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Obama Presidente: le prime reazioni della blogosfera

Barack Obama è il 44° Presidente degli Stati Uniti. Ecco alcune delle immediate reazioni della blogosfera.

Tanto per cominciare, Will di KABOBFest [in] confida all'America un piccolo segreto:

Barack HUSSEIN Obama è in realtà un arabo-musulmano socialista. Ha ha, viva la revolucion!

Dal Canada, Rebellious Arab Girl [in] appare molto speranzosa per i nuovi Stati Uniti d'America:

Finalmente possiamo immaginare un futuro migliore per questo mondo. Ringrazio tutti gli americani che quest'anno hanno scelto il cambiamento! I canadesi vi fanno i più sinceri auguri.

Dissecting Left [in], residente in Australia, non esulta affatto. In realtà, in un post scritto prima delle elezioni, il blogger spiegava che, chiunque avesse vinto, avrebbe suonato la campana a morte per gli Stati Uniti:

Non importa chi vincerà martedì, l'America sarà comunque un Paese diverso. All'alba del 5 novembre, a prescindere da chi sarà eletto presidente, ci troveremo di fronte agli Stati dis-Uniti poiché ci sarà una guerra civile per discutere i risultati della disgustosa campagna elettorale che, per fortuna, è giunta al termine.

Chiunque sarà lo sconfitto, crederà di essere stato ingannato, e punterà il dito contro i presunti responsabili. Circa la metà della nazione riterrà illegittimo il vincitore, e farà di tutto per delegittimarne l'autorità durante la permanenza alla Casa Bianca. Questo contrasto porterà l'odio tra i sostenitori di strategie politiche opposte a un livello mai visto nei nostri Paesi dell'era contemporanea. Per farla breve, e senza richiamarsi al reverendo Jeremiah “Dio maledica l'America” Wright, gli americani non esisteranno più.

Al loro posto ci saranno democratici e repubblicani, liberali e conservatori, e per anni – se non per decenni – gli incontri tra membri di questi gruppi saranno poco amichevoli nella migliore delle ipotesi, e decisamente ostili se non del tutto violenti, nel peggiore dei casi.

Per ovvie ragioni, i keniani hanno seguito queste elezioni con molta attenzione. The Kenyan Pundit [in] descrive quello che Obama rappresenta per il suo Paese.

Come quasi tutto il mondo, spero di vivere un momento storico. A parte la scontata esultanza per la vittoria di Obama, c'è solo la fantastica sensazione di aver vissuto durante quello che sarà un periodo ricordato nei libri di storia. Durante i miei anni da studente ricordo a volte di aver pensato malinconicamente a leader e periodi storici del passato, ora ho l'opportunità di viverne uno in prima persona. Sono stati versati fiumi d'inchiostro per descrivere la popolarità di Obama a livello globale e le possibili disillusioni nelle grandi aspettative della gente – ma penso che così facendo non capiamo il punto della questione. Obama deluderà le promesse fatte, probabilmente si. Ma quando è stata l'ultima volta che qualcuno (specialmente qualcuno che ha la fiducia dei giovani) ha portato IL MONDO a pensare che sia possibile cambiare e migliorare le cose, che un politico non-mediocre è qualcosa di concreto?

Per quanto riguarda coloro (keniani) che hanno deriso i propri connazionali cercando di “fregare” Obama. Bah! Si, è improbabile che queste elezioni cambieranno la politica americana in Kenya, ma penso che non ci sia nulla di male per i keniani dall'abbracciare la Obama-mania e quel che rappresenta per noi.

Se solo potessimo trasferire le nostre aspirazioni per lui sui nostri leader nazionali! Avrebbe avuto successo Obama come politico in Kenya (o persino in Africa) – quasi sicuramente no…siamo maestri nell'escludere persone intelligenti, dotate di senso etico e caratteristiche differenti che vogliono partecipare attivamente alla cosa pubblica. Queste sono le parole di Obama, “…Fino a che vivrò, non dimenticherò mai che la mia storia non avrebbe potuto realizzarsi in nessun altro Paese al mondo.” Mettiamoci al lavoro per trasformare questa gente.

