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“Lo spazio fa sognare, guardiamo oltre la geopolitica” – Intervista al presidente dell'International Space University

Juan de Dalmau, presidente dell'Università internazionale dello spazio (ISU, International Space University). Fotografia riprodotta con autorizzazione.

Ecco la seconda parte dell'intervista di Global Voices a Juan de Dalmau, presidente dell’ Università Internazionale dello Spazio (ISU – International Spatial University). La prima parte dell'intervista si trova qui [it]:

Come siete riusciti a raggiungere un tasso di 40 % di donne, quando molte nazioni industrializzate lottano per convincere le ragazze a seguire degli studi scientifici? [fr, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]

JdD : C'est nouveau pour nous aussi, mais c'est le fruit de plusieurs années d'efforts et de partenariats. L'un d'entre eux est un accord pluriannuel avec l'Agence spatiale européenne (ESA) qui vient d'être renouvelé pour trois ans. Il alloue des fonds qui permettent de donner des bourses aux meilleurs candidats de l'ESA, avec un effort d'augmenter le nombre de femmes.

De mon côté, il s'agit de longues années de communication et d'éducation à l'ESA. Ce qui manque, ce sont des modèles à émuler. Nous travaillons ainsi avec le fabricant de poupées irlandais Lottie pour développer une collection de poupées « professionnelles ». Il y a ainsi la Lottie astronome, dont le marketing est fait par Lottie en collaboration avec l'ESA.

Par ailleurs, trois étudiantes de la promotion de cette année ont décidé de mener une rechercher sur la politique de parité à l'ISU, c'est-à-dire sur les étudiants, le corps enseignant et les intervenants externes. Elles sont en train de rédiger des recommandations pour améliorer la parité, surtout au niveau des intervenants externes, et j'ai hâte de connaître leurs conclusions.

JdD: Questa è una novità anche per noi, ma è il frutto di molti anni di impegno e partenariati. Uno di questi è un accordo pluriennale con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA), che è appena stato rinnovato per tre anni. Assegna dei fondi che permettono di concedere delle borse di studio ai migliori candidati dell'ESA, con l'impegno di aumentare il numero delle donne.

Da parte mia, si tratta di molti anni di comunicazione ed educazione all'ESA. Quello che manca sono modelli da emulare. Stiamo collaborando anche con il produttore di bambole irlandese Lottie per creare una collezione di bambole “professionali”… C'è anche la Lottie astronoma [en], il  marketing di questa nuova bambola è stato realizzato molto bene da Lottie in collaborazione con l'ESA.

Inoltre, tre studenti del corso di quest'anno hanno deciso di svolgere una ricerca sulla parità di genere all'ISU, ovvero sugli studenti, il corpo insegnante e le persone interessate esterne. Stanno elaborando consigli per migliorare le pari opportunità. E spero di vedere presto le loro conclusioni.

La vostra missione è ancorata in uno sviluppo tecnologico pacifico: come navigate nelle tensioni geopolitiche attuali?

JdD : Quand j'ai un sujet difficile à traiter, je relis le credo des fondateurs de l'ISU : «l'ISU est un endroit où les étudiants et les enseignants de toutes formations sont bienvenus ; où la diversité des cultures, des philosophies, des styles de vie et des opinions est encouragée et honorée» Vous pouvez constater que les mots espace ou technologie en sont absents. C'est une philosophie.

Nous avons des partenaires aux États-Unis, en Chine, en Afrique du Sud, au Japon… Parfois, comme pour le cours d'été à Shenzhen, cela pose problème à certains intervenants. En effet, sauf changement de politique aux États-Unis, les employés de la NASA ne peuvent pas se rendre en Chine.

J'ai appris une leçon en 1989 quand j'étais étudiant à l'ISU : il faut respecter les aspects géopolitiques mais ne pas y succomber. Ne pas croire que quelque chose est impossible quand, avec un peu d'imagination, ça l'est.

