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Preservare il patrimonio musicale africano con un mix di musica popolare tradizionale e suoni moderni

I suoni e le canzoni della musica tradizionale africana sono oggi minacciate. Più di 50 anni dopo la fine del dominio coloniale ufficiale, l'eredità del colonialismo continua a mettere da parte molte delle pratiche musicali tradizionali mentre il capitalismo mercifica la forma d'arte come puro intrattenimento — invece di uno strumento culturale per preservare la tradizione e la comunità.

Gli etnomusicologi hanno iniziato a registrare, collezionare e archiviare la musica popolare africana agli inizi del 1920, nel tentativo di preservare e documentare la scomparsa delle culture. Secondo il The Vinyl Factory [en, come tutti i link successivi]:

Record labels and ethnologists started recording ethnic communities’ music in the 1920s and 1930s, at the dawn of field recording technology, when they realized they had the means to record, and not only transpose music made in the rural areas away from the studio.

Le case discografiche e gli etnologi hanno iniziato a registrare la musica delle comunità etniche negli anni 20 e 30, ai primordi della tecnologia di registrazione sul campo, quando si sono resi conto che avevano i mezzi per registrare e non solo di trasporre la musica fatta nelle aree rurali cioè lontana dallo studio.

Global Voices ha raccolto alcuni esempi di queste registrazioni in una playlist su YouTube. E qui è disponibile un brano della tribù nigeriana Yoruba:

Archiviare la musica popolare dell'Africa orientale

Huey Tracey è forse il più noto etnomusicologo che, insieme a sua moglie Barbara Tracey, ha realizzato più di 35,000 registrazioni di musica popolare africana tra gli il 1920 e 1970. Più tardi ha fondato la Libreria Internazionale di Musica Africana( ILAM) — il più grande deposito di musica africana al mondo che conserva migliaia di registrazioni storiche risalenti al 1929. Da allora l'istituto di ricerca si è dedicato allo studio della musica africana.

In questi ultimi anni, c'è stato un rinnovato interesse e alcuni tentativi tra i musicologi africani, storici e gli entusiasti di registrare, di digitalizzare e archiviare la musica tradizionale e i suoni antichi delle comunità indigene nel continente africano. L'obiettivo primario è stato di preservare e sostenere lo straordinario patrimonio musicale che è diventato inaccessibile. L'influenza del cristianesimo sulla percezione degli indigeni della musica tradizionale e delle pratiche di accompagnamento, l'urbanizzazione, la pervasività della musica radiofonica e registrata in studio, e la mercificazione hanno contribuito al declino della musica popolare africana.

Tabu Osusa è un produttore di musica keniota, autore, e il direttore fondatore della musica Ketebul  — un'organizzazione senza fini di lucro dedicata alla ricerca, documentazione, sviluppo, e promozione delle diverse tradizioni musicali dell'Africa Orientale. Nove anni fa la sua organizzazione insieme alla Fondazione di Musica Abubilla ha iniziato il progetto “The Singing Wells Project”. Questo è un progetto collaborativo che viaggia con studi di registrazione mobili tra i villaggi remoti di tutta l'Africa Orientale al fine di registrare e archiviare i suoni tradizionali e la musica orientale africana in formato audiovisivo. Queste esibizioni musicali sono poi pubblicate nel loro sito web, sul loro podcast SoundCloud ,e su YouTube.

A differenza di alcuni etnomusicologi le cui registrazioni sono per la maggior parte per scopi di archiviazione — rendendo difficile per i produttori musicali o i musicisti di accedere alle canzoni per scopi di campionamento o adattamento —  il progetto Singing Wells ha affermato che sono determinati a non divenire dei “collezionisti di fossili.” Come indicato sul loro sito web:

We work with musicians to make sure their music traditions continue to be practised, can be shared amongst the widest audiences and become a source of inspiration for new musicians.

Noi lavoriamo con i musicisti per assicurarci che le loro tradizioni musicali continuino ad essere praticate, possano essere condivise tra un pubblico più ampio e diventare fonte di ispirazione per nuovi musicisti.

Gli immense contributi di Osusa, come storico alla musica, non solo nel progetto Singing Wells ma anche in un progetto di documentazione della storia musicale popolare in Kenya dal 1946 al 2016, sono stati recentemente riconosciuti attraverso le onorificenze dell'Ordine delle Arti e delle Lettere. Nell'agosto di quest'anno, Osusa  ha ricevuto il premio di riconoscimento di artisti e scrittori eminenti che hanno contribuito in modo significativo all'industria creativa.

