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La Nigeria impone divieti ai viaggi durante una gestione inadeguata dei casi di #COVID-19

Image by Pete Linforth from Pixabay. Used under a Pixabay license (Free for commercial use/ No attribution required)

Immagine di Pete Linforth da Pixabay. Usata sotto licenza di Pixabay, uso pubblico.

Leggi la copertura speciale di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [it].

La Nigeria ha confermato cinque nuovi casi di COVID-19, che portano il totale dei pazienti di coronavirus a otto, secondo il Centro per il Controllo delle Malattie nigeriano (NCDC) [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione]:

Il ministero della salute ha annunciato 5 nuovi casi di COVID-19 in Nigeria, portando il numero totale di casi confermati in Nigeria a 8.

Tutti i 5 casi avevano viaggiato di recente in Regno Unito/Stati Uniti.

Invitiamo i nigeriani a mantenere la calma: le attività di risposta della sanità pubblica sono intensificate in tutto il Paese.

L'aumento a otto pazienti è arrivato solo 48 ore dopo che, il 16 marzo, il dottor E. Osagie Ehanire aveva confermato il terzo caso di COVID-19, “una cittadina nigeriana sulla trentina, ritornata da un breve viaggio nel Regno Unito il 13 marzo”:

C'è un terzo caso confermato di COVID-19 in Nigeria.

Si tratta di una cittadina nigeriana che, dopo essere recentemente ritornata dal Regno Unito, si è auto-isolata e ha contattato il NCDC alla comparsa dei sintomi. È clinicamente stabile. Qui sotto il comunicato stampa.

La paziente ha volontariamente iniziato un periodo di auto-isolamento di 14 giorni a Lagos, durante il quale ha sviluppato i sintomi di febbre e tosse. La paziente è attualmente ricoverata nell'ospedale di malattie infettive a Yaba, Lagos. È clinicamente stabile e risponde alle terapie.

Mentre il numero di casi di COVID-19 in Nigeria continua a crescere, il 18 marzo il governo ha ceduto alle proteste dell'opinione pubblica e ha imposto restrizioni ai viaggi per i cittadini che provengono da 13 Paesi con più di 1.000 casi nazionali di coronavirus: Cina, Italia, Iran, Corea del Sud, Spagna, Giappone, Francia, Germania, Norvegia, Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi e Svizzera.

Chi è già arrivato in Nigeria da questi Paesi deve sottoporsi a una quarantena di 14 giorni.

Il 27 febbraio è arrivata la conferma del primo caso di COVID-19 nel Paese, un cittadino italiano in viaggio in Nigeria.

Il secondo caso confermato, secondo il NCDC, è un contatto del primo caso che ora è risultato negativo al test per due volte. Di conseguenza, il secondo caso è guarito dal “virus ed è stato dimesso per tornare a casa il 13 marzo 2020″, secondo le dichiarazioni del NCDC.

I netizen chiedono divieti di viaggio

Molti netizen nigeriani non sono soddisfatti dall'attuale risposta contro il COVID-19 e chiedono misure più severe per prevenire la diffusione della pandemia in Nigeria.

Il netizen Ayobami ha condannato la lenta risposta del NCDC. Ha invitato l'organizzazione a “finirla con lo show sui media e mettersi al lavoro!”

Ciò che non faremo è raccontare ancora bugie, nessuno l'ha visitata da ieri sera, non le hanno dato i farmaci e non la stanno curando! Finitela con lo spettacolo sui media e mettetevi al lavoro! Non è una questione di riconoscimenti internazionali.

Secondo Gideon, il fatto che i test per il COVID-19 procedono lentamente in Nigeria “dovrebbe spaventarci tutti”.

Il fatto che il caso di @dondekojo sia stato confermato come positivo al coronavirus dovrebbe spaventarci tutti. Questa persona ha cercato di farsi fare il test diverse volte ed è stata fatta girare a vuoto dagli operatori sanitari e dal ministero della salute. Ha dovuto urlare su Twitter ancora prima del test.

“Limitare i viaggiatori che arrivano soprattutto dai Paesi colpiti da questo virus”, insiste il giornalista Bayo Olupohunda:

Nessuno sta dicendo che il Governo Federale debba immediatamente vietare i voli. Non possiamo vietare ai nigeriani di entrare nel Paese. Ma devono essere messi in quarantena e rilasciati solo quando liberi dal virus. Ma bisogna limitare i viaggiatori che arrivano soprattutto dai Paesi colpiti da questo virus.

