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Corea del Nord: due giornaliste americane condannate ai lavori forzati

Le notizie provenienti da Pyongyang si sono rivelate poco incoraggianti. Dopo essere state accusate di aver attraversato illegalmente il confine in Corea del Nord, le giornaliste americane di Current TV, Laura Ling e Euna Lee sono state condannate [in] a 12 anni di lavori forzati. Nei giorni scorsi Global Voices ha offerto una panoramica dei post pubblicati [in] prima della sentenza.

La dubbia sentenza ha provocato le immediate reazioni online di quanti sostengono la libertà di stampa e vogliono che la Corea del Nord rilasci le due giornaliste. La pagina su Facebook per Laura ed Euna [in] conta già oltre cinquemila membri. Per ora si chiede al pubblico di rispettare la privacy delle famiglie in questa fase e di non diventare emotivi:

“Vi sentirete in subbuglio. Per favore cercate di non farvi prendere dalla rabbia. La rabbia è uno spreco d'energia e proprio quel che vuole la Corea del Nord. Vedremo e lavoreremo insieme, e useremo la testa per uscirne.”

LiberateLaura [in], blog curato dal giornalista di intrattenimento con base a Los Angeles Richard Horgan, descrive gli eventi accaduti in Corea del Nord come “degni di Shakespeare” e contesta la decisione del “Regno Eremita” di arrestare Laura Ling e Euna Lee:

“Sfortunatamente, in quel folle regno, giusto alle porte del caos, vagano le giornaliste di @Current Laura Ling e Euna Lee. Martedì 17 marzo, che sia per sbaglio o per il trucchetto di una guida cinese pagata, si presume che abbiano oltrepassato un confine invisibile su un ponte che collega la Cina alla Corea del Nord. Interrogatori duri e poi due mesi e mezzo di isolamento, e ora, dopo un breve processo, un'assurda sentenza di 12 anni di lavori forzati per aver attraversato il confine illegalmente e per un non meglio specificato “grave crimine.”

L'analogia shakesperiana è utile perchè ci permette a malapena di dare un senso all'incomprensibile verdetto dell'8 giugno sul caso Ling-Lee. Kim Jong-il [it] sta davvero portando al limite la questione diplomatica, nucleare e degli americani innocenti, tutto nel tentativo di rassicurare i militari della linea dura del Paese che la successione di Kim Jong-un manterrà l'attuale centralità dell'esercito.”

Su YouTube [in], i sostenitori di Laura ed Euna vanno pubblicando video per chiederne l'immediato rilascio. Ci sono anche video e foto di veglie tenutasi in Corea del Sud, San Francisco e altre parti degli Stati Uniti.

Ecco di seguito il video-annuncio pubblico di Pacific Rim Video e Kelly Hu:

Mentre il pubblico e varie organizzazioni a tutela della libertà di stampa vanno unendosi per chiedere il rilascio di Laura ed Euna, qualcuno s'interroga sulle reazioni del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dell'ex vice presidente Al Gore (fondatore e presidente di Current TV, per cui lavoravano Euna e Laura) rispetto all'attuale situazione.

Su Asia Times [in], Donald Kirk scrive:

“I nord coreani si offendono anche ogni volta che una funzionario americano di alto livello visita la regione, e un'immediata complicazione del processo coincide con un viaggio in Corea del Sud, Cina e Giappone di una delegazione statunitense guidata dal Vice Segretario di Stato James Steinberg.

Steinberg non è intervenuto pubblicamente sulle due donne ma ha messo in chiaro negli incontri con il Presidente della Corea del Sud, Lee Myung-bak, e altri ufficiali di alto livello, che gli Stati Uniti non intendono avviare negoziati sul loro destino. Ma forse si riferiva al loro caso quando ha assicurato Lee che gli Stati Uniti non offriranno più aiuto alla Corea del Nord. “

Poi passa a speculare sul coinvolgimento di Al Gore nelle negoziazioni:

“Perché non inviare una delegazione americana d'alto livello? Gore viene in mente come l'uomo per questo compito vista la suaposizione nella rete TV per sui lavoravano le due donne.

Stranamente Gore è rimasto completamente in silenzio, ragione in più per pensare che sta aspettando ad affrontare i nord coreani e salvare le due donne – un finale fin troppo felice in cui sperare.”

Gore sarebbe perfetto per questa missione. La sua presenza riconoscerebbe il ruolo della Corea del Nord come membro del gruppo nucleare mondiale senza però rappresentare alcun riconoscimento ufficiale da parte degli Stati Uniti.

Non tutti stanno prendendo il silenzio di Gore così alla leggera. John in Condition Yellow considera questa mancanza di coinvolgimento da parte di Gore più seriamente, dicendo [in]:

Non mi aspetto che il Signor Riscaldamento Globale lasci tutto e vada in Corea del Nord a negoziare il rilascio di due persone che lavorano per lui. Il vincitore del Premio Nobel è troppo occupato a salvare il pianeta. Giusto? Ma quanto ci vorrà prima che pubblichi una semplice dichiarazione come, “Hey, Kim Jomg Il! Lascia andare le mie giornaliste, o ti alzeremo i livelli di inquinamento.”

Ma seriamente, sono davvero l'unico a pensare che anche un solo semplice comunicato pubblico del Signor Pulitzer, in cui condanna il processo, sarebbe al meno la cosa più decente da fare per persone che lavorano per lui?

Hmmm. Ok, forse Bill Richardson sarebbe più efficace.

Ma una cosa è certa, come sottolinea [in] il blog Jo's Department – sperano tutti nel ritorno delle due donne sane e salve:

Spero che non debbano sopportare il terribile sistema carcerario di Pyongyang (per come lo descrivono alcuni evasi) e che le due giornaliste possano tornare sane e salve e riunirsi presto alle proprie famiglie.

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