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La consultazione europea “Voice for the Ocean” informa i cittadini e li spinge al dibattito con l'UE sul futuro degli oceani

"Passing Through", Flickr Licence Creative Commons, credit Melody Ayres-Griffiths

“Passing Through” (passando attraverso), credito Melody Ayres-Griffiths (Flickr, licenza Creative Commons), o come conciliare la salvaguardia dell'oceano e i suoi utenti umani

L'ultimo report di GIEC [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], ordinato in occasione della COP21 [fr] a Parigi (Francia), uscito il 6 ottobre di quest'anno a Incheon (Corea del Sud), propone due prospettive allarmanti sugli effetti del cambiamento climatico in generale, ma anche sull'ambiente oceanico: un aumento della temperatura di 2 gradi centigradi porterebbe all'annientamento quasi totale, circa il 99%, delle barriere coralline. L'urgenza è enorme, la pressione mondiale. L'associazione Surfrider è stata fondata nel 1986 a Malibu (USA) da alcuni surfisti in collera contro l'inquinamento batteriologico e i rifiuti in ambienti acquatici, poi in Europa dal triplo campione mondiale di surf Tom Curren nel 1990. Oggi si impegna per assicurare una voce udibile ai cittadini per la salvaguardia degli oceani in una prospettiva europea. Ad alcuni mesi dalle elezioni europee, Surfrider Foundation Europe propone una consultazione cittadina multilingue online su scala europea, per influire sui dibattiti e le decisioni cruciali future in materia di conservazione e sfruttamento marino. Un colloquio con Agathe Clerc, Funzionario della Lobby Europea per la campagna di consultazione Voice for the Ocean.

Global Voices GV: Come si è costituito il ramo europeo di Surfrider?

Agathe Clerc AC: Creato originariamente da surfisti desiderosi di proteggere il loro ambiente, Surfrider Foundation Europe raggruppa ormai tra i suoi membri delle persone provenienti da tutti gli orizzonti, che condividono la passione dell'oceano e la preoccupazione di proteggerlo. Raggruppa una rete di 1.700 volontari, 10.500 membri e 120.000 simpatizzanti riuniti intorno ad antenne locali attive in 11 nazioni europee.

GV: Quali sono le principali minacce che pesano sull'ambiente acquatico a livello europeo?

AC: Sia a livello europeo che internazionale, i pericoli che subisce l'oceano sono purtroppo gli stessi. La linea politica di Surfrider Foundation Europe rileva 3 assi prioritari che costituiscono delle minacce per l'ambiente acquatico e l'umanità: i rifiuti acquatici, la qualità dell'acqua e la salute degli utenti, l’adattamento al cambiamento climatico e la pianificazione del litorale.

GV: Perché lanciare la consultazione europea Voice for the Ocean? 

AC: L'idea di Voice for the Ocean (VFTO) parte da una constatazione: la disconnessione tra le istituzioni europee e i cittadini. Visto che il 44% dei francesi sono andati a votare alle Europee nel 2014, Surfrider vuole mobilitare tutti i cittadini europei per questo appuntamento democratico troppo spesso dimenticato, e rimettere l'oceano e la sua salvaguardia al centro dei dibattiti.

L'oceano non ha frontiera, proprio come l'impatto delle decisioni che lo riguardano. L’Unione Europea addotta delle misure vincolanti per gli stati membri, che avranno in seguito un effetto diretto a livello locale. Con la consultazione VFTO, Surfrider si rivolge all'intera comunità europea, i cittadini devono esprimersi affinché siano assunte delle misure ambiziose per la salvaguardia dell'oceano.

L’avvenire dell'oceano si decide anche nel Parlamento Europeo: noi crediamo nella necessità di connettere i cittadini europei, gli amanti del mare e la sfera politica, di poter dialogare, progredire e salvaguardare insieme l'oceano.

Surfrider, document remis par l'association Surfrider Foundation Europe

Il surf, uso e protezione degli oceani – immagine fornita da Surfrider Foundation Europe.

GV: Come avete pianificato questa consultazione?

AC: Abbiamo previsto 8 priorità, che concernono ognuno di noi: la qualità dell'acqua, l'inquinamento della plastica, il trasporto marittimo, il turismo sostenibile, le piattaforme d'alto mare, le energie marine rinnovabili, il cambiamento climatico e la condivisione delle conoscenze sull'oceano: ocean literacy (alfabetizzazione sull'oceano). Rispondendo a questa consultazione, il cittadino esprime l'azione concreta che si aspetta da parte dell'Unione Europea su ciascuna di queste tematiche: Rafforza i divieti? Le informazioni? La sensibilizzazione? La ricerca?

