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L'incarcerazione della ‘Famiglia Fortunata': le autorità cinesi hanno arrestato e condannato i partecipanti a una festa di compleanno

Un centro di “trasformazione attraverso l'educazione” nella cittadina di Qiaerbage, a Shache. Foto di Bitter WinterCC BY-NC-SA 2.0 

Nel gennaio 2018, Nauryzbai Izbasar ha invitato a casa una dozzina di amici d'infanzia insieme alle loro famiglie per il compleanno di sua figlia, contattandoli tramite una chat di gruppo su WeChat chiamato “Famiglia Fortunata”. La festa, che si è celebrata in un remoto villaggio [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] nella regione dello Xinjiang in Cina, era un occasione per incontrarsi e divertirsi. Dopo più di tre anni, riusciamo a far luce su cosa è andato storto in conseguenza a tale evento.

Diciotto uomini dei presenti ai festeggiamenti sono stati arrestati nelle ore e nei giorni successivi la festa. In seguito, hanno ricevuto condanne detentive tra i 15 e i 23 anni.

Informazioni riguardo le persone incarcerate nello Xinjiang per “propagazione di idee estremiste” e “raduno di folle per disturbare l'ordine pubblico” si ottengono difficilmente e con tempi molto lunghi. Racconti personali e il passaparola sostituiscono la divulgazione pubblica in quest'area segreta e altamente sorvegliata.

Questa regione è la casa di uiguri, kazaki e altri gruppi etnici principalmente musulmani che, dal 2017, sono stati presi di mira da politiche governative sempre più brutali, tra cui lavori forzati, campi di rieducazione, separazione di famiglie e pene detentive estremamente pesanti per ampi segmenti di questa popolazione minoritaria.

Ampiamente descritti come ‘separatisti della madrepatria’ o semplicemente ‘terroristi’ nel discorso politico tradizionale cinese — comprese nelle dichiarazioni governative e dai media — gli uiguri, i kazaki e altri gruppi etnici sono stati privati dei loro più basilari diritti umani, tra cui la libertà di religione, di circolazione, o di trasmettere la loro lingua madre.

Gli arrestati generalmente vengono mandati in prigione o nei cosiddetti “campi di rieducazione”. Tuttavia, secondo gli osservatori, questi campi si stanno trasformando sempre più in prigioni e dovrebbero perciò esser definiti come tali.

In una dichiarazione scritta a Global Voices, Gene Bunin, un ricercatore che si occupa dell'oppressione dei musulmani nella Cina occidentale, ha detto:

Not everything can be lumped into ‘camps’, not only because most of these really seem to be closed or closing, but also because even in 2017 a good fraction of the detained wasn't sent for study but simply to jail. Of course, it's even more important to insist on this distinction now, since very many of the current victims are serving long prison sentences.

Non si può parlare solo di “campi”, non solo perchè questi sembra siano esser chiusi o in procinto di chiudere, ma anche perchè già nel 2017 una buona parte dei detenuti non veniva mandata a studiare, bensì direttamente in galera. Chiaramente, è ancora più importante insistere su questa distinzione adesso, dal momento che molte delle vittime attuali stanno scontando lunghe condanne detentive.

Gli arresti mirati e l'umiliazione

La festa di compleanno ha avuto luogo in un piccolo villaggio nella Contea Chapchal dello Xinjiang, Cina.

Secondo quanto riferito dai numerosi parenti dei detenuti che vivono in Kazakistan, qualche mese dopo le autorità del posto hanno indotto tutti i genitori dei detenuti in un edificio e non li hanno fatti uscire. Nel frattempo, i detenuti sono stati fatti sfilare per le strade così che tutti li vedessero. Avevano mani e piedi ammanettati. I loro nomi, l'età e le condanne venivano lette ad alta voce.

Aliya Beksultan, una donna di 29 anni di etnia kazaka cresciuta in quel villaggio, durante un'intervista telefonica, ha parlato a Global Voices di coloro che sono stati incarcerati.

I know all those people who got arrested, and they are all innocent, good people. They all used to live ordinary lives with their families, worked as taxi drivers, ran small businesses and so on.

Conosco tutte le persone che sono state arrestate, e sono tutte innocenti, sono brave persone. Conducevano tutte vite ordinarie con le loro famiglie, lavorando come tassisti, gestendo piccole attività e così via.

Aliya ha descritto quanto fossero pervasivi i raid perpetuati nel suo paese natale.

All of this, the lengthy sentences and the public announcement of it, they did it to scare people. Our village is small with only around 200 families, so everyone knows each other.

Tutto questo, le lunghe condanne e le pubbliche annunciazioni, lo hanno fatto per spaventare le persone. Il nostro è un piccolo villaggio di solo all'incirca duecento famiglie, perciò si conoscono tutti.

