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A solo 12 anni, ha attraversato nove Paesi per fuggire dalla guerra

Gulwari Passarlay in London. Credit: Leo Hornak. Used with PRI's permission

Gulwari Passarlay a Londra. Foto di: Leo Hornak. Usata con il permesso di PRI.

Questo articolo e il servizio radiofonico a opera di Shirin Jaafari [en, come i link successivi] per The World sono originariamente apparsi su PRI.org il 14 ottobre 2015 e vengono qui ripubblicati come parte di un accordo di condivisione dei contenuti.

Prima dell'invasione americana del suo paese, Gulwari Passarlay era un pastore che trascorreva la maggior parte della sua infanzia con i nonni sulle montagne dell'Afghanistan.

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Ma poi tutto è cambiato in seguito all'invasione da parte degli USA.

“Di notte la sola cosa che riuscivo a sentire erano i suoni delle pistole, dei missili e degli aeroplani,” ricorda Gulwari.

Durante uno scontro contro le truppe americane e l'esercito afgano supportato dalla NATO furono uccisi il padre di Gulwari e altri cinque componenti della sua famiglia. In seguito i talebani vennero a cercare Gulwari e suo fratello. Volevano reclutarlo affinché potesse vendicarsi.

“Ci cercavano costantemente per costringerci a seguirli e ci minacciavano”, dice.

La madre di Gulwari temeva per i figli e voleva che abbandonassero immediatamente l'Afghanistan. Il piano era che i due raggiungessero l'Europa.

I fratelli quindi lasciarono l'Afghanistan per il Pakistan, ma una volta là vennero separati. Gulwari, allora dodicenne, continuò da solo. Il viaggio gli fece toccare nove stati diversi, inclusi Iran, Turchia, Grecia e Bulgaria.

“Ho usato ogni mezzo di trasporto: piedi, aerei, automobili, qualsiasi cosa”, dice. “Ho passato le pene dell'inferno, ho visto la morte con i miei occhi.”

In Turchia Gulwari trascorse del tempo in prigione. Lo rimandarono poi in Iran, da dove era partito per arrivare là. Restò giorni senza cibo e camminò senza sosta. Varcò le frontiere facendo l'autostop e infine riuscì ad arrivare nel Regno Unito, il decimo stato, nascosto dentro a un camion che trasportava banane.

Una volta in Gran Bretagna le traversie non erano finite. “Il viaggio è stato veramente duro, ma stare in Inghilterra era duro tanto quanto il viaggio”, dice.

Quello perché doveva dimostrare la sua età, la nazionalità e il suo status di rifugiato.

“Mi ci vollero cinque anni per dimostrare di essere un vero rifugiato e di avere bisogno di protezione”, spiega.

Gulwari però non era tipo da arrendersi. Fu affidato a una famiglia, riuscì ad andare a scuola e a imparare l'inglese abbastanza in fretta. Adesso ha 21 anni e presto inizierà a studiare politica e filosofia all'università di Manchester. Spera un giorno di poter fare ritorno in Afghanistan per aiutare chi ne ha bisogno.

“La mia speranza è far sì che le persone come me non siano costrette a lasciare l'Afghanistan e che le madri non debbano mandare via i propri figli”, dice.

Gulwari Passarlay ha scritto un libro sul suo viaggio chiamato “Il cielo senza luce: Il resoconto della fuga di un giovane rifugiato afgano verso una nuova vita in Gran Bretagna”.

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