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L'arrivo della ‘carovana dei migranti’ mette a nudo il lato anti-immigrazione del Messico

L'immagine va letta da sinistra verso destra: “Questi migranti accresceranno il livello di criminalità nel paese”. “Cercare di salvare la propria vita spostandosi in un altro paese non è un crimine.” Creato da un gruppo ONG e condiviso dal Interdisciplinary Center of Social Training and Engagement. Pubblicazione autorizzata.

Mentre la carovana dei migranti [en] proveniente dal Centro America prosegue attraverso il Messico, molte persone del luogo si sono affidate ai social media per esprimere la loro intolleranza verso i migranti – sentimento spesso simile alle posizioni anti-immigrazione che gli Stati Uniti hanno verso i messicani.

Migliaia di persone stanno scappando dalla povertà e dalla violenza delle gang del Centro America dirigendosi verso nord, la maggior parte spostandosi a piedi e spesso portando con se bambini piccoli. Tutti loro hanno delle destinazioni differenti: chi è diretto verso gli Stati Uniti – dove li attende un'operazione militare su larga scala [en] – e chi invece ha intenzione di cercare rifugio in Messico [en].

Dall'inizio di novembre sono partite cinque carovane [es, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] dal Centro America, alcune di queste si erano formate tramite l'ausilio di Facebook. Quando il primo gruppo cominciava ad arrivare in Messico, i social media erano intervenuti energicamente con la creazione di hashtag come #CaravanaMigrante e #CaravanaMigranteCDMX.

Si sono formate diverse opinioni, ed insieme a quelli che hanno mostrato il loro supporto per queste persone, è emersa anche la parte di popolazione messicana contraria all'immigrazione. Qua sotto vengono riportati due esempi:

Lasciate che ci chiamino fascisti o figli di Donal Trump. Come messicani abbiamo il diritto di difendere la sovranità del nostro Paese e la sicurezza delle nostre famiglie. No alla #CaravanaMigrante, che se ne tornino a lavorare e costruire nel loro Paese, dove ne hanno bisogno.

Difficilmente riusciranno ad entrare negli USA, dubito che ritorneranno nel loro Paese d'origine; si fermeranno in Messico. Cosa sperano? Che il governo li mantenga? #CaravanaMigrante

Il sito web Plumas Atómicas ha raccolto opinioni simili a quelle riportate sopra, mettendole in discussione con la personale storia dell'immigrazione [en] del Messico:

México tiene una larga y orgullosa tradición de puertas abiertas ante las poblaciones perseguidas, exiliadas y violentadas: desde los judíos españoles durante la Nueva España; los irlandeses que se unieron a la defensa de México durante la invasión estadounidense; los libaneses que huyeron de la hambruna en su país en la década de 1920, los republicanos exiliados durante la Guerra Civil española y tras la victoria de Franco; los brasileños, argentinos, paraguayos, colombianos, peruanos y uruguayos que salieron perseguidos por las dictaduras militares en sus países […] ¿por qué hay exiliados y refugiados de primera y de segunda?

Il Messico ha una vecchia e orgogliosa tradizione di porte aperte di fronte ad una popolazione perseguitata, esiliata e vittima di violenze: gli ebrei spagnoli durante il periodo della Nuova Spagna; gli irlandesi che si unirono alla difesa del Messico durante l'invasione degli Stati Uniti; i libanesi che fuggirono dalla carestia del loro paese nel 1920, i repubblicani esiliati durante la Guerra Civile Spagnola e dopo la vittoria di Franco. Brasiliani, argentini, paraguaiani, colombiani, peruviani e uruguaiani che furono perseguitati dalle dittature nei loro Paesi […] Perchè ci sono esiliati e rifugiati di prima e seconda classe?

Altri commentatori hanno sottolineato l'ironia del razzismo messicano online, dato che sono stati soprattutto i messicani ha portare lo stigma creato dalle politiche sull'immigrazione di Donald Trump.