Nauryzbai Izbasar, l'organizzatore della festa, aveva trentun anni quando fu arrestato. Era anche l'imam locale e fu condannato a 23 anni di prigione, ha confermato sua sorella in Kazakistan tramite un video [kk].

Un altro uomo, Beken Erzhuma, venne prima condannato a 15 anni, ma, dal momento che si è rifiutato di dichiararsi colpevole, il giudice ha aggiunto altri quattro anni alla sua pena, secondo quanto riferito.

Le mogli dei detenuti presenti alla festa di compleanno sono state immediatamente poste nei cosiddetti campi di rieducazione. Ciascuna di loro è rimasta nei campi per circa sette mesi. Solo a due di queste donne è stato risparmiato tale trattamento in quanto in stato di gravidanza – una delle due è la cognata di Aliya.

Da modello da seguire a criminale

A Shattyq Daulet, anche lui sulla trentina, gli era stata diagnosticata la leucemia quando ha ricevuto la sua condanna a 19 anni. Molti dei suoi familiari fuori dalla Cina, così come i documenti ufficiali, hanno confermato il suo arresto.

Secondo i documenti ufficiali del tribunale è stato accusato di ‘incitamento all'odio etnico, incitamento alla discriminazione etnica, raduno delle folle per disturbare l'ordine pubblico’.

In soli pochi mesi, Daulet ha fatto un passaggio da modello da seguire a criminale, agli occhi dello stato cinese. Nel 2017 i media locali [zh] hanno pubblicato un immagine di lui che lo descrive come un uomo che si è fatto da sè, che è passato da una condizione di povertà a gestire un'attività di riparazione telefoni di successo.

Era stato premiato dal Comitato della Lega della Gioventù Comunista in quanto modello di imprenditoria giovanile.

Ora, le sue condizioni restano ignote, sappiamo che si trova in una prigione a Kuytun, a 280 chilometri a nordest di Ili, il capoluogo di provincia più vicino al suo villaggio.

Gli altri diciotto dei detenuti sono stati successivamente condannati a 15 anni, secondo alcune testimonianze [aprire PDF].

Un inspiegabile prezzo da pagare

Zhanatbek Beksultan, trentadue anni, è uno degli sfortunati membri della chat di gruppo “Famiglia Fortunata” che al momento sta scontando 15 anni di prigione per aver partecipato alla festa. Sua sorella Aliya, che attualmente risiede in Kazakistan, ha descritto come è venuta a sapere del raid avvenuto durante la festa di compleanno.

I first heard rumors in springtime 2018 from people that had travelled from China to Kazakhstan, that 18 persons had been arrested at a birthday party in my home village. But it was not until October that I learned from my parents that my brother was actually one of them.

Ho sentito voci  a riguardo per la prima volta nella primavera 2018 da persone che hanno viaggiato dalla Cina al Kazakistan, secondo cui diciotto persone erano state arrestate a una festa di compleanno nel mio paese natale. Ma solo a ottobre ho saputo dai miei genitori che mio fratello era uno di loro.

Attraverso vari mezzi di comunicazione e dopo diversi mesi, Aliya ha ottenuto un ordine di carcerazione per suo fratello, in cui si affermava che era stato condannato per ‘propagazione di idee estremiste’ e ‘raduno di folle per disturbare l'ordine pubblico’.

Visto che l'organizzatore della festa era un imam, lei crede che le autorità abbiano erroneamente interpretato l'evento come religioso.

Le prove aneddotiche di diversi casi mostrano che dal 2017 i grandi raduni sono attentamente esaminati dalle autorità. Non ci sono leggi pubbliche chiare a riguardo, e ciò contribuisce all'attuazione arbitraria della sorveglianza.

Sulla base di registri trapelati da un database della polizia, tali assembramenti vengono monitorati a causa del potenziale “rischio” che rappresentano per l'ordine pubblico. La festa di compleanno della “Famiglia Fortunata”, che ha ospitato più di quaranta persone, corrisponde perfettamente alla descrizione.

Tuttavia, Aliya continua a essere sconcertata del fatto che suo fratello possa pagare un tale prezzo solo per aver partecipato a una festa.

My brother is just an ordinary man. He has two children and used to be a taxi driver along with some seasonal farm work. Now, my brother is allowed to talk to his family on the phone for three minutes every week. But they must only speak in Mandarin, which means he can not talk to my parents, because they don't speak Chinese. Since the arrest, my parents have visited him just once in prison, and at that time his hands and feet were shackled.

Mio fratello è una persona comune. Ha due bambini, faceva il tassista oltre a qualche lavoro agricolo stagionale. Adesso, mio fratello può parlare al telefono con la sua famiglia per tre minuti a settimana. Ma possono solo comunicare in cinese mandarino, ciò significa che non può parlare con i miei genitori, perchè non parlano cinese. Dall'arresto, i miei genitori gli hanno fatto visita in prigione solo una volta, e in quel momento le sue mani e i suoi piedi erano ammanettati.

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