chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

5 Giovani Girano il Mondo per Promuovere la Tolleranza Religiosa

Victor, Josselin, Samuel, Ilan e Ismael sono nell'ordine ateo, agnostico, cristiano, ebreo e musulmano. Con la tolleranza religiosa in testa, i cinque hanno deciso di viaggiare in giro per il mondo dal Luglio 2013 al Giugno 2014 per quello che loro chiamano Interfaith Tour [fr]. Lo scopo? Attirare l'attenzione e diffondere la conoscenza sui molti progetti inter-religiosi già in atto e che stanno facendo la differenza.

Il trailer del progetto può essere visto qui di seguito:

Intervistato in francese da Global Voices, il gruppo ha fornito i dettagli del progetto e ha descritto le esperienze lungo il cammino.

Global Voices (GV): Dopo il vostro viaggio intorno al mondo, avete adesso iniziato un tour della Francia per condividere la vostra esperienza. Che tipo di riscontri avete ricevuto finora?

Victor (athée): Notre accueil en France a été très bon. Même meilleur que ce qu’on aurait pu penser. Les gens en France s’intéressent à l’inter-religieux et à la dimension internationale et sociale qu’on lui donne. Beaucoup de personnes viennent nous voir à la fin de nos interventions ou conférences et nous remercient, émus, du travail effectué pendant ce tour du monde et de l’espoir que ça leur donne. L’impact journalistique est également impressionnant. La rédaction d’un grand quotidien français nous a appelé pour nous expliquer que l’article relatant notre voyage sur leur page Facebook avait été le plus partagé et commenté depuis 2 ans, devant ceux sur Barack Obama ou François Hollande.

Victor (ateo): Il tour è stato accolto in maniera positiva, meglio di quanto immaginassimo. Le persone in Francia sono interessate agli argomenti inter-religiosi e alla componente internazionale che rappresentiamo. Molti vengono a incontrarci alla fine dei nostri discorsi per ringraziarci, mossi dal lavoro che abbiamo fatto durante il tour e dalla speranza che viene loro data. L'impatto sui media è stato altrettanto impressionante. Un quotidiano francese ci ha chiamati per dirci che l'articolo a proposito del nostro tour sulla loro pagina Facebook è stato il più condiviso e commentato negli ultimi due anni, davanti ad articoli su Barack Obama e François Hollande.

Les 5 membres de l'InterFaith Tour avec leur permission

I cinque componenti del gruppo di InterFaith Tour. Utilizzo autorizzato

GV: Viaggi lunghi e vicinanze prolungate con altri spesso portano all'introspezione e a cambiamenti personali. La tua visione della tua fede si è evoluta durante il viaggio? Se sì, come?

Josselin (agnostique): Ma foi n’a pas évolué, même si elle a été remise en question, parfois. Ma situation particulière d’agnostique dans le projet a fait souvent croire aux gens que j’étais en recherche d’une religion mais ce n’était pas du tout cela. J’ai été renforcé dans mon agnosticisme, puisque je crois en Dieu, où en tout cas à ce que j’appelle Dieu, sans me reconnaître dans aucune religion, ni pratiques confessionnelles particulières. Après ce voyage je suis d’autant plus convaincu que nous avons tous le même Dieu et que Chrétiens et Musulmans, par exemple, empruntent simplement un chemin différent pour atteindre Dieu.

Josselin (agnostico): La mia fede non è cambiata, sebbene l'abbia riesaminata alcune volte. A causa del mio credo particolare, agnostico, all'interno del proposito del tour, le persone hanno spesso creduto che cercassi una religione da adottare, ma non è affatto così. Il tour in realtà ha rinforzato il mio agnosticismo perché credo in Dio, o in questo caso l'essere che chiamo Dio, senza riconoscermi appartenente ad alcuna religione o pratiche religiose correnti. Dopo questo viaggio, sono ancora più convinto che tutti abbiamo lo stesso Dio e che per esempio, i cristiani e i musulmani seguono semplicemente percorsi diversi per raggiungerlo.

Samuel (chrétien): Ma foi chrétienne est intrinsèquement en mouvement puisque elle est une relation. Elle bouge, se meut, évolue. Un déplacement autour du monde est forcément l’occasion d’un déplacement intérieur. Je n’ai pas trop souffert de remises en questions radicales à l’exception des trois mois en Asie de décembre à février, de Bombay à Jakarta en passant par Tokyo, Pékin et Kuala Lumpur. Cette région du monde est un désert des communautés chrétiennes et il peut s’avérer difficile de ne pas se sentir seul. Ce sont des grands moments de pauvreté qui m’ont permis d’enraciner ma foi dans la bonne terre, celle qui n’a pas besoin d’un contexte favorable pour porter du fruit.

