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COVID-19 in Africa: ‘Livelli di mobilitazione senza precedenti’ e molte nazioni in allerta per la pandemia

All'aeroporto di Kigoma, in Tanzania, un funzionario sanitario registra i dettagli dei passeggeri in arrivo e in partenza, il 14 marzo 2020. Foto di Pernille Bærendtsen, usata con autorizzazione.

Leggi la Copertura Speciale di Global Voices sull’ impatto globale del COVID-19 [it].

Almeno 19 Paesi africani stanno affrontando il COVID-19. Numerosi governi hanno adottato provvedimenti cruciali per la mitigazione e la gestione, comprese le restrizioni di viaggio, i controlli sanitari nei porti di ingresso, i test rapidi e le misure di distanziamento sociale.

IL COVID-19 è una malattia finora sconosciuta che causa il Coronavirus, potenzialmente mortale, dichiarato una pandemia [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ 11 marzo 2020. Ha già mietuto 4.955 vittime a livello globale fino al 13 marzo 2020, come dichiara OMS.

Fino al 14 marzo 2020, l'OMS ha dichiarato 215 casi totali in Africa e cinque decessi ufficiali.

Queste nazioni hanno denunciato più di 15 casi di COVID-19: Algeria (37), Egitto (93), Senegal (19), Sudafrica (24) e Tunisia (16). Le seguenti nazioni hanno meno di 15 casi: Burkina Faso (2), Camerun (2), Costa d'Avorio (1), Repubblica Democratica del Congo (2), Etiopia (1), Gabon (1), Guinea (1), Kenya (1), Mauritania (1), Marocco (7), Namibia (2), Nigeria (2), Sudan (1) e Togo (1).

Quasi ogni singolo caso in Africa è collegabile a viaggi in Europa, che adesso è diventata l’epicentro della pandemia. Questo ha spinto molte nazioni africane a prendere la decisione storica di adottare restrizioni di viaggio nei confronti dei viaggiatori che provengono da nazioni con un numero elevato di casi COVID-19.

L'Uganda, ad esempio, ha adottato la misura senza precedenti di limitare i viaggi da 16 nazioni con numerosi casi di COVID-19, compresi Cina, Francia, Germania, Italia, Iran, Corea del Sud, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

L'Uganda ha sospeso i voli dalle nazioni colpite da alto rischio di Coronavirus, inclusi USA, UK, Cina, Francia, Germania, Iran, Italia, Corea del Sud, Spagna, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia, Austria e Malesia.

Anche l'isola semi autonoma di Zanzibar, parte della Repubblica Unita di Tanzania, ha annunciato la restrizione di voli charter dall'Italia, dove i casi di COVID-19 aumentano vertiginosamente. Queste restrizioni non saranno tuttavia applicate alla Cina, uno dei principali partner commerciali della Tanzania. Anche il Kenya ha interrotto i voli diretti dall'Italia alle località costiere in Mombasa.

La Nigeria non ha imposto nessuna restrizione di viaggio, ma ha sconsigliato vivamente i viaggi nelle nazioni con alti livelli di contagio da COVID-19 come Cina, Iran, Italia, Giappone e Corea del Sud. Anche i Paesi dell'Africa Occidentale hanno suggerito una misura di auto-isolamento di 14 giorni per i viaggiatori provenienti da queste nazioni.

La Liberia, con nessun caso accertato di COVID-19, ma con un'intensa esperienza con la malattia Ebola, molto contagiosa, ha deciso di imporre una quarantena obbligatoria di 14 giorni in un centro di osservazione a chiunque arrivi dalla Germania, dove i casi di COVID-19 stanno aumentando rapidamente. Analogamente, la Repubblica Democratica del Congo sta implementando un regime di auto-quarantena di 14 giorni per chiunque arrivi in aereo da Francia, Germania, Italia e Cina.

“La pandemia di Ebola nel 2014 provocò cancellazione di voli, divieti di visto e regimi di quarantena che interessarono migliaia di viaggiatori dalle tre nazioni dell'Africa Occidentale nel cuore dell'epidemia,” come riporta il The Globe and Mail.

Un netizen ha chiamato questo momento, quando i governi africani sono adesso nella posizione di vietare l'ingresso ai viaggiatori da Europa, Stati Uniti e Regno Unito, “un punto di svolta nella storia”:

Il punto di svolta della storia è arrivato

Mobilitazione e preparazione

Mentre il Coronavirus continua a diffondersi attraverso l'Africa, i cittadini e i governi dibattono ugualmente le capacità delle nazioni africane di gestire la crisi in termini di assistenza sanitaria, preparazione alle catastrofi, comunicazione e rapidità.

Tuttavia “molti funzionari sanitari africani sono irritati dalle insinuazioni che non stiano affrontando la crisi in modo adeguato, dicendo che c'è stato un livello di mobilitazione senza precedenti per il COVID-19, oltre a un crescente bagaglio di esperienze su cui contare,” sostiene la BBC.

Dopo l'accertamento dei primi casi in Etiopia e Kenya, entrambi avvenuti nelle città capitali che servono da snodi nevralgici del trasporto pubblico, queste nazioni hanno immediatamente vietato i grandi assembramenti, chiedendo ai cittadini di praticare il “distanziamento sociale”, un termine usato per descrivere la minimizzazione del contatto con altre persone e il mantenimento di una distanza di almeno 1,8 metri quando si interagisce, per rallentare la diffusione del virus.

