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In Nigeria, la fiducia di un re verso i rimedi erboristici per curare il COVID-19 si scontra con la scienza

Ọọ̀ni Adéyẹyẹ̀ Ẹniìtàn Ògúnwùsì, Ọ̀jájá II il 30 marzo 2020 ha pubblicato un video su Twitter che promuove i rimedi erboristici tradizionali per curare il coronavirus.

Leggi la copertura speciale di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [it].

Il nuovo coronavirus noto come COVID-19 sta scuotendo il mondo come un enorme terremoto.

Secondo la John Hopkins University, il coronavirus ha infettato oltre 900.000 [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] persone in tutto il mondo; La Nigeria ha attualmente 174 casi, in data 1 aprile 2020.

Mentre ricercatori e scienziati lavorano assiduamente per trovare un vaccino che può servire come panacea per la pandemia, anche gli erboristi tradizionali hanno proposto soluzioni.

In Nigeria, Àdìmúlà Ifẹ̀, il re del popolo Yorùbá, Ọọ̀ni Adéyẹyẹ̀ ẹ̀niìtàn Ògúnwùsì, Ọ̀jájá II, ritiene che le erbe naturali possano curare il COVID-19.

In collaborazione con YemKem International, un'azienda di medicina alternativa, l’Ọọ̀ni (re) sta lavorando per creare una terapia a base di erbe con l’obiettivo di produrla in massa e confezionarla per la vendita.

Il miscuglio si basa su un mix di foglie dal sapore amaro, foglie e semi di neem, solfuro, pepe nero e chiodi di garofano, che sono tradizionalmente utilizzati nello Yorùbáland come potenti antiossidanti per eliminare il sistema dei virus dannosi.

L’Ọọ̀ni, che è anche copresidente del Consiglio nazionale dei Governanti tradizionali della Nigeria (NCTRN), ha pubblicato su Twitter una serie di tweet per annunciare la sua scoperta, affermando che il suo mix di erbe unico era stato testato su se stesso e su altre persone con il coronavirus. Nei tweet del 30 marzo, il re invita i ricercatori a usare erbe naturali per creare un vaccino.

Attualmente sto anche lavorando con la società farmaceutica Yem Kem International (esperti in medicina alternativa) per il confezionamento e la distribuzione di questi prodotti a livello globale.

Adesso è tempo di salvare il mondo. Domani potrebbe essere troppo tardi.

Teniamoci tutti al sicuro.#Coronavirus #COVID19

I tweet contengono due video con istruzioni dettagliate sui rimedi casalinghi a base di erbe, incluso l'uso di cipolle per eliminare infezioni virali e l'uso di incenso per scacciare l’”energia negativa”.

Credenze tradizionali contro processo scientifico

La medicina tradizionale a base di erbe svolge un ruolo importante nella cultura Yorùbá.

Ogni giugno – l'inizio del nuovo anno nello Yorùbáland – i seguaci del dio della saggezza (Ifá), nella cosmologia dello Yorùbá, si riuniscono per questa festa a Òkè Ìtasẹ̀ dove Ifá parla e prevede il futuro.

Il 6 giugno 2019, al World Ifá Festival, Òtúrá Méjì, appartenente agli Ifá, ha previsto ’”imminente rabbia di una guerra pandemica invisibile”. Si pensa che questa previsione si riferisca al COVID-19.

Lo scorso 6 giugno 2019 durante il World Ifa Festival una proclamazione divina è stata svelata al mondo – Otura Meji. Abbiamo predetto l'imminente rabbia di questa invisibile guerra pandemica, ma pochi ci hanno ascoltato.

Si prega di notare che Efod/ Urim e Thurim sono presenti nei libri sacri.

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha sostenuto la medicina tradizionale come parte dell'assistenza sanitaria primaria e ha pubblicato un bollettino sull'analisi etica della medicina erboristica per la salute globale.

