenistan è uno stato totalitario da anni con istituzioni politiche fantoccio e tribunali che non possono essere definiti tali. Nella classifica sulla libertà di stampa di Reporter Senza Frontiere, il Venezuela occupa [en] il 137° posto dei 180 paesi nell'elenco mentre il Turkmenistan è al 178°. L'utilizzo di Internet in questo paese dell'Asia Centrale è tra i più controllati al mondo.

Dal momento che l'opposizione politica, le fonti di informazione indipendenti e lo spazio civico sono praticamente inesistenti in Turkmenistan, sembra improbabile che il regime di Berdymukhamedov si trovi ad affrontare le proteste che hanno tormentato il regime di Maduro [it] fino a spingerlo a ricorrere alla violenza brutale contro i contestatori. Le istituzione democratiche che Maduro ha aggressivamente cercato di erodere in Venezuela, sciogliendo e poi indebolendo l'assemblea nazionale dominata dall'opposizione, ed infiltrando lealisti nel sistema giudiziario, non sono mai neppure esistite in Turkmenistan.

Questo non significa però che il regime turkmeno non dovrà affrontare giorni difficili, man mano che il nadir che ha creato continua a diventare sempre più profondo.

Ingenti spese per opere inutili

Il disagio economico del paese non è solo dovuto al calo dei prezzi del petrolio e del gas e alla corruzione del sistema, ma anche alla propensione del governo turkmeno a sprecare soldi in progetti frivoli. Il nuovo aeroporto di Ashgabat, a forma di falco, è costato 2 miliardi di dollari e sta apparentemente già sprofondando nel terreno [en]. Il Turkmenistan sta inoltre spendendo miliardi di dollari per ospitare un torneo di serie B, ossia l'edizione 2017 dell'AIMAG (Asian Indoor and Martial Arts Games). Il governo aveva preso questo impegno prima dell'inizio della crisi del prezzo del petrolio e, a quanto pare, sta costringendo intere comunità a trasferirsi altrove per consentire la costruzione delle infrastrutture [en] necessarie prima dell'inizio dei giochi.

In apparenza sono questi progetti piuttosto che i sussidi statali ad essere le nuove priorità del governo, che sostiene che i cittadini stiano vivendo un “periodo  di massima felicità e stabilità politica”.

Su un post di Facebook, l'azero Rustam Musayev suggerisce [ru] che la recessione economica del paese spingerà molti a lasciare il paese e ad aggiungersi ai milioni di cittadini di altri stati dell'Asia Centrale che hanno scelto di emigrare per poter sostenere economicamente le proprie famiglie.

Никогда в Москве не видел гастарбайтеров из Туркмении и Казахстана. Теперь вероятно появятся и туркмены.

Non ho mai visto lavoratori migranti turkmeni a Mosca. Da ora in poi li vedremo probabilmente anche qui.

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