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Cosa comporterà il blocco di WeChat negli Stati Uniti per i netizen cinesi?

Immagine di Stand News. Uso autorizzato.

Il 7 agosto, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] due ordini esecutivi separati che entro 45 giorni vieteranno a TikTok e a WeChat di operare nel Paese a meno che non vengano venduti dalle loro società madri cinesi a imprese statunitensi.

Le ordinanze proibiranno “qualunque transazione da parte di qualsiasi persona o proprietà soggetta alla giurisdizione degli Stati Uniti” con ByteDance Ltd, nel caso di TikTok, e con Tencent Holdings Ltd, nel caso di WeChat.

Mentre ByteDance è in trattative con Microsoft per l'acquisto di TikTok, WeChat andrà probabilmente incontro al bando, poiché è improbabile che la Tencent venda la propria applicazione a un'azienda statunitense.

Entrambe le app erano nel mirino dell'amministrazione Trump, che tira in causa problemi di “sicurezza nazionale” nella relazione sempre più ostile tra Cina e Stati Uniti.

In Cina, a causa del blocco della maggior parte delle app di social media e di messaggistica occidentali quali Facebook, Twitter e Telegram, WeChat rimane un importante canale di comunicazione aziendale e sociale tra i cinesi continentali e i loro contatti oltremare.

Un bando totale potrebbe costringerli a stabilire altri canali per le comunicazioni future. Infatti, a seguito della notizia del bando di WeChat, l'app di messaggistica LINE ha registrato in un solo giorno un aumento dei download del 213% [zh]. Inoltre, se le banche statunitensi impedissero le transazioni [zh] con la Tencent, le piccole imprese che dipendono dagli introiti pubblicitari derivanti da WeChat potrebbero risentirne negativamente.

Mentre molti in Occidente hanno criticato il bando di Trump, invocando la violazione della libertà di parola e la distrazione da questioni interne più urgenti, alcuni dissidenti cinesi d'oltremare vedono la decisione di buon occhio.

Ad esempio, l'utente della Cina continentale anonimo @ayanami789 ha scritto in un tweet [zh]:

Il blocco di WeChat potrebbe liberare i cinesi d'oltremare dall'indottrinante rete del Partito Comunista Cinese. Inizierebbero a esplorare nuovi mondi. È grandioso.

Anche il vignettista politico cinese Badiucao si è schierato in difesa del bando in una serie di tweet:

Wechat surveillance controls and manipulates its users regardless where about and nationalities.
It is the the most important mean for Chinese government to export its propaganda and censorship beyond its soil […] tolerating WeChat like apps create a paradox for free speech.
and because its made in China, its technically not possible to fix or regulate it either […]
App like WeChat is like a mobile “Great Fire Wall”.
it changes people’ habit of free speech via its user attachment with Chinese market.
Banning WeChat will push people seek alternatives inside and out China

WeChat sorveglia, controlla e manipola i propri utenti indipendentemente dalla loro posizione o dalla loro nazionalità.
È il mezzo più importante di cui dispone il governo cinese per esportare la propaganda e la censura oltre i propri confini […] tollerare app come WeChat crea un paradosso per la libertà di parola.
E siccome è un'app cinese, non è tecnicamente possibile sistemarla o regolamentarla […]
Le app come WeChat sono come un “Great Firewall” portatile.
Cambiano l'abitudine alla libertà di parola delle persone attraverso l'attaccamento dell'utente al mercato cinese.
Bandire WeChat spingerà le persone a cercare alternative dentro e fuori dalla Cina.

TikTok, un'app mobile per la condivisione di video che sarebbe stata scaricata 175 milioni di volte negli Stati Uniti, è stata criticata perché raccoglie automaticamente dati sulla posizione e tracce digitali quali la cronologia e la lista degli acquisti.

Nel novembre del 2019, l'app ha chiuso l'account di un'adolescente americana dopo che questa ha portato alla luce gli abusi sui diritti umani ad opera del governo cinese nello Xinjiang in un video tutorial di trucco. TikTok ha in seguito riattivato l'account dell'utente e si è scusato per quello che ha definito un “errore di moderazione umano”. Un reportage dell’Australian Strategic Policy Institute afferma che ByteDance gioca “un ruolo attivo nella diffusione della propaganda del partito-Stato sullo Xinjiang”.

In quanto a WeChat, un'app multifunzionale che offre una varietà di servizi agli utenti, tra cui la possibilità di condividere contenuti, abbonarsi alle notizie, effettuare pagamenti elettronici, messaggiare e fare acquisti online, numerose sono state le segnalazioni che riportano che l'app monitora e censura le conversazioni private, filtra i contenuti su richiesta delle autorità cinesi e che in Canada e in Australia avrebbe cancellato i contenuti postati dai politici che usavano l'app per restare in contatto con gli elettori della diaspora cinese.

L'ordine esecutivo di Trump è il primo passo concreto intrapreso dall'amministrazione dall’annuncio dell'espansione del Clean Network Program del Segretario di Stato Michael Pompeo, il 5 agosto. Il programma mira a estromettere le reti di telecomunicazione, le applicazioni, i produttori di smartphone, i servizi di cloud hosting e i cavi sottomarini della “inaffidabile Repubblica Popolare Cinese” – come riporta il comunicato stampa – per impedirle l'accesso al mercato statunitense.

Il portavoce del Ministero Cinese degli Affari Esteri, Wang Wenbin, ha criticato il bando di Trump per aver violato i “principi del libero mercato” e ha esortato Washington a “correggere i propri errori”.

Il corrispondente cinese della BBC Stephen McDonell ha suggerito che la reazione ufficiale della Cina fosse ironica, considerato il numero di app statunitensi che da anni sono vietate in Cina:

Dal #China Daily di oggi: Con Facebook, Google, Twitter, YouTube eccetera eccetera tutti bloccati, non so come possa mettere insieme tutti questi fogli di giornale rimanendo serio. Gli #USA hanno “abusato del potere nazionale per arginare e frenare le imprese high-tech” … “viola la concorrenza leale”.

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