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La questione degli uiguri, la più grande paura della Cina, incombe in Afghanistan

Il deserto fuori da Kashgar, il più grande insediamento della provincia autonoma dello Xinjiang, vicino il confine tra Cina e Afghanistan. Foto di Marc van der Chijs (CC BY-ND 2.0).

Da quando i Talebani hanno rimosso i militanti dell'etnia uigura dall'area di confine tra Afghanistan e Cina, gli studiosi hanno dichiarato che potrebbe esserci un rinnovato coordinamento delle politiche [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] tra la nuova leadership di Kabul e il Partito Comunista di Pechino.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, ci sono 500 militanti uiguri tra i talebani. Se questo è vero, significa che i Talebani hanno informazioni dirette sulla tragedia degli uiguri.

Notizie hanno rivelato che gli uiguri che vivono in Afghanistan, incluso i soldati, hanno ora paura di essere mandati in Cina. Una fonte del New York Times ha affermato che la comunità degli uiguri in Afghanistan è “estremamente preoccupata e nervosa.”

In una intervista con VOA, l'attivista uiguro Abdugheni Sabit ha dichiarato che i Talebani dovranno capire da che parte stare.

If the Taliban speaks up for Uyghur Muslims in China, it might increase its reputation [globally]. But at the same time, the group is wary of losing China's support.

Se i talebani fanno sentire la propria voce per gli uiguri musulmani in Cina, questo potrebbe migliorare la loro reputazione [a livello globale]. Ma allo stesso tempo, il gruppo non vuole perdere il supporto della Cina.

Voci dissonanti

All'inizio di settembre, i talebani hanno espresso il loro supporto verso la causa degli uiguri, una mossa che avrebbe potuto creare tensione a livello diplomatico tra i nuovi governanti dell'Afghanistan e la Cina, che ha cercato per anni di mantenere sotto il proprio controllo la regione occidentale dello Xinjiang, dove la maggior parte degli uiguri vive.

Eppure, qualche giorno prima, il portavoce talebano Zabihullah Mujahid ha dichiarato che il suo governo farà affidamento principalmente sui finanziamenti della Cina. Parlando al giornale italiano, La Repubblica, Mujahid ha inoltre affermato che il governo talebano prenderà parte all’ “antico progetto della Via della Seta”, grazie ad una collaborazione con la Cina.

L'Afghanistan ha “miniere di rame nel paese, che, grazie ai cinesi, possono tornare a funzionare e possono essere modernizzate.”

“La Cina è il nostro pass per entrare nei mercati di tutto il mondo,” ha concluso Mujahid.

Giorni dopo, in quello che è sembrata una inversione a U, Suheyil Shaheed, un altro portavoce dei talebani, ha detto all'emittente giapponese TBS TV che il suo movimento sta dalla parte della giustizia.

I hope that when we visit China, we will […] talk about the safety and equality of the Uyghurs. The Uyghurs are Chinese citizens, and all citizens should have equal rights, and so should the Uyghurs.

Spero che quando andremo in Cina, parleremo della sicurezza e dell'uguaglianza della comunità degli uiguri. Gli uiguri sono cittadini cinesi e tutti i cittadini cinesi dovrebbero avere uguali diritti, dunque anche loro.

Questa è stata la prima volta che i talebani hanno parlato in pubblico degli uiguri musulmani e hanno dimostrato sensibilità verso la loro causa.

Il portavoce talebano è sembrato essere cauto, ha comunque aggiunto “certamente speriamo di continuare la nostra cooperazione economica con la Cina, che è sicuramente buono anche per la Cina stessa.”

Una situazione diplomatica critica

Per la Cina, lo Xinjiang è la sua priorità, non solo considerando le risorse naturali della regione, ma anche per gli interessi strategici del Partito Comunista. È molto probabile che la Cina leghi il suo piano di aiuti e di investimenti all'ignorare, da parte dei talebani, la questione uigura.

Durante un incontro di alto profilo, infatti, tra i funzionari talebani e cinesi nella città nord orientale di Tianjin, la Cina ha richiesto che i talebani si separassero chiaramente dal Partito Islamico del Turkestan, un gruppo separatista che ha come obiettivo quello di creare uno stato indipendente per gli uiguri.

La Cina preferisce mantenere la questione nascosta, mentre almeno un milione di uiguri viene tenuto in 380 campi di concentramento nella regione dello Xinjiang.

Il leader uiguro Rabiye Kadeer ha dichiarato che la causalità non dichiarata del genocidio degli uiguri verrà allo scoperto negli anni a seguire.

Even if three million people are imprisoned in a five-star hotel, not in a camp or prison, it will lead to illness, and if it lasts for four years, it will lead to death.

Anche se tre milioni di persone fossero imprigionate in un hotel a cinque stelle, non in un campo o in una prigione, questo porterebbe loro a sviluppare una malattia, e se ciò dovesse durare quattro anni, potrebbe portarli alla morte.

La Cina ha sollecitato i talebani a distanziarsi chiaramente dal Partito Islamico del Turkestan e ha chiesto al governo americano di reinserirlo nella blacklist dei movimenti terroristici. Realisticamente, la paura della Cina nei confronti dell'Afghanistan non viene dal Partito ma dalla posizione che i talebani hanno verso la causa uigura.

In una mossa ostile verso la religione, la Cina ha apertamente definito l'Islam come una malattia mentale.

Being ‘infected’ by religious extremism and violent terrorist ideology but not receiving immediate ‘re-education’ is similar to contracting an illness but not seeking a cure, or becoming a drug addict but refusing treatment.

Essere “infetti” dall'estremismo religioso e dall'ideologia violenta dei terroristi ma non ricevere una immediata “ri-educazione” è simile al contrarre una malattia ma non cercarne la cura, o diventare tossicodipendenti e rifiutare il trattamento.

Eppure, i paesi musulmani che vogliono mantenere una buona relazione commerciale con la Cina hanno scelto o di minimizzare la questione uigura o di seguire apertamente la retorica di Pechino.

Sta di fatto che i talebani dovranno affrontare una prova di fedeltà con la causa uigura: o stare dalla parte degli oppressi o assicurarsi il supporto economico.

Nota: per motivi di sicurezza l'autore originale dell'articolo scrive con uno pseudonimo.

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