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Le mete balneari in Albania alle prese con una stagione turistica insolita

Una spiaggia nel sud dell'Albania. Foto di Ardi Pulaj, usata con autorizzazione.

Leggi la copertura speciale di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [it].

Normalmente, le prenotazioni nell'emblematico “Adriatik Hotel” [it], nella città portuale albanese di Durazzo, [it] sono al completo. Ma il 2020, l'anno della pandemia di coronavirus, non è “un anno normale”.

L'hotel ha riaperto le sue porte il 18 maggio, quando il Paese è emerso da un lockdown che aveva visto le sue spiagge e i suoi confini chiusi ai Paesi vicini fino all'inizio di giugno.

Nonostante l'allentamento delle misure, le prenotazioni sono calate dell'85%, secondo la direttrice generale Nevila Duda, che ha affermato: “Avevamo molte prenotazioni per la stagione estiva 2020 effettuate già dall'autunno 2019 e si sono arrestate nella prima settimana di marzo”.

“Alcuni ospiti con prenotazioni valide hanno posticipato il loro soggiorno al prossimo anno, ma la maggior parte dei nostri ospiti ha chiesto il rimborso, mettendoci di fronte a difficoltà finanziarie”, ha detto Duda, che gestisce anche l'agenzia di viaggi statunitense Adriatik Tours [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione].

Duda fa anche una previsione poco confortante: “La ripresa del settore turistico avrà bisogno di tempo, almeno uno o due anni”.

Misure anti COVID-19 esposte presso l'Adriatik Hotel nella spiaggia di Durazzo, Albania. Foto di Ardi Pulaj, usata con autorizzazione.

Ma le lamentele non coinvolgono proprio tutti.

Dhërmi, nel sud dell'Albania, è una piccola località costiera tra Himarë e Valona. È famosa sia tra gli albanesi che tra i turisti stranieri per le sue bellissime spiagge e l'atmosfera rilassata.

2 Lips [sq], un bar, ristorante e hotel situato sulla spiaggia di Dhërmi, normalmente accoglie turisti da Regno Unito, Polonia, Repubblica Ceca, Belgio, Austria, Francia e Italia. I turisti cinesi hanno iniziato ad arrivare qui per la prima volta lo scorso anno.

Ernis Osmanaj, il proprietario di 2 Lips, ha detto che quest'anno le prenotazioni sono grosso modo come l'anno scorso.

“L'unica differenze è che, per questa stagione, i nostri clienti vengono da Tirana e non dal Regno Unito come lo scorso anno”, ha precisato Osmanaj.

Secondo Osmanaj, l'aspetto più difficile è convincere i clienti a seguire i protocolli anti-COVID-19. I clienti devono sottoporsi al controllo della temperatura e alla disinfezione ogni volta che entrano ed escono dal locale.

I protocolli attuati dal governo albanese impongono agli hotel e ai resort di impiegare un “coordinatore” anti-COVID-19 per supervisionare tali misure. Il personale deve indossare guanti e mascherine in ogni momento.

Spostandoci più a sud, troviamo la città costiera di Saranda [it], anch'essa alle prese con i preparativi per un'estate difficile.

È il luogo dove i turisti possono ammirare le antiche rovine del Parco nazionale di Butrinto [it] e fare una passeggiata sull'incantevole lungomare, oltre a godersi splendide spiagge.

A febbraio, Saranda si è inserita nella classifica annuale di Tripadvisor delle destinazioni di viaggio emergenti, piazzandosi seconda dopo Kaliningrad, in Russia.

L'hotel Seaside Artist a Saranda, foto fornita dalla direzione e usata con autorizzazione.

Al Seaside Artist [it], un hotel-ristorante a conduzione familiare a Saranda, le prenotazioni sono scese del 60% rispetto all'anno scorso. Le prenotazioni per il mese di agosto includono turisti dall'Italia, mentre settembre promette l'arrivo di turisti da Bulgaria, Germania e Grecia.

“Per questa stagione, abbiamo avuto molte cancellazioni dovute all'incertezza generata dalla pandemia. Quest'anno, lavoreremo con le prenotazioni last minute. Saranda non ha avuto neanche un caso di coronavirus ed è pronta ad accogliere i turisti”, ha affermato Rudina Toska, dell'hotel-ristorante Seaside Artist.

Adattarsi per il turismo locale

Ejiris Shoshi aiuta gli hotel a Ksamil, vicino Saranda, a gestire le prenotazioni provenienti dalle agenzie di viaggi online. È in contatto diretto con i turisti che vogliono trascorrere le proprie vacanze sulla costa ionica dell'Albania. Quest'anno, è stato cancellato il 72% delle prenotazioni.

A Ksamil, nel corso degli ultimi due anni, si è verificato un calo significativo nel numero di turisti scandinavi; tuttavia, la destinazione ha guadagnato popolarità tra i visitatori provenienti da Polonia, Ucraina, Romania e Russia.

“Le pochissime prenotazioni che abbiamo ricevuto sono per i mesi di agosto e settembre. È una stagione imprevedibile, per il fatto che i turisti locali prenotano all'ultimo momento e i turisti stranieri, quei pochi che hanno le risorse finanziarie per viaggiare quest'anno, non hanno ben chiaro come fare a venire qui”, ha detto Shoshi.

La spiaggia privata dell'hotel Abalone a Ksamil. Foto di Ardi Pulaj, usata con autorizzazione.

“Il timore principale dei turisti stranieri è il viaggio, ovvero la chiusura delle frontiere non solo da parte dell'Albania, ma anche da tutti i Paesi di transito”.

L'agenzia di Shoshi, in collaborazione con gli hotel dell'area, hanno investito in campagne pubblicitarie sui social media, puntando ampiamente sul mercato domestico.

Turismo patriottico

Nevila Dudaj, dell'Adriatik Hotel e dell'agenzia di viaggi Adriatik Tours, ha affermato che il contributo della diaspora etnica albanese è molto importante per la ripresa dell'industria turistica.

Dudaj afferma: “Persino al New York Times Travel Show tenutosi a gennaio 2020 e al quale ho partecipato, ho lanciato un appello a tutti gli albanesi, ovunque essi vivano, di visitare e trascorrere le vacanze in Albania, perché è loro dovere sostenere il turismo albanese. E ora più che mai, a causa della pandemia di COVID-19, abbiamo bisogno del loro supporto”.

Finora, ai turisti domestici in vacanza sulle coste albanesi, si sono aggiunti turisti dal Kosovo e dai Balcani Occidentali.

Al momento, le infezioni da coronavirus registrate in Albania sono 1.995, per un totale di 44 decessi.

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