Tanto per rimanere in Africa e parlare dei suoi residenti all'estero, diamo uno sguardo a OmoTaylor sul blog African Loft [in]:

OBAMA PRESIDENTE. I DEMOCRATICI HANNO VINTO. FORZA AFRO-AMERICANI. VIVA LA MIA RAZZA NERA. QUI SI FA LA STORIA.

DIO AIUTI BARACK NEL PRENDERE LE GIUSTE DECISIONI PER L'AMERICA. IL PRIMO PRESIDENTE NERO D'AMERICA.

MI FERMO QUI, È TEMPO DI FESTEGGIARE.

JEHOVAH, SIGNORE E PADRE, IO TI RINGRAZIO
NOI TI RINGRAZIAMO.

In un dibattito aperto sul sito PoliGazette, in Olanda si è discussa l'importanza dell'elemento razziale nell'elezione di Obama. Iniziamo con Marc [in]:

Beh, è davvero un evento storico e un grande momento quando un afro-americano viene eletto presidente degli Stati Uniti. Non voglio negarlo, e anche se questa campagna elettorale è stata più fumo che arrosto, Barack Obama offre agli americani l'opportunità di buttarsi alle spalle la questione razziale. Spero vivamente che sia così; io avrei preferito che tutto ciò fosse stato fatto da un individuo più responsabile fiscalmente.

Interested [in] ribatte:

io mi preoccuperei meno della razza delle persone, nonostante ne riconosca l'importanza. Quello che mi è piaciuto in generale di Obama è che sembra motivato e desideroso di far bene il proprio lavoro.

Staremo a vedere.

Orson Buggeigh [in] scrive:

Buona fortuna, Presidente. Spero sinceramente che Obama riuscirà a resistere alle pressioni per far svoltare a sinistra il suo partito e che manterrà la promessa di essere “il presidente di tutta l'America”. Non sarà per niente facile e i problemi economici che lo attendono sono gravissimi. Ad ogni modo, mentre è facile unirsi ai cori festanti per la sua vittoria, la prova reale delle sue capacità non era stasera, ma si vedrà tra un paio di anni.

Swedish Fisherman [in] illustra come l'élite politica e culturale del suo Paese —, e l'insieme della società, — si sia fatta travolgere dall'interesse per le presidenziali americane.

Gli svedesi sono soliti seguire da vicino la politica americana, ma Ljunggren sostiene che questa volta il paese ha prestato particolarmente attenzione alla campagna del 2008 per diversi motivi.

“Gli svedesi sono rimasti molto sorpresi quando [John] Kerry venne sconfitto nel 2004, ma hanno imparato la lezione,” dice il blogger, spiegando che quella esperienza ha insegnato a non confondere le aspettative con la realtà quando di parla di politica americana.

Nel corso degli anni successivi la stampa svedese e gli svedesi in generale si sono impegnati a comprendere meglio i fattori che influenzano la politica americana, sostiene [l'esperto di politica Stig-Björn] Ljunggren, e le presidenziali del 2008 hanno rappresentato una sorta di banco di prova per testare le conoscenze acquisite.

“Questa volta non saranno solo gli svedesi ad essere sorpresi da una sconfitta di Obama, poiché tutti quelli con cui parlo si aspettano una sua vittoria,” dice Ljunggren.

“La mente torna all'epoca di Kennedy…la gente vede l'alba di una nuova era,” aggiunge il blogger.

Zack, originario del Pakistan, scrive per il blog Procrastination [in] e ha partecipato come volontario alla campagna di Obama in Georgia. Ecco alcuni suoi rilanci nella notte elettorale:

8:35am: Mi trovo in South Atlanta. I seggi elettorali sono già aperti e ci sono quasi due ore di fila da fare.

10:39am: La fretta per le votazioni è diminuita adesso.

11:51am: Ho inviato alcuni volontari a fare il giro delle case per mandare la gente a votare. Ho anche organizzato liste di numeri telefonici per chiamare gli elettori.

12:55pm: Ci sono moltissimi volontari qui, è addirittura difficile trovar loro qualcosa da fare.