Questo meme sulla carovana dei migranti pone davanti a noi lo specchio razzista del nazionalismo messicano meticcio, che da sempre aspira (ad essere bianco) e che per la prima volta nella storia è minacciato da una immigrazione proveniente dal sud. Temo che in futuro avremo molto più di questo.

Nell'immagine del tweet viene mostrata, nella parte sinistra, un messaggio contro l'immigrazione (“State attenti che la carovana non dovrebbe passare dal Messico per ragioni di sicurezza, di povertà, sovrappopolazione, ecc.”), nella parte destra, una risposta a favore dei migranti (“Dobbiamo aiutarli, dargli un lavoro, siamo tutti umani, a te che effetto fa? Che Dio li benedica.”). Tuttavia questa risposta è piena di errori grammaticali, facendo sottintendere che chi difende la carovana sia gente senza una educazione e appartenente ad una classe sociale bassa.

Negare a chi arriva dalla carovana dei migranti un trattamento decente e un aiuto umanitario ci pone al livello di quei governi xenofobi e razzisti che abbiamo criticato per anni. Non dobbiamo cadere nella trappola della retorica anti-immigrazione che giunge dal governo degli Stati Uniti.

“Cacciati via dai loro stessi Paesi”

Questa ondata di migrazioni senza precedenti è stata provocata principalmente dalla povertà e dalla violenza che affligge il Triangolo Nord (la parte che comprende il Belize, Guatemala, El Salvador e Honduras) dal quale la gente sta cercando di fuggire.

In un editoriale salvadoregno datato 3 novembre, da El Faro vengono delineate le origini di questo fenomeno, sostenendo che sia i governi centro americani, sia gli Stati Uniti condividono la responsabilità di queste migliaia di persone che sono state “cacciate via dai loro stessi paesi.”

¿De qué se alejan familias enteras expuestas al camino cruel, al poder de los territorios del narco, a la violencia sexual, al secuestro, y hoy incluso a las amenazas del presidente de Estados Unidos de enviar al ejército? […] Huyen de la represión de un tirano en Nicaragua y de los delirios de un corrupto incapaz en Guatemala. Huyen de la incapacidad de los gobiernos salvadoreños, tanto de ultraderecha como de ultraizquierda, para poner fin a los homicidios, a la desigualdad y a la corrupción. Huyen de la violencia ejercida por pandillas deportadas por Estados Unidos, que exige ahora lealtades a cambio de migajas, cuando es corresponsable de la situación en el istmo. Huyen de élites indolentes y de décadas de esperar un futuro que nunca llega.

Da cosa stanno scappando queste famiglie intere, esponendosi ad un cammino crudele, a dei territori sotto il potere dei narcotrafficanti, alla violenza sessuale, al sequestro ed anche al presidente degli Stati Uniti che minaccia di inviargli un esercito? […] Fuggono dalle repressione di un tiranno in Nicaragua e dai deliri di un corrotto incapace in Guatemala. Fuggono dall'incapacità dei governi salvadoregni, tanto di estrema destra quanto di estrema sinistra, per porre fine agli omicidi, alle disuguaglianze e alla corruzione. Fuggono dalla violenza esercitata dalle gang importate dagli Stati Uniti, che esige ora lealtà in cambio degli avanzi, anche se sono responsabili della situazione attuale in quella zona. Fuggono da un élite indolente e da decenni di attesa di un futuro che non arriva mai.

E concludono:

En esas caravanas están las claves de todos los problemas de la región, incluyendo a México y Estados Unidos. [Su criminalización significa] culpar a los migrantes por las respuestas que los gobernantes de la región, de Managua a Washington, no saben encontrar.

In queste carovane c'è la chiave di tutti problemi della regione, incluso il Messico e gli Stati Uniti. [Criminalizzarli significa] incolpare i migranti per la risposta che i governi dei Paesi, da Managua a Washington, non hanno saputo trovare.

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