Notre groupe avait imaginé un projet de station orbitale qui serait une base de recherche sur les effets physiques et biologiques de l'apesanteur pour préparer des missions sur la Lune et Mars où la pesanteur est respectivement six et trois fois plus faible que sur Terre. Nous avions imaginé une station internationale lancée depuis chaque pays, USA, URSS etc, et assemblée en orbite. Notre professeure nous avait dit que c'était « très beau, mais que la politique gagne toujours ». Quelques années plus tard, le président Clinton invitait les Russes à participer à la Station Spatiale Internationale…

JdD: Quando ho un soggetto difficile da trattare, rileggo il credo dei fondatori dell'ISU [en]: “l'ISU è un luogo dove gli studenti e le facoltà di tutte le discipline sono benvenuti; dove le diversità di cultura, filosofie, stili di vita e opinioni è incoraggiata e onorata”. Potete costatare che i termini spazio o tecnologia ne sono assenti. È una filosofia.

Abbiamo dei partenariati negli Stati Uniti, in Cina, in Sudafrica, Giappone… A volte, come per i corsi estivi a Shenzhen, questo pone dei problemi ad alcuni partecipanti. In effetti, salvo cambiamenti di politica negli Stati Uniti, i dipendenti della NASA non possono recarsi in Cina.

Ho appreso una lezione nel 1989, quando ero uno studente all'ISU: si devono rispettare gli aspetti geopolitici per non soccombere ad essi. Non credere che qualcosa sia impossibile quando, con un po’ di immaginazione, lo è.

Il nostro gruppo ha immaginato un progetto di stazione orbitale, ovvero una base di ricerca sugli effetti fisici e biologici dell'assenza di gravità per preparare delle missioni sulla Luna e Marte, dove la gravità è rispettivamente sei e tre volte più debole che sulla Terra. Abbiamo immaginato una stazione internazionale lanciata da ciascuna nazione, fra cui USA e URSS, e assemblata in orbita. Il nostro professore ci ha detto: “Molto bella, ma la politica vince sempre. Alcuni anni dopo, il presidente Clinton ha invitato i russi a partecipare alla Stazione Spaziale Internazionale…

La conquista dello spazio non è un più un terreno di gioco puramente istituzionale, dopo l'entrata in scena delle imprese private, come SpaceX e altre: qual è la posizione dell'ISU rispetto allo sviluppo aerospaziale privato?

JdD : Nous essayons de montrer que la perception du spatial évolue. Nous faisons la comparaison avec la façon dont l’humanité a utilisé les océans. Tout comme les océans, l’espace est un endroit, et pas une prérogative des gouvernements ou du privé. Si nous nous montrons responsables, nous pouvons accomplir beaucoup dans l’espace : faire de la recherche, exploiter des ressources qui sont quasiment illimitées, si possible de façon durable (la surface de la Terre reçoit suffisamment d’énergie solaire en deux minutes pour couvrir la consommation en énergie mondiale sur un an !). Mais l'espace peut également fournir une plate-forme extérieure d’observation de la Terre et devenir une destination touristique qui sera un jour abordable.

Nous espérons que l’espace ne deviendra pas un espace de confrontation. La défense n’est pas un domaine couvert par l’ISU, même si nous invitons des intervenants sur le sujet.

Nous proposons maintenant des modules de deux semaines intitulé New Space [Entrepreneunariat spatial]. Nous voyons apparaître beaucoup de nouvelles entreprises qui veulent faire du business dans l’espace, souvent animées par des anciens élèves de l’ISU.

JdD: Cerchiamo di mostrare che la percezione dello spazio si evolve. Facciamo una comparazione con il modo in cui l'umanità ha utilizzato gli oceani. Proprio come gli oceani, lo spazio è un luogo, e non una prerogativa dei governi o del settore privato. Se noi ci mostriamo responsabili, possiamo compiere molto nello spazio: fare ricerche, esplorare le risorse che sono quasi illimitate, se possibile in modo sostenibile (la superficie della Terra riceve sufficiente energia solare in due minuti per coprire il consumo di energia mondiale per un anno!). Lo spazio può inoltre offrirci anche una piattaforma  di osservazione della Terra esterna, e diventare una destinazione turistica che sarà un giorno abbordabile.