9:25pm: Sia NBC che Fox News danno assegnano l'Ohio a Obama, prevedo che il prossimo presidente americano sarà Barack Obama. ForzaObama!

9:47pm: Non l'ho scritto ma ho detto a un mio collega volontario che Obama incasserà 350 voti e che queste previsioni sembrano esatte.

9:59pm: Sto guardando la CNN da quando sono tornato a casa. Adesso cambio canale per seguire Comedy Central di Jon Stewart e l'approfondimento di Stephen Colbert.

11:00pm: Seggi chiusi sulla West Coast, è ufficiale. Barack Obama eletto Presidente!

11:32pm: McCain ammette pubblicamente la sconfitta, malgrado qualche fischio dalla folla.

Ecco un post interessante dal nostro Kevin Rennie, che cura il blog Labor View from Bayside [in], basato fuori dall'Australia.

Uno dei nostri presentatori TV ha appena fatto notare un certo fervore evangelico intorno al discorso presidenziale di Obama. Quello che mi ha impressionato è che non ha emozionato la folla. Ha deciso di non cedere ai tentativi di trasformare lo slogan “Yes We Can” in un inno senza senso. Ha affrontato la folla con le idee non in modo teatrale. La sua prestazione è stata misurata e razionale. È un insegnante non un predicatore.

Per concludere, England For Obama [in] offre un tributo a questo lungo e difficile percorso che lo ha portato alla Casa Bianca:

È stato uno spettacolo incredibile, non posso credere che sia finito.

Quando ho creato questo sito in febbraio non credevo assolutamente che Obama ce l'avrebbe fatta. Era svantaggiato e Clinton era a un passo dalla candidatura per i democratici.

Al massimo all'epoca pensavo alla sua nomina a vice-presidente. Tutt'al più volevo contribuire dando risalto a quella che considero una figura esemplare capace di restituire speranza al mondo.

Alcuni potrebbero dire che la campagna è durata troppo a lungo, ma io non credo.

Come direbbe John McCain, amici miei, la democrazia funziona.

5 commenti

  • laura donadoni

    Il cambiamento è arrivato e da un uomo di origini africane. Non servirebbe guardare la razza, ma ciò sia di riflessione, in Italia soprattutto,dove ancora venire da un paese piuttosto che da un altro …può essere reato.Il miracolo Obama sta nella possibilità dell’uomo in quanto tale di di essere padrone della sua vita e di proporsi per cambiarla. Milioni di americani hanno creduto in Barak e nel suo progetto e credo davvero che lui possa essere,nel mondo globalizzato e aperto di oggi,una risposta e uno stimolo a comprendere l’uguaglianza della famiglia umana che contraddistingue tutti noi.L’opportunità che gli americani hanno avuto di ” svoltare ” deve fare riflettere anche noi europei , sul valore e le possibilità che gli uomini insieme possono averedi cambiare.in Italia , dal mio punto di vista , ne avremmo proprio bisogno!! Obama docet

  • Laura condivido con te che Obama sia una persona di grande carisma.

    Non mi interessa che sia un uomo, dove siano nati i suoi genitori, ne’ di che colore sia la sua pelle… personalmente non conosco la cultura nordamericana, ma ho visto due volte vincere Bush con differenze di risibili”centinaia” di voti, nel disinteresse generale dei cittadini che non andavano a votare. Non credo che siamo in un mondo “aperto” (e te lo dimostrano gli articoli di gvo che parlano di censura ai blogger)… ieri in Iran Mosha Momeni giornalista di 28 anni e’ stata arrestata perché difendeva le donne. Credo che l’unica cosa che possa cambiare l’Italia e il mondo, è non fermarsi alle apparenze, alle facili spiegazioni ma a cercare di conoscere e capire, a non dire “non e’ un problema mio ma dello stato”, come ho sentito dire domenica in tv a report sulle scorie nucleari dai vercellesi, o come si dice quando si parla della spazzatura del sud; impariamo a chiederci cosa stiamo facendo noi per migliorare il mondo, ogni piccola prepotenza ne innesta potenzialmente un’altra. Solo un popolo responsabile e’ in grado di esprimere un buon leader, e questo lo capiremo solo nei prossimi giorni.

