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Brasile: giudice dà a Facebook potere di censura per frenare la disinformazione sulla politica assassinata Marielle Franco

All’ indomani della sua morte, l’attivista Marielle Franco è stata oggetto di una campagna di disinformazione online in Brasile. Foto: Daniel Arrhakis/Flickr, CC-BY-NC 2.0

Un giudice brasiliano ha ordinato [pt] a Facebook di rimuovere tutti i post presenti che offendono “l’immagine, l’onore e la privacy” di Marielle Franco, la politica brasiliana assassinata recentemente, e anche tutti i futuri post della stessa natura. Questo può rappresentare un pericoloso precedente nella libertà di espressione online del paese.

Marielle Franco, consigliera comunale di Rio De Janeiro, e il suo autista Anderson Gomes sono stati uccisi in una sparatoria mentre erano in auto nella notte del 14 Marzo. Franco, 38 anni, era una voce che criticava la violenza della polizia locale. Subito dopo il suo assassinio, sono emersi e hanno cominciato a circolare delle notizie false [it] su di lei, come un suo matrimonio con un signore della droga o che la sua elezione sia avvenuta grazie al supporto di una gang criminale.

La vedova e la sorella di Marielle hanno presentato istanze separate contro Facebook e Google con l’intento di rimuovere queste storie dai risultati di ricerca e dal social network. In entrambi i casi le corti si sono espressi a favore dell’istanza.

A Facebook è stato ordinato non solo di rimuovere i post pubblicati, che sono stati identificati dalle querelanti, ma anche qualsiasi post futuri che offendano “l’immagine, l’onore e la privacy” di Franco.

Se la società non riesce ad attenersi alla decisione, Facebook potrebbe pagare una multa di 500mila real brasiliani (circa 150mila dollari) e subire un blocco del servizio nel paese.

Facebook Brazil ha dichiarato che [pt] eliminerà “i contenuti specificati ed identificati dalla corte”, ma non si è espresso su cosa farà per quanto riguarda i contenuti futuri. Al tempo della stesura di questo c'erano ancora molte [pt] storie false o distorte su Franco da parte di pagine settarie su Facebook.

La decisione inoltre obbliga Facebook a fornire alle autorità i nomi e gli indirizzi IP degli utenti che condividono storie false, anche nel caso in cui gli utenti abbiano cancellato i post in seguito, così che la famiglia di Marielle possa intraprendere azioni legali contro di loro.

Non è chiaro come verrà applicata la decisione. Una proibizione completa di tutti i contenuti offensivi su Marielle Franco darebbe al social network poteri di censura, richiedendogli di controllare in maniera indefinita cosa pubblicano gli utenti.

Andrebbe anche contro il Marco Civil [en], la legge brasiliana del 2014 acclamata in tutto il mondo che si occupa dei diritti di internet.

Testare i limiti del Marco Civil

Nella sua decisione, il giudice della corte di appello Jansen Novelle riconosce che la sentenza sorpassa le linee disegnate dal Marco Civil, e scrive che “data l’abbondanza di prove, non seguirà le regole del Marco Civil sulla rimozione dei contenuti”

Sotto il Marco Civil, siti come Facebook possono essere considerati responsabili per contenuti pubblicati da terzi (per esempio, gli utenti) se non seguono un ordine giudiziario di eliminazione dei contenuti.

Però per far sì che questi ordini giudiziari siano validi e fattibili, bisogna includere un link o un URL specifico e attivo del contenuto in questione. Questo significa che la legge non si occupa della cancellazione delle versioni duplicate del contenuto illegale o delle pubblicazioni future, come invece indica la sentenza del giudice Nouvelle.

A febbraio, la Corte Suprema di Giustizia ha rovesciato una sentenza [pt] che ordinava a Google di eliminare video offensivi che erano stati duplicati da Youtube, basandosi sui limiti forniti dal Marco Civil.

Un precedente pericoloso

Secondo Paulo Rená, ricercatore presso il Beta Institute for Internet and Democracy e che ha aiutato nella stesura del Marco Civil, sarà virtualmente impossibile mettere in atto la decisione della corte.

Parlando con Global Voices, afferma: “Il modo più sicuro per Facebook di attenersi a questa decisione è quello di rimuovere qualsiasi contenuto con il nome di Marielle, e questo è quello che ci spaventa”.

Secondo Rená, l’obiettivo del Marco Civil non è mai stato quello di “pulire internet”, ma quello di custodire i diritti e i doveri degli utenti, dei servizi e dei fornitori di applicazioni.

“È importante prendere delle misure per preservare la memoria di Marielle, ma questo non verrà ottenuto rimuovendo i contenuti” dice, e poi continua: “Quello che si può fare, dopo aver scoperto chi ha creato il contenuto, è che la famiglia faccia causa alle persone e non alla piattaforma. Non possiamo continuare a far finta che le persone che creano questi contenuti siano senza nome e invisibili”.

Inoltre, aggiunge che la decisione di Novelle potrebbe diventare un pericoloso precedente per la libertà di espressione in Brasile, soprattutto in vista delle elezioni di ottobre, quando il paese voterà per le cariche di Presidente, governatori di stato e seggi legislativi a livello federale e statale.

“Se ogni opinione che offende l’immagine ufficiale di un candidato viene rimossa, rischiamo di avere le elezioni più unidimensionali di tutti i tempi. Sarebbe una vergogna se Marielle, sostenitrice dei diritti, diventasse il precursore di tutto ciò.”

Questo post è stato aggiornato il 10 aprile alle 05:30 PM GMT. La versione precedente affermava in maniera incorretta che il Beta Institute for Internet and Democracy era affiliato con l'Università di Brasilia. L'istituto ha semplicemente sede nella città di Brasilia.

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