Samuel (cristiano): La mia fede cristiana evolve sempre perché è una relazione. Cambia, muta, evolve. Viaggiare per il mondo è sempre un'opportunità per un cambiamento interiore. Non sono stato soggetto a dubbi troppo radicali ad eccezione dei tre mesi in Asia da Dicembre a Febbraio, da Mumbai a Giacarta a Tokyo, Pechino e Kuala Lumpur. Questa regione è un deserto di comunità cristiane ed è facile sentirsi soli. Sono stati momenti di grande povertà che mi hanno permesso di impiantare la mia fede in un buon terreno, che non richiede necessariamente un contesto favorevole per portare i suoi frutti.

Ilan (juif): Dans la Torah, il est dit VéAhavta IreHa KamoHa (Tu aimeras ton prochain comme toi-même). Ce commandement, base de la vie en société, a guidé mon tour du monde. Constant aller-retour entre l’Entre-soi et l’Autre, qui s’alimente au gré des expériences de vie. A travers la rencontre avec l’Autre, j’ai renforcé mon appartenance au peuple juif, à son histoire singulière et à ses valeurs universelles. Le voyage a fini de me « convertir » à la fraternité sans pour autant oublier, à aucun moment, qui je suis et d’où je viens. Ce postulat – questionnement de soi et approfondissement de son identité – me semble être fondamental quand on se projette dans des rencontres, aussi belles et enrichissantes soient-elles.

Ilan (ebreo): La Torah dice “VéAhavta IreHa KamoHa” (Ama il prossimo tuo come te stesso). Questo comandamento è il fondamento del vivere in società e mi ha fatto da guida durante il viaggio. Il continuo andirivieni tra noi stessi e gli altri ha nutrito le mie esperienze di vita. Attraverso incontri con l'Altro, ho rinforzato il mio senso di appartenenza alla comunità ebraica, la sua storia unica e i suoi valori universali. Il viaggio mi ha sicuramente “convertito” a questa fratellanza ma non ho mai dimenticato chi sono e da dove vengo. Questa azione doppia – dubbio su se stessi e rafforzamento di identità – sembra essere fondamentale per me quando ci proiettiamo e quando incontriamo altre persone. E’ un'azione che prescinde da quanto bello ed edificante l'incontro con gli altri sia.

Ismael (musulman): Je ne sais pas si on peut parler d’évolution dans ma foi mais une chose est sûre c’est que ce voyage m’a ouvert au monde, bien plus que je le pensais. On a souvent parlé d’inter-religieux pendant ce tour et durant les deux ans de mon adhésion à Coexister et en tant que musulman j’étais toujours ravi de travailler avec des personnes de confessions différentes mais pour ce qui est des personnes de ma communauté, j’entends par là les musulmans d’autres obédiences que les sunnites, je n’étais pas fermé mais très méfiant. Et pendant ce tour j’ai eu l’occasion de voir à quel point la communauté musulmane mondiale était divisée et à quel point il était urgent pour moi de m’impliquer autant dans l’intra-religieux que dans l’inter-religieux mais je garde espoir car je me souviendrais toute ma vie ou après la prière du vendredi dans la grande mosquées de Mascate en Oman j’ai pu sans le savoir au début de la prière, prier avec un ibadite et un chi’ite à mes côtés et donc me conforter dans l’idée que lorsqu’ on veut créer du vivre ensemble on peut toujours trouver des personnes prêtes à nous aider.

Ismael (musulmano): Non direi che la mia fede sia evoluta, ma una cosa è sicura: questo viaggio ha aperto il mio mondo più di quanto pensassi. Durante il viaggio e nei due anni come membro della Coexist Foundation [en] abbiamo spesso parlato di temi inter-religiosi. Come musulmano, sono sempre stato felice di lavorare con persone di fedi diverse. Tuttavia, con le persone della mia comunità, e con ciò intendo musulmani di denominazioni diverse dalla sunnita, non ero così aperto e rimanevo sospettoso. Durante questo viaggio, ho avuto l'opportunità di vedere quanto la comunità islamica globale sia divisa e quanto urgente fosse per me esser coinvolto negli aspetti sia intra-religiosi che inter-religiosi del nostro lavoro. Ma sono comunque fiducioso che possiamo fare meglio perché ricorderò sempre quel giorno dopo la preghiera del venerdì alla grande moschea di Muscat in Oman, quando inconsapevolmente pregai accanto ad un ibadita e un sciita. Quel giorno ha rinforzato il mio credo che quando vogliamo vivere assieme, possiamo sempre trovare persone disposte ad aiutarci in tale impresa.

