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Una donna crea la mappa più completa e aggiornata dei femminicidi in Messico

La Mappa dei Femminicidi in Messico (Mapa de Feminicidios en México (MFM)) [es come i link seguenti, se non diversamente specificato] è la mappa più completa e aggiornata del paese. È “un'iniziativa nata dai cittadini, indipendente e basata su dati aperti che utilizza le coordinate geografiche per mappare i femminicidi avvenuti dal 2016 ad oggi”. Attualmente, sono 2.355 i casi registrati.

L'ideatrice usa la definizione pratica del Modello del protocollo di femminicidio dell'ONU [en] per classificare gli omicidi di donne, in cui si definisce il “femminicidio” come:

La morte violenta di una donna per motivi di genere, indipendentemente dal fatto che l'omicidio avvenga in famiglia, per mano di un convivente, all'interno della comunità, ad opera di qualsiasi altra persona, o che sia perpetrato o tollerato, per azione o omissione, dallo Stato e dai suoi agenti.

Le sue fonti sono gli articoli di giornale e i comunicati ufficiali sui femminicidi. La sua motivazione è chiara e semplice: dare un nome a tutte le vittime in modo che nessuno possa dimenticarle.

Per motivi di sicurezza utilizza lo pseudonimo “Princesa” (Principessa) per tenere nascosta la sua vera identità. Sua madre ha 80 anni, vive a Città del Messico ma è originaria di Zacatecas, è una grande lavoratrice, molto religiosa, nipote di rivoluzionari, che ha difenso i diritti dei giusti e dei lavoratori. È stata lei a sensibilizzare sua figlia sui problemi della comunità.

Princesa ha studiato fisica all'Universidad Autónoma de México (UNAM) e con il tempo si è appassionata alla sismologia e agli tsunami. Benché abbia finito per dedicarsi al commercio, ha iniziato a lavorare sulle mappe quando le è stato proposto di collaborare con Nuestra Aparente Rendición e alcune organizzazioni digitali locali per documentare le sparizioni forzate. Il suo impegno e le sue conoscenze tecniche si sono ampliati nel tempo, insieme alla sua capacità di gestire i big data e gli strumenti per la sistematizzazione di coordinate geografiche.

Sulla sua pagina Facebook riceve messaggi da giornalisti, politici, legislatori e da persone interessate al suo lavoro di documentazione. Tuttavia, per lei, i messaggi più importanti sono sempre quelli dei familiari delle vittime. “Vedere il nome delle loro figlie e il luogo in cui hanno perso la vita su una mappa è un modo di ricordare che avevano un nome, una storia e che hanno un valore”, dice Princesa ricordando alcuni dei messaggi ricevuti.

Queste le parole dell'ideatrice del progetto:

Este mapa sirve para visibilizar los sitios dónde nos están matando, encontrar patrones, reforzar los argumentos sobre el problema, georeferenciar la ayuda, fomentar la prevención e intentar evitar los feminicidios.

Questa mappa permette di visualizzare i luoghi dove ci stanno uccidendo, identificare gli schemi, supportare le argomentazioni sul problema, dare un riferimento geografico alle fonti di aiuto, incoraggiare la prevenzione e cercare di porre fine ai femminicidi.

Princesa svolge gratuitamente questo lavoro, ma ha continuamente bisogno di sostegno economico. Per questo motivo ha lanciato una campagna di raccolta fondi sul sito Generosity di Indigogo [en], dove spiega meglio quali sono le sue motivazioni:

[…] reúne información fundamental para que personas periodistas, investigadoras, activistas, defensoras de derechos humanos, buscadoras de justicia y tomadoras de decisiones comprendan la realidad del feminicidio en México. Es una realidad cruda, granular y en constante aumento.

[Lo scopo è] raccogliere informazioni fondamentali che consentano a reporter, investigatori, attivisti, difensori dei diritti umani, persone in cerca di giustizia e responsabili decisionali di comprendere la realtà del femminicidio in Messico. È un fenomeno brutale e quotidiano in costante aumento.

La comunità Chicas Poderosas appoggia l'appello di Princesa:

Un'immagine vale più di mille parole e ci sono ancora mille storie da raccontare. Sostieni #MapadeFeminicidios

Princesa dice di essere felice di poter fare qualcosa per la gente. Sua madre e sua sorella la pensano allo stesso modo. Suo padre le dice sempre di stare attenta, ma al tempo stesso la spinge a continuare perché ritiene che ne valga la pena.

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