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Cosa è successo dopo l'irruzione dei manifestanti anti estradizione dentro il Consiglio Legislativo di Hong Kong?

Lo striscione recita: non c'è alcun rivoltoso solo un governo spietato. Foto di Todd R. Darling/HKFP

Il seguente articolo è stato scritto da Holmes Chan e originariamente pubblicato da Hong Kong Free Press [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] (HKFP) il 3 luglio 2019. Questa versione è stata ripubblicata su Global Voices grazie as una accordo per la condivisione dei contenuti.

Il 1 luglio 2019, quando i manifestanti hanno preso d'assalto il complesso del Consiglio Legislativo frantumando i vetri esterni dell'edificio, rompendo le persiane metalliche e, dopo il lancio di un fumogeno, costringendo i poliziotti armati dall'interno a ritirarsi, le proteste anti estradizione di Hong Kong hanno preso una svolta più aggressiva.

Irruzione nella sede del Consiglio Legislativo

La decisione di irrompere nella sede governativa è stata presa da alcune centinaia di manifestanti nel pomeriggio dell'1 luglio, nell'area di protesta fuori dal Consiglio Legislativo, dopo una breve delibera. La decisione collettiva rappresenta il culmine di un mese di proteste contro il disegno di legge sull'estradizione proposto dal governo di Hong Kong. I manifestanti hanno condannato il capo dell'esecutivo Carrie Lam per non aver risposto a nessuna delle loro richieste.

Intorno alle 21:00, i manifestanti hanno sfondato l'ultima barriera che li separava dall'interno del complesso del Consiglio Legislativo e sono entrati nell'atrio deserto. Nel giro di pochi minuti alcuni hanno iniziato a scrivere con lo spray slogan sui muri del corridoio e danneggiato i ritratti dei presidenti del Consiglio Legislativo. Alle 21:30, la principale aula legislativa, solitamente riservata ai legislatori, è stata aperta e occupata.

I vetri esterni dell'edificio sfondati. Foto: Todd R. Darling / HKFP.

Tuttavia i manifestanti che sono entrati nell'edificio hanno presto capito di trovarsi in una situazione incerta e senza precedenti. HKFP ha assistito a deliberazioni frenetiche e in alcuni momenti anche accesi tra i manifestanti per decidere come proseguire. Principalmente, dovevano decidere se rimanere o andare via.

Restare o andare via

I manifestanti si sono divisi in piccoli gruppi all'interno dell'aula del Consiglio legislativo per discutere la loro prossima mossa. Uno dei manifestanti in piedi su un tavolo ha urlato:

Call your comrades to come in here! We are not here to visit or to make ourselves feel good. We will stay for a long time, for long-term resistance… we will establish order, and will each take up our roles.

Chiama i tuoi compagni e falli venire qui! Non siamo qui in visita o per divertirci. Rimarremo a lungo, per una resistenza a lungo termine… stabiliero l'ordine e ognuno avrà il proprio ruolo.

Con una mossa insolita, l'attivista Leung Kai-ping si è tolto la maschera e si è lasciato fotografare:

I took off my mask because I want to let everyone know that we Hongkongers have nothing more to lose.

Mi sono tolto la maschera perché voglio che tutti sappiano che noi di Hong Kong non abbiamo più niente da perdere.

Ha esortato le persone a unirsi all'occupazione, affermando che una maggiore affluenza avrebbe garantito la sicurezza dei manifestanti e avrebbe dato legittimità agli occhi dell'opinione pubblica. Leung ha dichiarato:

If we don’t stay here, we will be painted as rioters on television tomorrow. Our faces have all been recorded. If we leave, Hong Kong’s civil society will go backwards ten years and we will never be back here.

Se non rimaniamo qui verremmo descritti domani in televisione come rivoltosi. Le nostre facce sono tutte state registrate. Se ce ne andiamo, la società civile di Hong Kong tornerà indietro di dieci anni e non riusciremo più a tornare qui.

Leung Kai-ping si toglie la maschera. Foto: Todd R. Darling / HKFP.

Tra le 21:00 e mezzanotte i manifestanti hanno occupato i piani bassi del complesso del Consiglio Legislativo entrando nell'anticamera, nelle sale riunioni e in vari uffici. Alcuni se ne sono andati quando si è sparsa la voce che stava arrivando la polizia per poi tornare una volta scoperto che le voci erano false.