Victor: J’ai été renforcé dans mon approche du monde, mais aussi dans la conviction qu’il est nécessaire de dialoguer non pas simplement entre croyants, mais aussi avec les non croyants, humanistes et finalement l’ensemble de la population. En France il y a un tiers de croyants, un tiers de non croyants et un tiers d’agnostiques, dès lors, puisque l’inter-religieux est pour nous un outil de cohésion sociale, il faut dialoguer avec tous. Je suis renforcé dans mon approche du monde au contact de celle des autres. C’est ce que nous appelons l’effet miroir. Par ailleurs nous avons réussi entre nous a trouver la frontière entre affirmation de son identité et réceptivité à l’altérité, ce que nous appelons la Coexistence Active et qui est au cœur du message de l’association COEXISTER. 

Victor: Ho rafforzato la mia visione del mondo ma anche la credenza che è necessario iniziare una conversazione non solo tra credenti, ma coinvolgendo anche i non credenti, gli umanisti e alla fine il mondo intero. In Francia, un terso della popolazione è credente, un terzo non credente e l'altro terzo è agnostica. Pertanto, la conversazione inter-religiosa è il nostro strumento di coesione sociale e dobbiamo discutere con tutti. Quando entro in contatto con gli altri, si rinsalda il mio approccio al mondo. Questo è ciò che chiamiamo l'effetto specchio. In più, siamo riusciti a identificare il confine tra l'affermare la propria identità ed essere aperti all'altruismo. Questo è ciò che chiamiamo Coesistenza Attiva ed è il cuore del messaggio della Coexist Foundation.

GV: Cinque denominazioni differenti ma nessuna donna nel gruppo. E’ stata un scelta precisa o è solo frutto del caso?

Victor: Il y avait une jeune juive dans l’équipe initiale, Raffaëla, qui a travaillé de longs mois avec nous sur le projet mais l’a malheureusement quitté un mois avant de partir par peur et il faut le dire, avec de la pression familiale. Ce n’est pas un choix délibéré, nous avons subi le fait de n’être simplement que des hommes dans l’équipe et nous avons essayé du mieux que nous avons pu de palier à cette situation en invitant à cinq reprises des jeunes femmes de notre association française Coexister de confessions différentes (une athée à Berlin, des chrétiennes en Turquie, une bouddhiste en Inde, une musulmane à Singapour et Jakarta).

Victor: Il team originario aveva una giovane donna ebrea Raffaëla. Ha lavorato con noi alla preparazione del progetto per alcuni mesi ma purtroppo ha lasciato il gruppo un mese prima che iniziassimo il tour per paura e, deve essere detto, per pressioni dalla famiglia. Non avere nessuna donna nel team non è una scelta, è un accadimento e abbiamo fatto del nostro meglio per rimediare a questa situazione invitando giovani donne di fede diversa dalla Coexist Foundation (un'atea a Berlino, una cristiana in Turchia, una buddista in India, una musulmana a Singapore e Giacarta).

InterFaith Tour au Burkina Faso - avec leur permission

InterFaith Tour in Burkina Faso. Uso autorizzato

GV: Durante il viaggio, avete avuto l'opportunità di incontrare Papa Francesco, il Grande Imam della moschea di Al-Azhar a Il Cairo e politici di spicco come Laurent Fabius, il Ministro francese per gli Affari Esteri. In totale, diverse centinaia di persone, leader religiosi e figure locali di dialogo inter-religioso. Chi ha avuto un impatto significativo su di voi?

Victor: La rencontre avec le Pape est évidemment l’un des moments marquants de ce tour, même pour des athées ou agnostiques. Rencontrer pendant une dizaine de minute l’homme le plus médiatisé du monde, l’autorité ultime d’une des plus grandes religions sur Terre, est forcément impressionnant et même émouvant. Rencontrer ces leaders religieux ou politiques est extrêmement important pour nous évidemment pour savoir notamment ce qu’ils pensent de l’inter-religieux et dans quelle mesure ils sont prêts à s’engager dans cette voie là, mais il faut bien comprendre également que la majorité des personnes ciblées et rencontrées pendant ce voyage étaient de parfaits inconnus qui malgré tout travaillent depuis des années dans la paix et la réconciliation entre les communautés. 