Benson Rukantabula è un giovane tanzaniano che nel 2012 ha fondato il Progetto del Patrimonio della Tanzania con la missione di trovare, recuperare e condividere il ricco patrimonio musicale della Tanzania attraverso la digitalizzazione. Così facendo spera che il suo contributo andrà a sostenere e promuovere l’ espressione culturale moderna che manterrà in questo modo la creatività e l'arte tanzaniana attiva e fruibile.

In seguito alla presentazione del progetto sul Kickstarter, Rukantabula parlando con il Global Post ha affermato:

I hope that by making this music available, the country can both preserve its heritage and inspire young Tanzanian artists through the musical storytelling of their past. The popular Bongo Flava music that blares from local nightclubs hardly reflects Tanzania’s rich musical history.

The messages are all messed up… If we digitize the archives, they can know where they lost their way.

Spero che mettendo questa musica a disposizione, il paese possa sia preservare il patrimonio che ispirare i giovani artisti tanzaniani attraverso  la narrazione musicale del passato. La musica popolare Bongo Flava che risuona dai locali notturni non riflette la ricca storia musicale della Tanzania. I messaggi sono tutti sbagliati… Se digitalizziamo gli archivi, potranno sapere dove si sono persi.

Mix fra musica tradizionale popolare e suoni moderni

Questi suoni registrati e archiviati, grazie alla tecnologia, stanno ora trovando una nuova vita in quanto musicisti moderni, dj, artisti e produttori musicali  stanno combinando suoni antichi con concetti musicali moderni.

Proprio come negli anni 50 quando le registrazioni sul campo della musica africana sono accellerate agli inizi dell'avanguardia musicale in Europa, dove produttori come Henry Cowell hanno incorporato idee ritmiche e tonali nelle proprie composizioni, ora i musicisti moderni, e i produttori musicali stanno prendendo in spunto proprio da questo modello.

Uno dei nostri preferiti con @SarondeMusic Ft. Waliko – contiene esempi di registrazioni fatte in Zambia e Malawi nel 1952 e un video ripreso da Hugh Tracey nelle spedizioni di registrazione nell'Africa subsahariana(1939-1964).

Saronde, un progetto che combina  antichi suoni e temi di musica moderna è stato creato dal duo formato dal musicista Chris Pedley e dal produttore Olly Wood quando nel 2016 hanno inaugurato l'etichetta Beating Heart. Da allora è diventata una collaborazione tra produttori musicali affermati africani e quelli da tutto il mondo per remixare registrazioni sul campo vintage della Libreria Internazionale Africana di Musica (ILAM).

Saronde ha finora prodotto 10 canzoni che includono registrazioni sul campo di musica popolare della regione subsahariana in collaborazione con vari musicisti africani.

@SarondeMusic sono stati impegnati nel lavoro per portare l'eredità di Hugh Tracey nel presente. La loro ultima pubblicazione ‘Beating Heart Origins’ campiona registrazioni sul campo dal Malawi, Congo e Zambia – i brani sono stati pubblicizzati nei festival e ad Ibiza quest'estate.

Oxhala è un progetto musicale del duo portoghese di Maria e Luis che combina elementi popolari ed etnici della tradizione con la musica contemporanea elettronica. Adesso nel loro quinto album, il duo è fortemente influenzato da ritmi antichi di registrazioni sul campo delle culture iberiche, brasiliane e africane.

La canzone “The Laibon dance” di Ohxala che è stata pubblicata nell'album “Shika Shika Presents Eco compilation” contiene le registrazioni sul campo dei Masai in Kenya. La canzone è diventata la colonna sonora del  film Endangered Species di Scott Shields.

Traditional African music is a gem! and it holds the foundation on which today’s music is built notes the Citizen, a Tanzanian media publication

La musica della tradizione africana è un tesoro! e il Citizen, una pubblicazione mediatica della Tanzania afferma che detiene la il fondamento su cui è costruita la musica di oggi.

Con così tanta differenza tra i nuovi sotto generi musicali, mentre lo streaming diventa la modalità futura per la distribuzione musicale, ora la vastità, il suono ricco e distinto della musica tradizionale stanno diventando la salsa segreta che sta dando alla musica moderna la sua consistenza unica mentre la produzione musicale diventa sempre più digitale.

Global Voices ha creato una playlist su Spotify  per ricordare alcuni di questi generi musicali. Dai un'occhiata qui sotto:

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