Nonostante le molte scritte e i danni alla proprietà, alcune aree sono state dichiarate inaccessibili, tra cui le stanze della biblioteca dove vengono custoditi i documenti e la sala stampa. La parete di vetro davanti alla biblioteca è stata sfondata ma più tardi qualcuno ha appeso un cartello con scritto “i libri non si danneggiano”. Anche uno scaffale nell'anticamera contenente pezzi antichi con un cartello che recava la scritta “non danneggiare” non è stato toccato.

Un manifestante ha dichiarato ai giornalisti che lo scopo era quello di “reclamare per il popolo il potere legislativo” e non di causare distruzione a caso. Senza un leader preciso, all'inizio i manifestanti si sono trattenuti dal fare dichiarazioni alla stampa locale e internazionale presente sul luogo. Alcuni hanno iniziato a declamare slogan come “ritirate la legge sull'estradizione” e “Carrie Lam dimettiti”.

Supporto dai canali Telegram e da LIHKG

Nei canali Telegram utilizzati dai manifestanti, alcune persone hanno sostenuto che spettava a chi era all'interno del complesso del Consiglio Legislativo decidere se far uscire una dichiarazione e di che tipo. Gli spunti sono arrivati sotto forma di manifesti collettivi pubblicati dagli utenti della rete sui social media e in particolare su LIHKG, un forum di discussione simile a Reddit.

Alle 22:20, un utente di LIHKG ha pubblicato una dichiarazione che in seguito ha circolato molto che inziava così:

We are protesters of the people. We had no other choice, it was not our wish to protest against tyranny with our own bodies, or to occupy the Legislative Council as a bargaining chip for negotiation.

The current administration no longer prioritises the interests of Hongkongers. To make our voices heard by the government, we had no way but to resort to various kinds of occupation and resistance, including the occupation of the Legislative Council today.

Siamo i manifestanti del popolo. Non abbiamo avuto scelta. Non era nostro desiderio protestare contro la tirannia con i nostri corpi, o di occupare il Consiglio legislativo come merce di scambio per negoziare.

L'attuale amministrazione non ha più come priorità gli interessi degli abitanti di Hong Kong. Perché il governo senta la nostra voce, non abbiamo potuto fare altro che ricorrere a vari tipi di occupazione e resistenza, inclusa l'occupazione oggi del Consiglio Legislativo.

Un'ora dopo la prima pubblicazione della dichiarazione, una sua versione è stata letta nell'aula legislativa davanti al podio dove solitamente siede il presidente del Consiglio Legislativo.

I manifestanti hanno avanzato cinque richieste fondamentali: il ritiro completo degli emendamenti alle leggi sull'estradizione, non classificare come rivolte le passate manifestazioni, ritirare tutte le accuse contro gli arrestati in relazione alle proteste, istituire una commissione indipendente per indagare sull'uso della forza da parte della polizia e indire elezioni pienamente democratiche per il Consiglio legislativo e il capo dell'esecutivo.

Sul podio di fronte all'aula legislativa sono stati scritti diversi slogan con bombolette spray e l'emblema di Hong Kong è stato sfigurato. Su un pannello laterale uno slogan meno in vista leggeva “Sunflower HK”.

Nel 2014, gli attivisti taiwanesi anti Cina occuparono l'aula principale del Consiglio Legislativo per tre settiman,e e in seguito la protesta fu denominata Movimento del girasole. Furono coinvolte circa 200 persone che l'anno scorso sono state assolte in tribunale dopo che i giudici hanno stabilito che le azioni di protesta erano “un'espressione di democrazia”.

I manifestanti dietro l'occupazione del 1 luglio forse avevano cercato di creare a Hong Kong un movimento simile a quello taiwanese, ma così non è stato.

Alle 22:21, la polizia ha emesso un video in cui si avvertiva che avrebbe “a breve” liberato l'area intorno al Consiglio Legislativo, una mossa che ha spinto i manifestanti a discutere le loro opzioni per l'ora successiva. Solo 20 persone erano rimaste nell'aula legislativa, un numero molto inferiore dei giornalisti con i gilet gialli.

