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Proteste davanti all'ambasciata ceca in Macedonia del Nord contro il razzismo anti-rom e la brutalità della polizia.

“Il razzismo uccide! Le persone rom vogliono vivere!” striscione alla protesta contro la brutalità della polizia e il razzismo sistematico contro le persone rom a Skopje. Foto: Vančo Džambaski, CC BY-NC-SA, dall'album fotografico “Roma Lives Matter.”

Questa storia è stata originariamente pubblicata [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] da Meta.mk. Una versione modificata è ripubblicata qui attraverso un accordo di condivisione dei contenuti tra Global Voices e Metamorphosis Foundation.

Il 3 giugno scorso, oltre 1.000 cittadinə della Nord Macedonia hanno preso parte alla protesta che si è tenuta di fronte all'ambasciata della Repubblica Ceca nella capitale della Macedonia del Nord, Skopje.

Guidatə dal Movimento cittadino AVAJA, le persone che manifestavano chiedevano giustizia e che il governo si assumesse la responsabilità dell'omicidio di Stanislav Tomaš, un giovane rom di Teplice, Repubblica Ceca, una degli ultimi casi di brutalità della polizia causati dal razzismo sistemico contro le persone rom in Europa.

La protesta ha avuto inizio di fronte alla scuola primaria Kočo Racin sulla Vodnjanska (conosciuta anche come Strada Madre Teresa) per procedere verso l'ambasciata della Repubblica Ceca, situata lì vicino.

“Il razzismo uccide! Le persone rom vogliono vivere!” striscione alla protesta contro la brutalità della polizia e il razzismo sistematico contro le persone rom a Skopje. Foto: Vančo Džambaski, CC BY-NC-SA, dall'album fotografico “Roma Lives Matter.”

AVAJA sostiene che le autorità Ceche, guidate dal Primo Ministro Andrej Babiš e dal Presidente Miloš Zeman, così come dal Ministro dell'Interno Jan Hamáček, non solo non hanno condannato questo caso di brutalità della polizia, ma hanno persino ringraziato la polizia per la loro reazione e hanno espresso il loro sostegno agli agenti di polizia di Teplice.

Le autorità ceche hanno cercato di giustificare l'uso della forza in quella situazione sostenendo che Stanislav Tomaš era sotto l'influenza di sostanze stupefacenti. D'altra parte, AVAJA sostiene che il video dell'arresto che si è diffuso sui social network mostra un poliziotto inginocchiato sul collo di Tomaš per circa cinque minuti e che ha chiamato un'ambulanza dopo aver capito che non si muoveva più.

Gli attivisti e le attiviste per i diritti umani delle persone rom hanno sottolineato il fatto che la brutalità da parte della polizia nei confronti dei rom è la forma più visibile di razzismo sistemico in Europa. È basata sulla forza illimitata applicata dalla polizia, che vede come criminale e minaccia qualsiasi persona di origini rom.

La brutalità della polizia contro le persone rom in Macedonia del Nord

“Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere” striscione alla protesta contro la brutalità della polizia e il razzismo sistematico contro le persone rom a Skopje. Foto: Vančo Džambaski, CC BY-NC-SA, dall'album fotografico “Roma Lives Matter.”

Alla manifestazione, l'AVAJA ha anche ricordato il caso irrisolto del settembre 2020, sempre in Macedonia del Nord, che ha al centro la brutalità della polizia e nel quale tre rom furono picchiati nel distretto di Bitola.

In seguito alla diffusione sui social di un video che mostra il pestaggio etnico di alcunə cittadinə rom da parte di alcuni ufficiali di polizia, il Ministero dell'Interno ha annunciato immediatamente un'indagine interna. Il Primo Ministro Zoran Zaev ha definito quanto successo come “vergognoso,” e il Comitato per i Diritti Umani di Helsinki lo ha condannato come un esempio dell'abuso di potere da parte della polizia.

All'epoca, altri video di testimoni oculari furono diffusi sui social. Tuttavia, a questi hanno fatto seguito dei video anti-rom pubblicati sui social network, con la pretesa di mostrare “l'intero evento”. Diversi esponenti della destra hanno sostenuto che le persone picchiate dalla polizia “se lo meritavano” perché avevano attaccato la polizia per prime.

Gli agenti coinvolti sono stati sospesi dal servizio in attesa delle indagini penali. Al momento, non c'è stato alcun esito giudiziario per questo caso.

Salija Bekir parla alla protesta del 3 giugno davanti all'ambasciata della Repubblica Ceca a Skopje. Foto di Vančo Džambaski, CC BY-NC-SA, dall'album fotografico “Roma Lives Matter.”

Salija Bekir, una dei leader di AVAJA, alla manifestazione ha affermato [mk]:

Свежи ни се сеќавањата за полициската бруталност врз Ромите во Битола кој што е во судски процес! Свежи ни се сеќавањата за присилните евикции на ромските населби, свежи ни се сеќавањата на смртта на Роми во затворите под сомнителни околности! Свежи ни се сеќавањата на секојдневната дискриминација врз Ромите од страна на поединци и институции, како што е малтретирањето на детето од Кочани!

Abbiamo ricordi vividi della brutalità della polizia contro le persone rom a Bitola, che è oggetto di un processo in corso! Abbiamo ricordi vividi di sgomberi forzati di insediamenti rom, abbiamo ricordi vividi di rom mortə nelle prigioni in circostanze sospette! Abbiamo ricordi vividi delle discriminazioni quotidiane contro persone rom da parte di individui e istituzioni, come le molestie al bambino di Kočani.

Per risolvere il razzismo sistemico, servono soluzioni sistemiche

AVAJA ha chiesto alle autorità ceche di condurre un'indagine indipendente sulla brutalità della polizia nel caso dell'omicidio di Stanislav Tomaš e di creare una commissione indipendente che esamini le violazioni delle regole di polizia e le pratiche contrarie al codice di condotta della polizia nelle comunità rom.

Manifestazione contro la brutalità della polizia e il razzismo sistemico contro le persone rom di fronte all'ambasciata Ceca a Skopje. Foto: Vančo Džambaski, CC BY-NC-SA, dall'album fotografico “Roma Lives Matter.”

Nelle settimane precedenti, si sono tenute manifestazioni con ideologia simile in Repubblica Ceca e Romania.

Manifestazione contro la brutalità della polizia e il razzismo sistemico contro le persone rom di fronte all'ambasciata Ceca a Skopje. Foto: Vančo Džambaski, CC BY-NC-SA, dall'album fotografico “Roma Lives Matter.”

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