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Myanmar: marcia per la pace dispersa con la violenza dalla polizia di Yangon e da un gruppo di ‘nazionalisti’

La marcia per la pace era stata organizzata per richiamare l'attenzione sul dramma degli abitanti sfollati dai continui scontri tra le truppe governative e i gruppi etnici armati. Foto di Aung Kyaw Htet. The Irrawaddy è un partner che condivide i propri contenuti con Global Voices.

Il 12 maggio 2018, una marcia per la pace organizzata a Yangon, la capitale del Myanmar, è stata dispersa con la violenza dalla polizia e da un gruppo di nazionalisti.

La marcia, alla quale partecipavano 300 persone, era stata organizzata [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione] dal Comitato per il Movimento per la Pace Pubblica, allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma dei profughi interni del paese, dovuti all'intensificarsi degli scontri tra le forze armate governative e i gruppi etnici armati. Il governo del Myanmar sta attualmente negoziando una pace con numerosi gruppi etnici armati che lottano contro il governo da decenni.

Dal momento che la polizia aveva respinto la richiesta degli organizzatori di tenere una manifestazione in un trafficato incrocio di Yangon, gli organizzatori avevano accettato di disperdersi pacificamente. Stando gli attivisti, è stato proprio in questo momento che circa un centinaio di persone che indossavano abiti civili hanno attaccato coloro che partecipavano alla marcia per la pace, aggredendoli e arrivando perfino ad arrestare alcuni di loro mentre la polizia stava a guardare.

Alcuni giornalisti che erano presenti alla marcia hanno identificato gli aggressori come membri dell'esercito e del gruppo nazionalista buddista Ma Ba Tha (l'associazione per la protezione della razza e della religione).

Nove partecipanti alla marcia della pace sono stati arrestati dalla polizia per aver violato la legge sui raduni e le marce pacifiche, e sono stati rilasciati lo stesso giorno dopo aver pagato la cauzione. La polizia ha fatto sapere che sporgerà denuncia contro altre 17 persone per disturbo della quiete pubblica.

A quanto pare non sono stati presi provvedimenti nei confronti dei nazionalisti ribelli.

Circa 400 gruppi della società civile hanno firmato una dichiarazione in cui si condanna la violenta dispersione dei pacifisti, chiedendo alle autorità di lasciare cadere le accuse nei confronti degli attivisti e di “intervenire contro chi ha commesso atti di violenza con i dimostranti”.

AAPP chiede al governo di rilasciare immediatamente i dimostranti che hanno preso parte alla marcia pacifica del 12 maggio a Yangon contro la guerra e di lasciare cadere tutte le accuse nei loro confronti. Questo è un attacco evidente e calcolato contro la libertà di espressione e il diritto di partecipare a raduni.

AAAP è l'acronimo di Assistance Association for Political Prisoners—Burma (cioè Associazione per l'assistenza dei prigionieri politici in Birmania).

Anche le ambasciate di Danimarca e Svezia hanno rilasciato dichiarazioni indipendenti invitando il governo a rispettare il diritto del popolo a riunirsi pacificamente ed esprimere la propria opinione.

Durante la marcia per la pace sono stati arrestati nove attivisti. Foto di Aung Kyaw Htet. The Irrawaddy è un partner che condivide i suoi contenuti con Global Voices.

In un articolo di fondo, il sito di notizie The Irrawaddy, che condivide i suoi contenuti con Global Voices, ha denunciato il mancato arresto dei “nazionalisti” che hanno attaccato i dimostranti che partecipavano alla marcia per la pace:

We ask the authorities: Who were those self-proclaimed “citizens” and why did the police officers present turn a blind eye when they attacked? Apart from physically attacking the activists, these anonymous people cursed and threatened members of the media who were there to cover the protest. Again, the police simply ignored it.

Why do these thugs enjoy such impunity? Why did the police stand by and let all hell break loose? Did the police just decide to turn a blind eye because they were pro-military activists who were “countering” the anti-war protest?

Chiediamo alle autorità: chi sono questi “auto-proclamati cittadini” e perché i poliziotti hanno semplicemente deciso di ignorare gli aggressori? A parte aver attaccato fisicamente gli attivisti, queste persone anonime hanno insultato eminacciato membri dei media che si trovavano li per coprire la protesta. Ancora, la polizia ha semplicemente ignorato.

Perché questi delinquenti godono di una tale impunità?  Perchè la polizia si è fermata e ha lasciato che si scatenasse l'inferno? La polizia ha deciso di chiudere un occhio perché erano attivisti che sostenevano l'esercito e che stavano “contrastando” la protesta contro la guerra?

I gruppi di difesa dei diritti umani hanno anche lanciato l'allarme sul crescente numero di arresti di attivisti per la pace effettuati dalla polizia. Solo nel mese di maggio circa 42 attivisti per la pace, tra cui alcuni studenti delle scuole superiori, sono stati denunciati a vario titolo per aver partecipato ad azioni di massa in tutto il paese.

I dimostranti stanno pensando di fare causa contro la polizia e i “nazionalisti” che li hanno dispersi lo scorso 12 maggio.

Da parte sua, la polizia ha negato di aver assunto dei “teppisti” civili per arrestare gli attivisti.

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