  • sicuramente non possiamo aspettarci alcun cambiamento, ne’ che emerga un “obama italiano”, senza coinvolgimento diretto in prima persona, online come offline – poco ma sicuro…e in tal senso abbiamo davvero parecchio da imparare da certe pratiche made in USA, al di la’ del percorso di obama in se’…

  • Davide Rigon

    Ragazzi? Ma state scherzando? Cosa volete che faccia Obama? da dove deriva questo entusiasmo? Ma perfino in spazi come questi il livello di coscienza storica é cosi’ basso? La civiltà umana si merita proprio questa situazione. Avete visto chi ha ingaggiato per “risolvere” la crisi? Gli stessi che l’hanno in qualche modo provocata. Inoltre ormai é chiaro come non siano più i singoli presidenti o Stati ad autogovernarsi, bensi’ un gruppo occulto di POtere (a cui probabilmente anche Obama fa parte).
    State facendo il gioco delle persone che combattete.
    Volevano tenervi buoni? Ci sono riusciti.
    Complimenti a tutti per queste illusioni immotivate (probabilmente pensare che un nero possa fare qualcosa in quanto nero é il vero razzismo° Condolizaa non era nera forse? Era una santa?
    Pensate quello che volete: vedremo. Ma non lamentatevi dopo.
    State proprio facendo il loro gioco. Dopo tutte le polemiche per Bush é ovvio che vinceva un democratico. Ma avete letto la Storia Americana? Volete dirmi che sulle grandi questioni sono diversi? E’ come la destra e sinistra italiana: non sono diversi, é solo la facciata che cambia.
    Mamma che nervoso…
    Ce la meritiamo proprio questa situazione globale….

  • MTN

    E’ comprensibile che il confronto con gli USA in noi Italiani susciti riflessioni come quella di Laura qui sopra, non foss’altro per la svolta generazionale (di cui anche qua da noi ci sarebbe un gran bisogno). Obama, sì, è figlio del suo tempo, il nostro tempo. Va da sé che non abbia super poteri per affrontare tutti i problemi sistemici di questo mondo complesso. Sostenere che non abbia volontà di cambiamento o che faccia parte di un potere occulto mi sembra però riduttivo così di buon ora. D’altra parte finita la prima sbornia cominceranno a fioccare le critiche, come si fa con gli allenatori di calcio quando perdono le prime partite al mondiale. Sarà però sui fatti che valuteremo, e il giudizio storico verrà ancora dopo. Premetto di non voler essere polemica, anzi, convengo sul fatto che sia saggio non farsi abbagliare dal carisma, di qualunque colore. Ma anche dare Obama per inutile prima ancora che si insedi mi sembra un po’ apocalittico, non trovi? Insomma mi sta pure bene che avere coscienza storica comporti consapevolezza e quindi resistenza alle illusioni, ma se l’unica via alternativa è la resa a una rabbia sorda e al ‘purgatorio’ che prospetti, allora ci resta solo la speranza che tutto ciò non si riveli sofferenza inutile, ma sfoci in un proficuo dolore… e speriamo non duri all’infinito… Poi però da qualche parte bisognerà ricominciare ad andare.
    Non penso che questo spazio faccia il gioco di chicchessia. E’ uno spazio di confronto e come tale ospita chi nella rete abbia voglia di dire qualcosa sui temi proposti, in piena libertà, senza la pretesa di stravolgere con poche battute i destini del mondo, né di catturarlo per sempre in una fissità improbabile.
    In rete, su siti come questi passano racconti, impressioni, emozioni ed è probabile che tutto abbia un sapore illusorio. Ma niente si muove senza emozioni e allora se quell’emozione serve a far sì che, ciascuno nel proprio contesto, assuma su di sé quella piccola quota di responsabilità per il tutto cui appartiene, o semplicemente si incuriosisca e sia stimolato a cercare oltre per capire ‘ciò che è’ e non ‘ciò che sembra’, allora anche questo spazio, nel suo piccolo, avrà fatto la sua parte.

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