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Il Sudan ha bisogno di un quadro giuridico per la criptovaluta

La regolamentazione della criptovaluta rappresenta una sfida per molti paesi e la tecnologia è ancora illegale [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] in un piccolo numero di nazioni. Da quando la prima valuta digitale, il Bitcoin, è stata inventata nel 2009 dal misterioso “Satoshi Nakamoko”, sono state create molte altre criptovalute. Una delle principali caratteristiche di queste valute è che non richiedono l'esistenza di una banca centrale; piuttosto si basano su reti di computer decentralizzate e su un protocollo interno. Seguendo il collasso dell'economia bancaria globale nel 2008, l'idea di questo tipo di valuta, che non si basa su banche centrale e governi come la valuta convenzionale, ha riscontrato molto interesse.

Le criptovalute non possono essere contraffate e le transazioni vengono registrate e tracciate su libri mastri elettronici in modo che la stessa “moneta” non venga spesa due volte dalla stessa persona; gli utenti sono anonimi così come le transazioni — entrambe registrate solo da numeri. Questa flessibilità intrisica e la capacità di spostare grandi quantità di questo tipo di denaro in modo anonimo, rendono le criptovalute preziose per molti tipi di transazioni, anche per attività illegali.

Può sembrare un concetto strano per un governo regolamentare un sistema che si vanta di essere separato dal coinvolgimento del governo, ma a causa del loro crescente utilizzo, molti paesi hanno dovuto cercare di capire come funziona questo sistema e hanno emesso politiche per regolamentare le criptovalute. Il Sudan, un paese in cui alcuni gruppi e start-up esperte in tecnologia hanno iniziato ad adottare le criptovalute ha bisogno di un simile quadro giuridico.

Mappa del mondo che mostra lo stato legale del bitcoin per paese/territorio nel 2014. Da allora, lo stato della criptovaluta è cambiato in diverse giurisdizioni. Immagine da Habarithor (CC BY-SA 3.0).

Negli ultimi anni, la criptovaluta è stata adottata da molti settori in Sudan. Il miglior esempio è Softwex, una società di hosting gestita da imprenditori sudanesi, e utilizza il Bitcoin come sistema di pagamento. L'azienda organizza anche seminari di Bitcoin e account sui social media che aumentano la consapevolezza sul Bitcoin. Il gruppo Bitcoin Meetup Sudan è stato fondato nel 2013 e ha più di 2.800 membri. Secondo un’intervista con Mohamed Osman Elawad, co-fondatore del gruppo, le valute digitali sono particolarmente popolari tra i giovani sviluppatori e i membri del gruppo stanno lavorando attivamente per rendere il sistema fattibile per spostare denaro dal paese e acquistare beni all'estero. Uno dei motivi per cui Elawad pensa che le valute digitali possano essere utili in Sudan è perché è un “paese sanzionato” e anche uno in cui è vietato dal governo il commercio estero senza licenza. “Pertanto, le rimesse non sono semplici e comportano un costo elevato tramite canali ufficiali, che rendono la crittografia il modo più semplice ed economico per traferire denaro.

Uno studio pubblicato corrobora l'analisi di Elawad spiegando come la criptovaluta sia stata utilizzata per raggirare le sanzioni economiche imposte sul Sudan dagli Stati Uniti nel 1997, le quali proibivano alle banche di trasferire denaro al Sudan dall'estero; tuttavia, non ci sono dati o studi pubblicati che stimino l'ammontare dei fondi trasferiti.

La criptovaluta è stata anche un argomento nell'ultima campagna elettorale [ar], dove la sua adozione è stata proposta da uno dei canditati alla presidenza come strategia per rendere democratica la politica finanziaria. Tuttavia, in un paese con solo il 31% di penetrazione di internet, ciò non sembra realistico in questo momento. Ciononostante, anche l'accettazione del Bitcoin da parte degli utenti in Sudan è stata elevata. In un reportage recentemente pubblicato, da Bitcoin Magazine che ha analizzato il traffico verso gli scambi di criptovaluta, il Sudan è stato menzionato come uno dei paesi che “ha mostrato un'elevata domanda di criptovalute, nonostante il basso volume di scambi”.