Noi speriamo che lo spazio non diventerà uno spazio di confronto. La difesa non è un settore coperto dall'ISU, anche se invitiamo dei partecipanti a parlare dell'argomento.

Adesso stiamo proponendo dei moduli di due settimane intitolati “New Space [imprenditorialità spaziale]. Vediamo molte nuove imprese che vogliono fare affari nello spazio, amministrate spesso da ex alunni dell’ISU.

L'ISU lavora per trasformare in realtà la fantascienza ottimista? Qual è la vostra visione dell'avvenire: una colonia permanente sulla Luna, un'esplorazione umana di Marte, un migliore sfruttamento delle risorse terrestri…?

JdD : J’aime bien cette expression « science-fiction optimiste », c’est vraiment ça. L’espace fait rêver. Quand on demande à un auditoire qui connaît quelqu’un qui était fasciné par l’espace quand il ou elle était enfant, 90 % lèvent la main. L’espace fait rêver les enfants, mais aussi toute l’humanité.

L’avenir ? Il y a des gens qui rêvent d’habiter de façon permanente sur la Lune, sur Mars. Ce qui est intéressant c’est que la plupart du temps, ils prévoient de reproduire ce qui existe sur Terre…

Il faut maintenir le rêve ! Des entreprises comme SpaceX ou BlueOrigin veulent faire vivre non pas une dizaine mais jusqu’à un million de personnes sur la Lune. Pour cela, il faut injecter des fonds, construire des modules, etc. Ces entreprises embauchent sans discontinuer.

L’espace peut aussi nous aider à préserver ce que nous avons sur Terre, à en tirer meilleur profit. Les deux aspects se rejoignent : l’espace peut nous aider à prendre soin de la Terre. L'ONU a déclenché un mouvement il y a quelques années, dont l’objectif est de voir comment l’espace peut aider à atteindre ses 17 objectifs de développement durable (sur l’éducation, la santé, l’alimentation, la prévision des catastrophes etc.). Habiter la Lune pour préserver la Terre, c’est une vision qui n’existait pas il y a 10-15 ans.

JdD: Amo molto questa espressione “fantascienza ottimista”, si tratta proprio di questo. Lo spazio fa sognare. Quando si domanda al pubblico “chi conosce qualcuno che era affascinato dallo spazio da bambino?”, vedi che il 90 % alza la mano. Lo spazio fa sognare i bambini, ma anche tutta l'umanità.

L’avvenire? Ci sono persone che sognano di vivere in modo permanente sulla Luna e su Marte. Quello che è interessante è che la maggior parte delle volte sognano di riprodurre quello che esiste sulla Terra…

Dobbiamo mantenere il sogno! Alcune aziende come SpaceX o BlueOrigin vogliono far vivere non una decina, ma fino a 1 milione di persone sulla Luna. Per questo, dobbiamo immettere fondi, costruire moduli, ecc. Queste aziende assumono costantemente.

Lo spazio può anche aiutarci a preservare quello che abbiamo sulla Terra, per trarne un maggiore profitto. I due aspetti si congiungono: lo spazio può aiutarci a prenderci cura della Terra. L'ONU ha avviato un movimento qualche anno fa, il cui obiettivo è vedere come lo spazio può aiutare a conseguire i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (l’istruzione, la salute, l’alimentazione, la previsione delle catastrofi, ecc.). Abitare sulla Luna può preservare la Terra, è una visione che non esisteva 10 o 15 anni fa.

Andrew Kowalczuk, traduttore per Global Voices, ha avviato i contatti fra Global Voices e l'Università Internazionale dello Spazio (ISU). Suzanne Lehn ha agevolato l'intervista.

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