La dottoressa Whitewalker sottolinea che il divieto dei viaggi è un normale intervento epidemiologico che ha l'obiettivo di arrestare l'ondata di trasmissioni durante una pandemia come questa:

Il divieto di viaggio può aiutarci a guadagnare tempo per permettere di rafforzare la risposta all'epidemia nazionale.

Il dottor Chikwe Ihekweazu, direttore del NCDC, ha dichiarato che l'organizzazione “sta cercando in TUTTI i modi di far fronte a tutte le richieste urgenti”:

Siamo estremamente impegnati. I nostri operatori rispondono a centinaia di chiamate da tutta la Nigeria ogni giorno, 24 ore al giorno, compresi i weekend.

Per favore siate pazienti e aiutateci lavorando tutti insieme. Le critiche ci distraggono dal lavoro importante.

Stiamo cercando in TUTTI i modi di far fronte a tutte le richieste urgenti.

Il 17 marzo il Senato, la camera alta del parlamento nigeriano, ha inizialmente richiesto un divieto dei voli da Paesi ad alto rischio di coronavirus come Regno Unito e Cina, per poi estendere le restrizioni il giorno seguente.

Tutti i viaggiatori provenienti dai Paesi colpiti saranno sottoposti ad “auto-isolamento supervisionato e test per 14 giorni”, riferisce The Cable. Il governo ha temporaneamente sospeso anche i visti all'arrivo in Nigeria.

Il divieto di viaggio entra in vigore sabato 21 marzo 2020 e durerà quattro settimane, ma potrebbe essere esteso dopo una revisione.

Diversi Paesi africani hanno implementato protocolli severi per ridurre la diffusione del virus COVID-19. Queste misure rigorose includono restrizioni ai viaggi [it] per gli Stati con un numero elevato di casi di COVID-19.

Gestione inadeguata

Secondo alcune fonti, la risposta delle autorità sanitarie alla pandemia di COVID-19 in Nigeria sarebbe inadeguata e negligente.

Una donna di 70 anni che aveva trascorso cinque mesi in Regno Unito è tornata in Nigeria l'11 marzo. Poco dopo, ha manifestato sintomi compatibili con il COVID-19 come raffreddore e secrezione eccessiva di muco. Il 13 marzo è stata portata d'urgenza all'Enugu State Teaching Hospital (ESUTH) Colliery Parklane, nel sud est della Nigeria.

È stata messa in isolamento all'ESUTH Colliery Parklane e il 14 marzo i suoi campioni sono stati inviati al NCDC per la diagnosi. Il 15 marzo la donna è morta dopo che il NCDC ha dichiarato che era risultata negativa al test per il COVID-19.

#COVID19Nigeria

Il risultato di laboratorio della paziente di Enugu sospettata di avere il COVID-19 è NEGATIVO.

È importante aspettare la conferma del NCDC prima di diffondere informazioni sui social medial.

Il NCDC continuerà a tenere il pubblico aggiornato.

Tuttavia, in una lettera scritta al governatore dello stato di Enugu, la figlia della donna ha denunciato che la madre è stata “stigmatizzata” dallo staff dell'ospedale che l'ha messa in un “fatiscente” centro di isolamento con “erba e detriti”.

Un altro caso di COVID-19 mal gestito si è verificato a Lagos, la capitale commerciale della Nigeria.

Il 17 marzo David Hundeyin, giornalista di News Wire, ha raccontato la gestione inadeguata di un caso sospetto di COVID-19 alla Dangote Oil Refinery Company a Ibeju-Lekki, Lagos, che ha gettato gli operai nel panico.

Il 12 marzo un tubista indiano della raffineria Dangote è arrivato in Nigeria da Mumbai, dopo un breve scalo a Il Cairo, in Egitto. L’indagine di Hundeyin ha rivelato che il tubista ha sviluppato “febbre, tosse secca, mal di gola e insufficienza respiratoria significativa” un giorno dopo il suo ritorno dall'India. Eppure, “non è chiaro se qualcuno alla raffineria Dangote abbia cercato di entrare in contatto” con le autorità sanitarie.

Hudeyin ha inoltre segnalato che l'azienda si è approfittata del “contesto normativo permissivo” in Nigeria “per mettere al primo posto i propri interessi”, che mettono in pericolo sia la vita dei dipendenti sia la popolazione.

Quest'indagine ha costretto l'amministrazione della raffineria rilasciare un comunicato in cui sostiene che il suddetto paziente è stato trasferito all'ospedale di malattie infettive a Yaba, Lagos.

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