Victor: L'incontro con il Papa è stato ovviamente uno dei momenti più alti di questo viaggio, anche per gli atei e gli agnostici. Incontrare per 10 minuti l'uomo con la copertura mediatica più vasta nel mondo e l'autorità suprema di una delle maggiori religioni è per forza impressionante ed emozionante. Incontrare leader politici e religiosi è estremamente importante per noi per sapere quale sia la loro opinione su alcuni temi inter-religiosi e fino a che punto sono disposti ad impegnarsi in questo ambito. Tuttavia, vorremmo chiarire che le persone che abbiamo voluto veramente incontrare nel nostro viaggio è la gente comune che instancabilmente lavora da anni per la pace e la riconciliazione tra comunità. 

GV: Quale regione ha avuto l'impatto più importante nel progetto?

Victor: Des dizaines de régions du monde ont été marquantes pendant ce tour du monde, et ce n’est forcément pas aisé d’en choisir une en particulier mais le Burkina Faso reste l’un des pays les plus marquants selon moi. Alors que ses voisins comme le Nigéria, ou le Mali connaissent de vives tensions communautaires ou ethniques, le Burkina Faso fait exception dans cette zone d’Afrique de l’Ouest en ce qui concerne la cohésion sociale et le vivre ensemble. Chrétiens, musulmans et animistes vivent en parfaite harmonie notamment grâce à une tradition centenaire de « parenté à plaisanterie ». Cette tradition se résument à créer du lien social par le mariage inter-ethnique et donc souvent inter-religieux et en désamorçant les tensions sociales par le rire. Des ethnies qui plaisantent sont des ethnies liées par des mariages. Dans la même famille au Burkina Faso, vous pouvez trouver plusieurs religions qui coexistent et cohabitent sereinement. Plaisanter signifie également institutionnaliser les clichés sur l’autre à l’oral, pour se dire tout ce qu’on pense, et ne pas retrouver des tensions ou des frustrations dans des couches de populations.

Victor: Dozzine di regioni nel mondo sono state secondo noi straordinarie in questo tour mondiale e non è facile sceglierne una, ma il Burkina Faso rimane per me uno dei paesi più impressionanti. Mentre i suoi vicini come la Nigeria e il Mali stanno attraversando tensioni etniche e religiose, il Burkina Faso è un'eccezione nell'Africa occidentale in quanto a coesione sociale e senso di comunità. Cristiani, musulmani e animisti vivono in perfetta armonia grazie ad una tradizione secolare di “relazioni ironiche”. In breve, questa tradizione si propone di creare legami sociali attraverso matrimoni interetnici e interreligiosi e respingendo le tensioni sociali grazie alla risata. Le persone che raccontano scherzi etnici l'uno con l'altro vengono inoltre unite da matrimoni etnici. Nella stessa famiglia in Burkina Faso, si possono trovare diverse religioni che coesistono e vivono assieme in pace. Ironia vuole anche dire esprimere a parole stereotipi l'uno dell'altro, dire quello che si pensa e facendo ciò si allontanano tensioni e frustrazioni in tutti gli strati della popolazione.

GV: Papa Francesco porta una visione abbastanza moderna del Cattolicesimo. Secondo voi, chi sono i leader religiosi delle altre religioni monoteistiche che si affiancano a lui nell'offrire una visione moderna della loro fede?

Victor: Le grand imam d’Al-Azhar va également dans ce sens et appelle les musulmans à coexister activement avec les autres religions. Mais des leaders religieux moins connus comme le Grand Rabbin de Pologne ou le Patriarche Maronite du Liban sont acteurs du dialogue et de l’action inter-religieuse.

Victor: Anche il Grande Imam di Al-Azhar fornisce una visione simile dell'Islam e richiama i musulmani a coesistere attivamente con altre religioni. Ma anche leader religiosi meno conosciuti come il Rabbino Capo della Polonia o il Patriarca Maronita del Libano sono figure guida nel dialogo e nell'azione inter-religiosa.

InterFaith Tour en Asie - avec leur permission

InterFaith Tour in Asia. Uso autorizzato

GV: Cosa accadrà adesso? Avete pianificato un nuovo viaggio?

Victor: Oui, ce n’est qu’un projet pilote, nous espérons créer un mouvement InterFaith Tour avec une nouvelle équipe qui partirait chaque année pour découvrir de nouvelles zones du monde ou approfondir le travail dans certains pays où ne nous sommes pas restés assez longtemps.

Victor: Sì, questo era solo un progetto pilota. Speriamo di creare un movimento basato sull'Interfaith Tour. Un nuovo gruppo andrà in viaggio ogni anno a scoprire nuove aree del mondo o a continuare il lavoro che abbiamo iniziato noi in quei paesi dove non siamo stati abbastanza a lungo.

1 commento

unisciti alla conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.