I manifestanti si sono accordati sulla necessità di prendere una decisione entro la mezzanotte: chi voleva andarsene avrebbe dovuto farlo entro quell'ora e coloro che sarebbero rimasti si sarebbero impegnati a rimanere a lungo termine.

In quattro decidono di rimanere

In teoria, ogni manifestante poteva scegliere il proprio livello di partecipazione, ma questa strategia si è rapidamente scontrata con un problema. Solo una minoranza di persone voleva continuare a occupare l'aula legislativa, e sarebbero diventati vulnerabili se tutti gli altri se ne fossero andati.

I manifestanti lasciano l'aula del Consiglio legislativo mentre la polizia lancia gas lacrimogeni contro la folla su Lung Wo Avenue, nei pressi del complesso.

👉 La notizia integrale:

Mentre le persone all'interno dell'aula diminuivano sempre più, un uomo con un megafono ha fatto un appello appassionato fuori dal Consiglio Legislativo:

Some of us have decided to stay here to the last moment. So I call on everyone in Admiralty to do all they can to protect them… we can’t go home and watch their sacrifice from afar.

Alcuni di noi hanno deciso di rimanere qui fino alla fine. Chiedo quindi a tutte le persone che si trovano ad Admiralty di fare tutto il possibile per proteggerle… non possiamo andare a casa e guardare il loro sacrificio da lontano.

Pochi minuti prima di mezzanotte, uno dei quattro occupanti rimasti ha dichiarato all’ Apple Daily che prevedeva di “andare in prigione per otto o dieci anni, e che sarebbe stato ferito da per tutto”. Ha inoltre affermato che non biasimava i suoi compagni di lotta per essersene andati anche se ha aggiunto che aveva bisogno del supporto dei manifestanti che rimanevano ai piani bassi nell'area di protesta. Ha sostenuto:

From June 9 till now, we have done so much, should we just let the movement cool down? Go home to sleep and declare the movement over?

Dal 9 giugno a oggi abbiamo fatto tanto. Ora dovremmo calmarci? Andare a dormire e dichiarare che la protesta è finita?

L'uomo ha dichiarato di avere 24 anni e di essere padre, ed esortava i suoi figli a riflettere su quello che stava facendo:

You can see what your father did, and see what it means to you… I can’t say if it’s right or wrong – you decide.

Riflettete su cosa ha fatto vostro padre e cosa significa per voi… non posso dire se è giusto o sbagliato, decidete voi.

Entrare e uscire insieme

Ma prima che i quattro occupanti potessero fare una dichiarazione finale, gli eventi hanno preso una svolta drammatica.

Un minuto prima di mezzanotte una folla di persone ha invaso l'aula legislativa: erano manifestanti, non poliziotti. Hanno urlato ripetutamente “usciamo insieme” e si sono portati via con la forza i quattro che erano rimasti. Uno degli ultimi occupanti si è aggrappato a una ringhiera di legno e lo hanno dovuto strappare via e portarlo di peso fuori.

Uno degli ultimi arrivati ha dichiarato a Stand News [zh] che i dimostranti a piano terra avevano paura di salire nell'aula perché era imminente l'azione della polizia e sarebbero potuti rimanere bloccati dentro. Tuttavia, hanno deciso per solidarietà di rischiare e andare a prendere gli occupanti rimasti.

We decided to come up together, and leave together with them. If they don’t leave, we don’t leave. We are all worried, but we are even more worried we won’t see them tomorrow.

Abbiamo deciso di venire su insieme e di andarcene insieme con loro. Se loro non se ne vanno, neanche noi andiamo via. Siamo tutti preoccupati, ma siamo ancora più preoccupati di non rivederli domani.

Alle 00:15 gli ufficiali di polizia in tenuta antisommossa sono arrivati al complesso del Consiglio legislativo provenienti dal quartier generale in Wan Chai. Hanno lanciato gas lacrimogeni mentre i manifestanti si ritiravano verso Harcourt Road in Admiralty per poi disperdersi.

Quando è entrata la polizia non c'era più nessuno all'interno del Consiglio Legislativo. Foto: Kris Cheng / HKFP

Dopo aver messo in sicurezza i locali, la polizia ha perquisito l'intero edificio per stanare eventuali manifestanti, ma non c'era nessuno

Per ulteriori notizie sulle proteste anti estradizione di Hong Kong, leggi la pagina dedicata [it] di Global Voices.

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