Quando la Nigeria ha allertato il mondo sull'esistenza del suo caso indice di COVID-19, il direttore generale dell’ OMS, Dr. Tedros Ghebreyesus, ha lodato il Centro nigeriano per il controllo delle malattie (NCDC) per la sua trasparenza e la rapidità nella condivisione dell'informazione:

Grazie @NCDCgov e Governo della #Nigeria per il modo rapido e trasparente con cui avete condiviso la sequenza #COVID19 del primo caso nazionale. Questo è un vero atto di solidarietà e un importante passo per impedire che il #coronavirus si diffonda ulteriormente.

In Tanzania, che non aveva ancora riportato casi fino al 14 marzo, il Presidente John Magufuli ha comunque incoraggiato il distanziamento sociale, una grande sfida in una regione conosciuta per le sue norme sociali di stretto contatto comunitario.

Quando il Presidente Magufuli ha incontrato il leader dell'opposizione Malim Seif Sharif, hanno dato l'esempio salutandosi con il dito in alto, una nuova forma di saluto in una nazione abituata e strette di mano robuste e decise:

Il Presidente tanzaniano Magufuli (R) scambia un saluto con il piede con il capo dell'opposizione Seif Sharif Hamad per promuovere “nessuna stretta di mano” in questi tempi di #Coronavirus. Un critico dice “l'anti-democratico Magufuli deve aver ringraziato il COVID-19, poiché gli offre la scusa perfetta per NON stringere le mani dell'Opposizione.”

Annuncio di Ummy Mwalimu, dal Ministero della Salute, Sviluppo, Genere, Giovani e Anziani della Tanzania.

Si dice anche che la Tanzania abbia preventivamente identificato tre “centri di isolamento” nelle regioni settentrionali, occidentali e orientali, in caso di un'epidemia di COVID-19. “Hanno immagazzinato i termometri e addestrato più di 2.000 operatori sanitari,” secondo la BBC. Non è comunque chiaro dove si trovino i centri.

Il ministro della salute tanzaniano, Ummy Mwalimu, ha comunicato in una dichiarazione ufficiale il 14 marzo 2020 che sei viaggiatori dalla Danimarca e Norvegia in viaggio dal Kenya alla Tanzania sono stati controllati all'Aeroporto Kilimanjaro di Arusha in Tanzania. Uno aveva febbre alta, tosse e stanchezza, tutti sintomi del COVID-19. Le autorità hanno deciso di trasferire il gruppo di sei persone in isolamento e li hanno portati all'Ospedale di Rufaa per un test di gruppo. Tutti i test sono risultati negativi al COVID-19, sono liberi di proseguire le loro attività.

Nel frattempo in Ruanda, con nessun caso accertato, il governo ha istituito misure pubbliche preventive per il lavaggio delle mani negli snodi di trasporto pubblico a Kigali:

LEADERSHIP 👇🇷🇼

Il Ruanda tiene a bada il Coronavirus con campagne per il lavaggio pubblico delle mani.

Il quadro completo

Ci sono alcune speculazioni che i numeri di COVID-19 siano bassi in Africa (come in altre parti del mondo) per la mancanza di test adeguati.

Tuttavia, 33 su 47 nazioni subsahariane dispongono attualmente di strutture di analisi, un significativo incremento da gennaio 2020, quando soltanto il Sudafrica e il Senegal potevano eseguire test.

Il Senegal, con un solo caso accertato finora, a quanto riferito è in grado di testare i cittadini in meno di quattro ore, mentre in alcune nazioni, come gli Stati Uniti, si dice che i risultati possano arrivare dopo una settimana.

Come riporta il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC), a inizio febbraio il Senegal ha anche addestrato 16 laboratori africani su come diagnosticare il COVID-19. Le sessioni formative si sono svolte a Dakar, la capitale; un addestramento supplementare per 12 altri laboratori africani si è svolto in Sudafrica.

NCDC in Nigeria sta pubblicando report giornalieri con gli aggiornamenti sul tracciamento dei contatti COVID-19, inoltre ha anche un numero fisso gratuito e un numero WhatsApp per porre domande correlate al COVID-19.

La Comunità per lo sviluppo dell'Africa meridionale ha anche tenuto una sessione “straordinaria” il 9 marzo 2020 a Dar es Salaam in Tanzania per discutere la preparazione e gli interventi COVID-19, raccomandano ai membri di esser preparati a mettere in pratica i piani nazionali di emergenza.

Nonostante queste misure, molte nazioni africane lottano con una adeguata assistenza sanitaria per tutti. E in Tanzania, ad esempio, 25 milioni di persone non hanno ancora accesso all'acqua potabile, essenziale per lavare le mani e rallentare la diffusione di COVID-19.

I vari interventi coordinati, dove il COVID-19 è comparso nel continente, provano comunque che l'esperienza e la determinazione vanno di pari passo.

Nota dell'autore: una versione precedente di questo articolo includeva uno screenshot del tweet di Everjoice Win, poiché il suo account Twitter non era momentaneamente disponibile.

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