Tuttavia, la regolamentazione della criptovaluta non è un processo semplice. I governi che hanno tentanto di farlo hanno dovuto affrontare molte sfide, a cominciare dalla ricerca di una classificazione adatta per questo tipo di valuta. Quest'anno, per esempio, le autorità in Francia, Germania e Australia, “hanno emesso decisioni con tre diverse interpretazioni della natura del Bitcoin: come valuta, uno strumento finanziario che viene applicato come mezzo di scambio tra persone fisiche o giuridiche, e come sicurezza”. In Russia, la nuova legislazione ha definito il bitcoin come “proprietà ma non moneta a corso legale“. Le banche centrali di tutto il mondo variano nelle loro posizioni, dal proibire la negoziazione di criptovalute al semplice rilascio di avvertimenti.

I sostenitori per la regolamentazione delle criptovalute citano molti esempi in cui possono essere utilizzate per attività criminale, Allen e Overy hanno elencato esempi in cui includono il traffico di essere umani, pornografia infantile, pirateria informatica e furto di identità, manipolazione del mercato, frode e riciclaggio di denaro in generale, data la sua natura intrinseca dell'anonimato e dell'attraversamento dei confini, la regolamentazione fornisce anche il quadro giuridico per tassare coloro che vendono e scambiano la criptovaluta. La regolamentazione delle criptovalute andrà anche a vantaggio del sistema finanziario e lo salvaguarderà da ogni rischio sistemico derivante da un attacco informatico. Il Crimine della primavera 2020 sulle criptovalute e il rapporto sul riciclaggio anti-denaro ha menzionato che nei “primi cinque mesi del 2020, i furti di criptovalute, gli hackeraggi e le frodi hanno totalizzato 1.36 miliardi di dollari, indicando che il 2020 potrebbe vedere il secondo valore più alto mai registrato nei crimini crittografici.

Alcuni ritengono che la regolamentazione sia contraria alla natura fondamentale del decentramento, e ogni tentativo di impostare un quadro giuridico “finirà solo in lacrime — soffocando l'innovazione e mettendo le valute digitali in una posizione di svantaggio rispetto alle autorizzazioni, che le banca centrali rimangono determinate e proteggere”.

Secondo la Banca Centrale del Sudan (CBos), nel sistema bancario del Sudan ci sono 34 banche. Il Sistema Bancario Elettronico (EBS) è una società che opera sotto il contro della Banca del Sudan; offre un sistema di pagamento elettronico che include carte di debito e di credito e pagamenti tramite cellulare. L'attuale quadro giuridico riguarda il pagamento elettronico in generale, ma non copre le criptovalute, perché l‘Electronic Transactions Act del 2007 è stato emanato prima dell'ascesa di queste valute virtuali. Tuttavia, ci sono ancora molte misure forti in questa Legge, come proteggere la segretezza delle informazioni e dettagliare il processo di contrattazione elettronica.

Nel giugno 2010, il Sudan ha aderito alla Better Than Cash Alliance, come passo in linea con l'Agenzia Governativa per la Trasformazione Digitale, che mira a modernizzare i servizi governativi e i sistemi di pagamento. Questo nuovo ambiente digitale e il cambiamento nella cultura potrebbero aiutare in qualsiasi futura adozione della criptovaluta a livello statale.

Dato che solo circa un terzo della popolazione sudanese ha accesso ad internet, le criptovalute potrebbero non essere un'opzione di pagamento alternativa per gran parte della società, e l'adozione ora potrebbe essere limitata a determinate aree, come la capitale, Khartoum, e all'interno di aziende tecnologiche e investitori.

La regolamentazione delle criptovalute in Sudan garantirà maggiore sicurezza per tutti i soggetti interessati; proteggerà anche il paese dagli usi dannosi e attività illegali. Inoltre, fornirà il quadro giuridico necessario per il governo e farà sì che le organizzazioni di sviluppo adottino la criptovaluta nei loro progetti futuri. Questo è il motivo per cui, gli organismi di regolamentazione, come la Banca Centrale, devono iniziare una discussione aperta con le aziende e le comunità di utenti per modificare la Legge attuale per includere articoli che regolamentino la criptuvaluta.

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