Tuttavia, l'OMS ha anche chiarito che non si conosce una cura o un vaccino per il nuovo coronavirus COVID-19.

Fare affermazioni su rimedi erboristici che non sono stati verificati attraverso un’accurata valutazione scientifica può essere ingannevole per il pubblico.

Il dottor Olúwatómidé Adéoyè, uno scienziato per lo sviluppo di farmaci con sede a Lisbona, in Portogallo, confuta la cura naturale a base di erbe del re per il coronavirus.

In una e-mail a Global Voices, il dottor Adéoyè ha scritto:

There is no way that [the Ọọ̀ni] could know for certain that his ‘medicine’ (concoction) can cure the coronavirus. The proper protocol to test such medicine will be to (i) isolate the virus and test the medicine in ‘petri dishes,’ if effective, (ii) test in animals (models) and eventually in (iii) Humans (safety and efficacy).

Non è possibile che [l’Ọọ̀ni] possa sapere con certezza che la sua “medicina” (miscuglio) può curare il coronavirus. Il protocollo appropriato per testare tale farmaco sarà quello di (i) isolare il virus e testare il medicinale in “piastre di Petri”, se efficace, (ii) fare test su animali (modelli) ed eventualmente su (iii) umani (sicurezza ed efficacia).

Il farmacologo afferma:

Even if we assume they jumped straight to human trials, there is no evidence that Ọọ̀ni has test kits with which he diagnosed people for COVID-19 in order to evaluate the clinical efficacy of the purported medicine.

Anche se supponessimo che siano passati direttamente alla sperimentazione sull'uomo, non ci sono prove che l’Ọọ̀ni abbia kit per i test, con i quali ha diagnosticato le persone con il COVID-19, al fine di valutare l'efficacia clinica del presunto farmaco.

Nell'e-mail, il dottor Adéoyè sfata anche diversi miti sui rimedi tradizionali promossi dal re nei suoi video.

Ad esempio, il re afferma che le cipolle uccidono l'energia negativa e proteggono l'energia positiva. Le cipolle affettate poste sotto i piedi possono neutralizzare e sopprimere il virus e rafforzare il sistema immunitario.

Il dottor Adéoyè afferma che le pubblicazioni accademiche che sostengono queste affermazioni sulle cipolle “sono spesso scientificamente povere” in termini di progettazioni sperimentali, controlli e robustezza dei dati. E che “più del 90% di tali affermazioni non supera i test di efficacia e sicurezza nelle sperimentazioni sugli umani”:

Even if we assume that onions are effective viral neutralizers — if they can’t get into the body or get into the lungs (in the right dose/concentration), there's no way for them to act and be effective.

Anche se assumessimo che le cipolle siano efficaci neutralizzatori virali – se non riescono a entrare nel corpo o entrare nei polmoni (nella giusta dose/concentrazione), non hanno modo di agire né di essere efficaci.

Il dottor Adéoyè ha respinto anche l'affermazione del re secondo cui bruciare incenso è efficace.

Considering the breathing difficulties observed in COVID-19 patients, it will be an extremely stupid thing to reduce the air quality (oxygen) of someone whose lungs are under-performing.

Considerando le difficoltà respiratorie osservate nei pazienti con COVID-19, ridurre la qualità dell'aria (ossigeno) di una persona i cui polmoni hanno un rendimento inferiore sarebbe estremamente stupido.

Nonostante bruciare l'incenso sia una parte importante della cultura popolare in Nigeria, l'incenso stesso “non è un disinfettante efficace”, ha detto il dottor Adéoyè a Global Voices.

Sulle implicazioni dell’affermazione del re in materia di sanità pubblica, il dottor Adéoyè ha sottolineato che coloro che commercializzano “il loro olio di serpente come medicina per il corona… solo porteranno a più morti”.

Il dottor Adéoyè ha anche avvertito che i miscugli di erbe “corrono il rischio di tossicità acuta e cronica”.

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