Per ogni tematica, noi proponiamo uno stato dei luoghi della situazione con l'ausilio di un testo, un video o una infografica. Il livello di informazione varia in funzione del suo profilo (esperto, cittadino, praticante di attività acquatica o insegnante). Il visitatore dispone quindi di informazioni sufficienti per rispondere alla domanda.

Abbiamo elaborato un questionario a risposte chiuse, caselle di spunta o proposizioni da ordinare, con il fine di facilitare lo studio delle risposte in seguito e di limitare il tempo di risposta della consultazione: 10 minuti in media. L'ultima domanda sarà decisiva: scegliere la più urgente, secondo chi risponde, fra le 8 priorità menzionate.

GV: Quali sono i riscontri della partecipazione per il momento?

AC: Finora, il contatore visualizza 3.500 risposte. La maggioranza proviene dalla Francia, tuttavia anche la Germania e la Spagna sono ugualmente sul podio! La consultazione è disponibile in 6 lingue (bulgaro, francese, inglese, portoghese, spagnolo, tedesco).

GV: Che cosa farete con i risultati di questa consultazione?

AC: Dall'inizio del 2019, Surfrider Foundation Europe si impegna nel portare la voce dei cittadini e sfiderà tutti i partiti politici che si presentano alle elezioni europee a inserire nel loro programma delle misure concrete di salvaguardia degli oceani.

GV: Ci sono differenze maggiori di punti di vista sugli oceani, da una nazione europea all'altra?

AC: Per il momento non abbiamo ancora accesso alle risposte, tuttavia sappiano fin d'ora che alcune nazioni non avranno le stesse priorità. Abbiamo ad esempio avuto l'occasione di fare una tappa VFTO a Malaga, in Spagna. Discutendo con gli abitanti della città, ci siamo resi conto rapidamente che la grande inquietudine dei cittadini viene dalle navi da crociera che sbarcano nel loro porto, con un po’ più di turisti da accogliere ogni anno e delle infrastrutture pubbliche che non lo permettono sempre. La consultazione affronta la questione del turismo sostenibile e della transizione del trasporto marittimo. Non credo di sbagliarmi, supponendo che in Spagna queste 2 priorità dovrebbero emergere fortemente. Queste non saranno necessariamente le stesse priorità per i cittadini tedeschi o olandesi.

GV: Dove si pone Surfrider, fra gli utenti degli oceani e le considerazioni ambientali? Sono sempre compatibili (ad esempio, gli squali e i surfisti)?

AC: È una delle questioni più interessanti che si trova al centro delle nostre missioni. L’oggetto primario della nostra associazione resta la salvaguardia dell'oceano poiché, senza un oceano in buona salute, la pratica del surf o di tutte le altre attività nautiche non sarebbe possibile. Surfrider vigilerà sempre sulla salvaguardia dell'ambiente e di tali utenti, in un percorso di concertazione con l'insieme degli attori della società.

Per quanto riguarda la crisi dei rifiuti, partecipiamo ai processi di concertazione in corso e speriamo innanzitutto di conoscere le cause di deregolamentazione di questo ecosistema affinché le decisioni in merito siano prese con tutti i soggetti in causa.

GV: Voi sviluppate anche un blog sulla ocean literacy (alfabetizzazione sull'oceano). Il digitale e le reti sociali sono degli strumenti essenziali per la salvaguardia dell'ambiente, al giorno d'oggi?

AC: Surfrider Foundation Europe sviluppa una grande piattaforma su cui sono disponibili numerosi supporti pedagogici: Ocean Campus [fr]. La comunicazione digitale è al centro della nostra strategia di informazione e di sensibilizzazione. Considerando l'importanza del digitale nelle nostre società, è un mezzo essenziale per raggiungere un massimo di persone. È infatti accessibile a tutti, la comunicazione digitale ci permette di creare e promuovere uno stile di vita impegnato ed eco responsabile, attraverso diversi strumenti creativi e interattivi.

GV: Perché partecipare a questa consultazione, oggi, come cittadini europei? 

AC: Partecipando a VFTO, disponiamo di un'informazione di qualità sulle minacce che pesano sull'oceano. Ci esprimiamo e ci mobilitiamo per la salvaguardia dell'oceano, esercitiamo il nostro diritto di influenzare le future politiche europee, che avranno delle ripercussioni dirette nei nostri Stati membri. Le elezioni europee saranno decisive e determineranno l'orientamento delle iniziative dell’UE in materia di salvaguardia dell'oceano: è il momento di far sentire la nostra voce!

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