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In Azerbaigian, le restrizioni della pandemia ostacolano ulteriormente i disabili

“COVID-19 e disabilità in Indonesia” da ILO in Asia e Pacifico, licenza CC BY-NC-ND 2.0

A settembre 2020, il Ministero del Lavoro e della Protezione Sociale dell'Azerbaigian ha dato un taglio drastico [az, come i link seguenti] alle pensioni di invalidità, come parte di un pacchetto di misure volte, a detta dei funzionari, a “contrastare le false disabilità.”

Le misure stabiliscono che solo coloro che hanno bisogno di almeno una degenza ospedaliera all'anno sono idonei per i sussidi del governo. Per richiedere i loro assegni è necessario che presentino i documenti di dimissione alle autorità competenti.

Quella che era già una misura controversa è stata peggiorata dalle restrizioni anti COVID-19 dell'Azerbaigian, che ha visto i centri di riabilitazione pubblici chiudere temporaneamente in tutto il Paese per ridurre al minimo i contatti.

Come risultato, molti azerbaigiani con disabilità non sono al momento in grado di provare che siano invalidi perché non possono ricevere cure nei centri medici chiusi.

I sussidi del governo sono l'unica fonte di reddito per molte persone invalide. Sulla base di dati del Ministero stesso si stima che oltre sette mila azerbaigiani abbiano perso i loro assegni d'invalidità da settembre. 

In un’intervista di settembre 2020 Gulnar Azivova, segretario stampa dell'Agenzia Statale per le Competenze Mediche e Sociali e la Riabilitazione, ha affermato che le autorità riapriranno i centri di riabilitazione non appena le restrizioni anti COVID-19 saranno revocate. Il 19 marzo, le autorità dell'Azerbaigian hanno esteso il regime di quarantena fino a giugno. 

Questi battute d'arresto hanno spinto molte famiglie a protestare di fronte alla sede del Ministero del Lavoro e della Protezione Sociale all'inizio di marzo, chiedendo il ripristino dei sussidi. 

Famiglie in protesta fuori dal Ministero del Lavoro e dei Servizi Sociali nella capitale Baku il 10 marzo, 2021. Video schermata/Azadliq Radio.

Parlando con i media locali fuori della sede del Ministero, delle madri hanno dichiarato di volere la riapertura dei centri di riabilitazione, il ripristino delle pensioni, e l'aumento dei benefici per rendere conto degli ostacoli posti dalle attuali condizioni economiche.

Nel marzo del 2020 la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità Catalina Devandas ha riferito che “poco è stato fatto per fornire alle persone con disabilità l'assistenza e il supporto di cui hanno bisogno per proteggerli durante la pandemia della COVID-19 in corso.” Ha aggiunto che gli stati dovrebbero dedicarsi alle necessità delle persone con disabilità adottando misure aggiuntive per garantire “la continuità del supporto” per il gruppo che già affronta discriminazione strutturale nella propria comunità.

Un suggerimento espresso da Devandas è di aumentare gli aiuti finanziari a questa comunità per coprire bisogni primari come generi alimentari e farmaci.

Senza l'accesso al supporto governativo, alcuni cittadini disabili hanno richiesto il supporto familiare e hanno ricevuto cure di riabilitazione in cliniche private.

Refail Veten-Das Quliyev, 58, insegnante di fisica in pensione, ha scritto su Facebook:

Səhhətimdə yaranmış çox ciddi problemlər məni özəl bərpa reabilitasiya mərkəzinə müraciət etməyə məcbur etdi. Dövlət müəssisələrindən imdad diləsəm də səsimə səs verən tapılmadı. Rəhmətlik Məlik Abbasovun taleyini yaşamayım deyə qohum-dostların köməyindən istifadə edərək özəl reabilitasiya mərkəzi olan Suraxanı Tibbi Bərpa Mərkəzində hal hazırda müalicə alıram. Çox gülərüz, mehriban kollektivi var. Müalicələr qaneedicidir. İşlərinə məsuliyyətlə yanaşırlar. Xəstələrə xüsusi diqqət və qayğı göstərilir. Həkimim Sevinc xanım savadlı, işgüzar və bacarıqlı həkimdir, peşəsinə hörmətlə yanaşır. Hər zaman xəstələrinin vəziyyəti ilə maraqlanır, proseduraları qəbul edərkən onları nəzarətdə saxlayır. İmkanı olan əlillərimiz bu müalicə məkəzinin xidmətindən istifadə edə bilərlər.

Dei problemi di salute molto gravi mi hanno costretto a ricevere le cure in un centro di riabilitazione privato. Nonostante i miei molteplici tentativi, i centri di riabilitazione pubblici non mi hanno risposto. Per non seguire le sorti di Malik Abbasov [un uomo disabile morto a marzo 2021], sto ricevendo cure al Centro di Riabilitazione privato Surakhani Medical con l'aiuto dei miei amici e della mia famiglia. Il personale è gentile e premuroso. La terapia è soddisfacente. Sono responsabili del loro lavoro. I pazienti ricevono particolare attenzione. La mia dottoressa Sevinj è una dottoressa colta, professionale e competente, e rispetta la sua professione. Ha a cuore il benessere dei suoi pazienti e li controlla costantemente mentre vengono sottoposti alle procedure. Le persone con disabilità che possono permetterselo possono utilizzare i loro servizi.

Secondo le norme nazionali, gli Azeri con disabilità e i pazienti costretti a letto hanno diritto a servizi sanitari domiciliari del governo. Eppure, stando a un resoconto nazionale di novembre 2020 della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sull'impatto della COVID-19 sulle persone anziane e gli infermieri, questi non sono ampiamente forniti o disponibili nel Paese.

Nel resoconto si nota anche che il ridotto accesso ad ospedali, farmacie, servizi d'emergenza, e policlinici è stato maggiormente avvertito da persone anziane e con disabilità.

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