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In Kirghizistan, l'incitamento all'odio sui social media è incontrollato

Sadyr Japarov, novembre 2020 | Fonte: Presidente del Kirghizistan

Questo articolo è stato pubblicato inizialmente su oDR [en, come i link seguenti], la sezione di openDemocracy sulla Russia e l'area post-sovietica. È stato ripubblicato qui con permesso, ed è stato editato per forma e concisione.

Oljobai Shakir è un celebre blogger e attivista politico in Kirghizistan. Tuttavia la sua popolarità ha avuto un prezzo da pagare. Dalle contestate elezioni di ottobre, Shakir, attivista LGBTQ, ha cominciato a ricevere minacce attraverso i commenti comprese quelle indirizzate a lui direttamente. Oljobai non è il solo a ricevere minacce a sfondo politico. L'attivista civico Ulan Usoiun afferma che a volte riceve anche 40 o 50 minacce al giorno. Persone non identificate hanno anche tentato più volte di aggredire Usoiun di persona.

All'indomani delle elezioni di ottobre in Kirghizistan, i post sui social media e i video degli eventi pubblici con politici e attivisti, che criticano Sadyr Japarov, attualmente primo ministro ad interim e presidente nella crisi post-elettorale, per la sua riforma costituzionale e altre iniziative, generano da subito centinaia di commenti. Japarov è attualmente in corsa per la presidenza nelle elezioni fissate per il 10 gennaio.

Come abbiamo riferito in precedenza, la concomitanza del sostegno a Japarov sui social media in lingua kirghisa e lo spietato trolling dei suoi avversari online è stato cruciale per la fulminea ascesa al potere del politico durante il caotico ambiente post-elettorale, un trend che da si è intensificato solo a partire dalle settimane successive alle elezioni.

Attualmente, la stragrande maggioranza dei commenti contiene discorsi d'odio e minacce di morte contro le figure dell'opposizione, oltre a esplicite minacce di violenza sessuale contro le attiviste. Infatti, secondo gli attivisti che sono stati sottoposti a questo tipo di trolling, sono i commenti pubblici dello stesso Japarov che hanno fornito un chiaro segnale ai suoi sostenitori e ai troll dei social media per molestare e minacciare apertamente i suoi avversari, così come i media indipendenti. “Che vadano al diavolo quelli [oppositori della nuova costituzione] che invocano a gran voce i propri interessi”, ha detto in un post su Facebook il 19 novembre.

Queste minacce non sono un'esclusiva del Kirghizistan. Negli Stati Uniti, per esempio, le attiviste del movimento Black Lives Matter hanno ricevuto migliaia di commenti razzisti, tra cui minacce di morte. La differenza è che in Kirghizistan queste minacce non vengono controllate. In sostanza, la sezione kirghisa dei social media è un dominio completamente non regolamentato dove gli utenti sono in grado di lanciare le minacce più virulente senza alcuna conseguenza, sia che si tratti di Facebook, YouTube o Instagram.

Soprattutto gli attivisti politici più noti cadono nel mirino dei troll organizzati e spesso sono le élite politiche che istigano all'odio. Rita Karasartova, un'importante attivista per i diritti umani, sottolinea che “il linguaggio che divide, ossia la retorica anti-occidentale e anti-ONG, viene sempre e prima di tutto dal presidente. Gli ex presidenti Bakiyev e Atambayev, e ora Japarov”.

Durante il sua presidenza, tra il 2011 e il 2017, Almazbek Atambayev ha regolarmente incitato il pubblico kirghiso contro i mass media indipendenti, i leader dell'opposizione e le ONG, etichettandoli come “traditori”, “occidentali” e “spie”, riproducendo teorie di cospirazione simili a quelle fomentate dal Cremlino contro i dissidenti in Russia.

Ora, Japarov sta prendendo esempio dalle strategie di Atambayev. I troll pro-Japarov “hanno il pieno sostegno del presidente”, continua Karasartova. “Ci chiamano ‘nemici’, ‘spie’. Ci accusano di essere ‘traditori che svendono gli interessi nazionali’. Questa retorica è proiettata dal presidente stesso. [I troll] Riproducono appieno il discorso del presidente”, dice.

Un post su Facebook di Melis Aspekov, uno stretto collaboratore di Japarov e amministratore di uno dei suoi gruppi di Facebook, in cui sostiene che gli avversari di Japarov simulano i troll e nega che i sostenitori di Japarov producano il tipo di manifesti d'attacco descritto qui sotto | Fonte: Facebook.

Karasartova ammette che dopo le elezioni parlamentari l'intensità degli attacchi e delle minacce online è aumentata in modo significativo. Se prima le minacce arrivavano principalmente da account anonimi o falsi, ora dichiara di ricevere minacce di morte dai comuni utenti dei social media tramite messaggi privati su Facebook Messenger, oltre ai commenti pubblici sulle piattaforme online e sui siti web. Per esempio, abbiamo trovato un utente che ha fatto una minaccia di morte contro Karasartova tramite messaggio privato tramite il proprio vero account di Facebook.

