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Le missioni per il mantenimento della pace delle Nazioni Unite attirano critiche e l'Africa cerca soluzioni da sé

Medici militari indiani curano un bambino a Kiwanja, nella Repubblica Democratica del Congo. Fonte: The Blue Berets. CC BY-SA 2.0

Medici militari indiani curano un bambino a Kiwanja, nella Repubblica Democratica del Congo. Fonte: The Blue Berets. CC BY-SA 2.0

Le missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite (ONU) sono onnipresenti sul continente africano, nonostante crescano le critiche sulla loro efficacia. Le forze di mantenimento della pace lavorano in cooperazione con le truppe militari africane con mandati sempre più estesi, tra cui protezione civile, operazioni anti-insurrezione e antiterrorismo, tra gli altri. Le missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in luoghi come Liberia [en, come i link seguenti], Sierra Leone e Costa d'Avorio sono state considerate dei successi, ma le attività delle truppe ONU sul terreno sono pesantemente messe in discussione.

Dalla prima missione nel 1948, le missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite hanno subito una profonda trasformazione, ma l'obiettivo principale è sempre la smobilitazione, il disarmo e il perseguimento della pace sul terreno. A maggio 2015, l'80% delle forze di pace delle Nazioni Unite era schierato sul continente africano (80.000 soldati) per prendere parte a nove missioni. Il Bangladesh, l'India e il Pakistan sono i maggiori fornitori di truppe in queste missioni, mentre gli Stati Uniti, il Giappone e la Francia sono i principali finanziatori. 

I membri delle missioni delle Nazioni Unite, noti anche come “Caschi blu”, sono stati osservatori e soldati, a volte impegnati in combattimento senza il consenso del governo locale. L'ex Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha proposto riforme volte a migliorare l'efficienza delle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite con responsabilità più ampie, compreso l'uso della forza.

Le missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in Africa sono efficaci?

Un rapporto del 2014 di Human Rights Watch afferma che le forze di pace delle Nazioni Unite e quelle congolesi non sono riuscite a impedire un attacco nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) che ha provocato la morte di almeno 30 civili. Nella Repubblica Centrafricana (RCA), le forze di pace dell'Unione africana sono state coinvolte nelle sparizioni di 11 persone nel 2014. Anche le forze di pace francesi sono state messe sotto inchiesta nella RCA per violenza sessuale. La Francia ha aperto un'indagine, ma i pubblici ministeri hanno lasciato cadere i casi sostenendo che non c'erano prove sufficienti per incolpare i soldati.

Paula Donovan, condirettore di AIDS-Free World, ha reagito a questa conclusione in questi termini:

Questa è una parodia. Se dei soldati africani avessero abusato sessualmente di ragazzini a Parigi, l'inchiesta non sarebbe stata chiusa fino a che ogni responsabile non fosse dietro le sbarre.

Le missioni di pace delle Nazioni Unite in contrasto con i governi centrali

In un discorso del marzo 2017 all'ONU, il Presidente della RDC Joseph Kabila ha richiesto una riduzione significativa delle forze di pace delle Nazioni Unite sul terreno. Sosteneva che la loro presenza era inutile e impediva all'amministrazione congolese di agire. L'attuale segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha visto questa richiesta come un tentativo da parte sua di stringere la presa sulla RDC e rafforzare la repressione del dissenso. Eppure, secondo Pierre Okungo, un politico di Kinshasa, una sostanziale riduzione delle forze di pace ONU nella RDC potrebbe portare ad una implosione e a delle distruzioni.

Nel suo libro di memorie, Interventions: A Life in War and Peace (Interventi: Una vita in guerra e pace), Kofi Annan lamenta la mancanza di coordinamento e di fiducia tra le Nazioni Unite e i governi nazionali nei conflitti in Somalia (1992) e in Ruanda (1994). Nel caso del Ruanda, l'ONU non ha messo in piedi un intervento sul terreno fino a un anno dopo l'inizio della guerra civile, a causa della mancanza di informazioni e coordinamento sull'entità delle tensioni dopo le elezioni del 1994.

I paesi africani sviluppano le proprie strategie di autodifesa

L'organizzazione “G5 Sahel”, composta da Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad, è stata creata nel 2014 per coordinare meglio gli sforzi militari e di sviluppo nell'Africa occidentale. Durante le assemblee generali delle Nazioni Unite, i colloqui avviati dalla Francia hanno avuto luogo per determinare il futuro del G5 Sahel. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha dichiarato:

La situazione nel Sahel è una sfida per tutti noi. Il senso del sacrificio [dei 3 membri delle forze di pace ciadiane della Missione delle Nazioni Unite in Mali, uccise il 26/10/17] ci obbliga a trovare urgentemente soluzioni per contrastare il terrorismo in Mali, garantendo allo stesso tempo la sicurezza e l'affidabilità dei contingenti della Missione integrata multidimensionale di stabilizzazione in Mali (MINUSMA) contingenti.

L'Unione africana collabora attualmente in Sud Sudan, dove l'evanescenza dello stato centrale ha reso estremamente complicate le missioni ONU sul campo.

Missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in Africa. Fonte: Nazioni Unite Crediti: Danielle Renwick & Julia Ro. Pubblico dominio.

Costruire la pace in Africa alle sue condizioni

Capi di stato come Joseph Kabila (RDC) o l'ex presidente ciadiano Hissene Habré, considerano la presenza dei Caschi blu un’ “inefficiente interferenza che serve solo gli interessi dell'Occidente. I paesi africani che lavorano per costruire la propria pace cercano la continuità degli aiuti stranieri, non una presenza militare straniera sul terreno. Ciò potrebbe ridurre lo spreco di risorse nelle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in Africa, composte da soldati mal preparati. Molte voci hanno affermato che è giunto il momento per il continente africano di guidare gli sforzi di mantenimento della pace nella regione:

Missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite: un elenco di fallimenti in Africa?

Questo breve documentario fa un ottimo lavoro sottolineando i fallimenti del mantenimento della pace delle Nazioni Unite

Visto il gran numero di abusi in Sud Sudan e Repubblica Centro Africana, quando possiamo chiamare fallimenti le missioni di pace delle Nazioni Unite? chiede Hanna Hekbryce.

Ad esempio, in Somalia, gli stati membri dell'AMISOM (Missione dell'Unione Africana in Somalia) forniscono truppe mentre l'ONU fornisce finanziamenti, formazione, logistica e supporto alla pianificazione. Dall'istituzione del Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana, questa organizzazione ha dispiegato oltre 64.000 componenti di missioni per la pace nel continente, tra cui alcune contro l'Esercito di Resistenza del Signore in Africa centrale e Boko Haram in Nigeria.

Negli ultimi decenni, le truppe ONU sul campo hanno impedito che molti paesi in conflitto cadessero nel caos totale. Eppure, una miriade di conflitti persistono ancora in Africa e la minaccia del terrorismo è ai massimi storici. Le missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite sono cruciali per lo sviluppo e la sicurezza in Africa, mentre agenzie delle Nazioni Unite come il Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) spendono fondi importanti ( 7,7 miliardi di dollari in fondi annuali nel 2017) per mitigare le crisi civili.

Allo stesso tempo, tuttavia, l'Africa continua a cercare strategie per assicurare pace e stabilità alle sue condizioni.

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