La candidata alla presidenza Klara Sooronkulova, leader del partito di opposizione Reforma ed ex giudice della Camera costituzionale, ha ricevuto minacce di stupro e morte attraverso i messaggi su Facebook e Instagram, per lo più da parte di utenti maschi. “Di solito le minacce vengono in relazione alla mia opinione di critica e ai miei commenti su Sadyr Japarov”, aggiunge.

Secondo Sooronkulova, il trolling politico è ben organizzato, con troll che attaccano le proprie vittime in gruppo. Di solito, questi profili sono falsi e sono collegati a gruppi e sostenitori connessi a Japarov. In un video andato in onda sul canale indipendente NextTV, Sooronkulova parla dei “metodi da malavita” di Japarov in politica. Abbiamo trovato otto minacce di morte aperte tra più di 1000 commenti contenenti incitamenti all'odio rivolti al politico dell'opposizione.

Un indizio indiretto di quanto siano stati ben orchestrati gli attacchi estremisti alle piattaforme dei social media è il modo in cui si sono spostati di pari passo con le posizioni politiche delle vittime degli attacchi.

Elvira Surabaldieva e Tilek Toktogaziev sono stati i principali critici di Japarov all'indomani delle elezioni truccate dello scorso ottobre. Surabaldieva e Toktogaziev rappresentano una nuova ondata di giovani politici e attivisti sono e per questo sono risultati estremamente popolari tra la borghesia urbana del Kirghizistan e sono stati un punto nevralgico per la mobilitazione dei giovani liberali durante la lotta per il potere emersa dopo le elezioni. Come tali, erano spesso bersaglio di attacchi da parte dei troll filo-Japarov. Entrambi sono stati attaccati fisicamente durante lo scontro sulla piazza centrale del 9 ottobre. Surabaldieva è stato colpito in faccia da un sostenitore di Japarov e Toktogaziev è stato colpito da una pietra e pesantemente ferito alla testa. Secondo il nostro monitoraggio dei social media, tuttavia, da quando entrambi hanno accettato posizioni ministeriali di alto profilo nel governo Japarov, il livore degli attacchi online a loro discapito si è ridotto notevolmente.

Bolot Temirov, il fondatore di FactCheck, una risorsa investigativa online anti-corruzione, sottolinea il nesso tra i discorsi di Japarov e l'attività sul web e l'intensità degli attacchi online. “L'immobilità delle agenzie governative indica che queste cose stanno accadendo con il compiacimento delle autorità”, dice.

In generale, i troll pro-Japarov condividono rapidamente i link tra di loro, lasciando commenti pieni di odio sotto i post contenenti opinioni sulle modifiche costituzionali previste da Japarov. Attacchi e minacce contro gli attivisti hanno luogo nel contesto del linguaggio divisorio di Sadyr Japarov.

Saniya Toktogazieva, un'esperta di diritto costituzionale, ritiene che “le parole di Japarov siano molto divisorie”. Non solo i suoi sostenitori incitano all'odio attraverso post e articoli sugli oppositori politici, ma lo stesso Sadyr Japarov ha più volte menzionato durante i suoi discorsi ha definito tutti coloro che vanno contro le riforme costituzionali degli akmaktar [bastardi]”.

Toktogazieva continua: “In sostanza, Japarov sta dividendo i cittadini kirghisi tra coloro che gli sono fedeli e gli altri che si oppongono attivamente alle riforme costituzionali, etichettando questi ultimi come ‘nemici del popolo'”.

Omurbek Tekebaev, un importante politico dell'opposizione, considerato il padre dell'attuale costituzione del Kirghizistan, concorda sul fatto che Japarov stesso inizi un discorso basato sull'odio, indirizzando i suoi seguaci contro i suoi avversari. “Stanno cercando di creare un'atmosfera di terrore politico, radicalismo e violenza”. È esattamente identico a quanto accaduto sotto [l'ex presidente] Bakiyev. L'unica differenza è che ora l'intimidazione politica si estende ai social media”.

In un suo recente post su Facebook, Melis Aspekov, uno dei più stretti collaboratori di Japarov e amministratore del suo gruppo pubblico su questo social network, ha smentito le accuse di attacchi affermando che in realtà sono “gli oppositori di Japarov a simulare il trolling per attaccare i loro stessi avversari“.

Gli amministratori dei gruppi pro-Japarov su Facebook, tra cui lo stesso Japarov, chiudono un occhio sugli incitamenti all'odio e sull'intimidazione degli avversari. Sembrano invece incoraggiare tacitamente entrambi attraverso migliaia di commenti estremisti per promuovere la polarizzazione politica e sociale, che aumenta le tensioni tra vari strati della società kirghisa, in particolare tra una popolazione più conservatrice (e in gran parte rurale) e una classe più liberale (e in gran parte urbana).

Con questo connubio di linguaggio populista e di un clima di impunità, si rischia ovviamente di mettere in moto una dinamica pericolosa, che porti gli utenti estremisti dei social media a mettere in atto le loro minacce online anche offline.

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