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articoli da In breve

Twitter potrebbe essere completamente bloccato in Russia dal prossimo mese

Dopo il rallentamento, Twitter potrebbe presto venire bloccato. Immagine di Gerd Altmann di Pixabay.

Secondo i media statali russi e il Roskomnadzor, il supervisore di internet, entro il prossimo mese il servizio di microblogging Twitter potrebbe venire interamente bloccato in Russia.

Il 16 marzo, il controllore ha affermato [ru, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] che la piattaforma continua a ignorare le sue richieste di rimuovere contenuti potenzialmente illegali. Il Roskomnadzor ha dichiarato di essere pronto a bloccare completamente il servizio e a renderlo inaccessibile in Russia se i post offensivi continueranno ad essere online.

Il vicepresidente del Roskomnadzor Vadim Subbotin ha riferito alla TASS, l’agenzia di stampa statale, che si sarebbero presi un mese per “guardare alla reazione di Twitter in merito alla questione della rimozione di informazioni vietate” e che, in base al responso della società, avrebbero “preso decisioni di conseguenza”:

Если Twitter не исполнит требования Роскомнадзора, требования российского законодательства, соответственно, будем рассматривать вопрос о полной блокировке сервиса на территории России.

Se Twitter non soddisferà le richieste del Roskomnadzor e i requisiti della legislazione russa, considereremo conformemente la questione del blocco totale del servizio sull’intero territorio russo.

Come precedentemente riportato, il 10 marzo i censori hanno iniziato [en] a limitare la velocità di caricamento di Twitter nel Paese utilizzando la tecnologia DPI (deep-packet inspection) che i fornitori di servizi internet russi sono tenuti a installare come parte della sua nuova strategia di “internet sovrano”.

Al momento, Roskomnadzor ha giustificato la sua manovra come il primo avvertimento dopo le molteplici richieste di eliminare i contenuti offensivi che Twitter è accusato di ignorare. La piattaforma è stata recentemente sottoposta a una multa [en] per non aver rimosso “gli inviti a partecipare a raduni di massa non autorizzati rivolti ai minori”, sulla quale non si è ancora pronunciata.

Ironicamente, gli esperti dei diritti digitali sottolineano che un blocco totale di Twitter sarebbe probabilmente più facile da attuare in Russia rispetto a una limitazione sulla velocità di accesso. Vladislav Zdolnikov, gestore del canale Telegram “IT and SORM”, ritiene che Twitter sia per lo stato una piattaforma piuttosto sicura da bloccare, in quanto “ha relativamente pochi utenti in Russia” e potrebbe fungere da “spaventapasseri per Google” e altri senza causare troppo clamore pubblico:

Твиттер будет заблокирован в течение 15 минут с момента принятия решения об этом.
Телеграм не удалось заблокировать не потому, что РКН криворукие, а потому что он вложил в это огромное количество ресурсов — как финансовых, так и уникальных скиллов.
Заблокировать сайт не составляет никакой сложности. Если приложение не сопротивляется блокировкам, оно тоже будет заблокировано.

Twitter verrà bloccato entro 15 minuti da quando la decisione sarà presa. Non sono riusciti a bloccare Telegram non perché [Roskomndazor] sia impotente, ma perché [Telegram] ha impegnato molte risorse finanziarie e competenze uniche. Bloccare un sito web non è così complicato. Se un'app non sta contrastando i blocchi verrà anch’essa bloccata.

Tuttavia, altri commentatori rimangono scettici all’idea che colossi di internet come Google, vista la loro importanza per l'ecosistema RuNet, possano affrontare minacce simili. Marielle Wijermars, una ricercatrice olandese che studia la sicurezza e i diritti digitali in Russia, pensa che i molti servizi di Google, tra cui YouTube, siano “troppo radicati” nell’economia digitale del Paese [en]:

Google is an infrastructural actor (e.g. Android) while the scope of Twitter is confined. Blocking the latter may lead to some public annoyance, but meddling with Google is sure to result in gov & business interruptions, massive public resentment, undermining of state propaganda

Google è un attore infrastrutturale (come Android), mentre la portata di Twitter è confinata. Bloccare quest’ultimo potrebbe causare un discreto malcontento pubblico, ma immischiarsi con Google si tradurrebbe sicuramente in interruzioni di governo ed economiche, risentimento pubblico di massa, compromissione della propaganda di stato.

Biblioteche a Lima

Silvana Aquino su Infotecarios ci parla [es, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] del lancio della Mappa Letteraria del Centro di Lima e ci spiega così l'iniziativa:

Hace algunas semanas fue presentado el Mapa Literario del Centro de Lima, se trata de un proyecto desarrollado por los investigadores Kristel Best y Renzo Farje y auspiciado por la Casa de la Literatura Peruana, que rastrea las huellas literarias y culturales del centro de Lima, abarcando lugares emblemáticos (ausentes y vigentes) desde la década de 1930 hasta el presente.

Alcune settimane fa è stata presentata la Mappa Letteraria del Centro di Lima. Si tratta di un progetto sviluppato dai ricercatori Kristel Best e Renzo Farje e sponsorizzato dalla Casa peruviana della letteratura, che individua tracce letterarie e culturali nel centro di Lima comprendendo tutti i luoghi simbolici (assenti e attuali) che vanno dagli anni '30 ad oggi.

Silvana, da buona bibliotecaria qual è, ha mostrato interesse per la presenza di biblioteche nella mappa e ne ha individuate 11. Aggiunge:

Todas estas bibliotecas además de su ubicación estratégica, su arquitectura, sus valiosas colecciones, sus servicios y actividades culturales nos ofrecen la posibilidad de adentrarnos en el mundo literario y cultural -pasado y presente- de la ciudad. Así que la próxima vez que vayas al centro histórico no dejes pasar la oportunidad de hacer #biblioturismo.

Tutte queste biblioteche, prescindendo dalla loro posizione strategica, dalla loro architettura, dalle loro preziose raccolte, dai loro servizi e dalle attività culturali, ci offrono la possibilità di entrare nel mondo letterario e culturale – passato e presente – della città. Quindi la prossima volta che vai al centro storico, non perdere l'occasione di un po’ di #biblioturismo [turismo del libro].

Il post recensito faceva parte del primo #LunesDeBlogsGV [lunedì dei blog su GV] il 5 maggio 2014.

Cina: il passato perseguitato del Pinyin

Il Pinyin, la versione alfabetica del cinese semplificato che oggi rende molto più facile l'apprendimento della lingua , come notato dal blogger Mark Swofford di Pinyin.info, non è stato abbracciato durante la Rivoluzione Culturale come strumento di comunicazione, ma piuttosto è stato considerato ideologicamente errato tanto da dover essere eliminato [en].

Un racconto africano della prima storia d'amore mai raccontata

Il sito web Histoire Africaine/African History [fr/en] (Storia Africana) ci parla della più antica storia d'amore mai raccontata, la storia di Iside e Osiride [it], e ci spiega ciò che la contraddistingue [fr/en] da altre storie romantiche. Osiride era il dio re d'Egitto e Iside era la sua regina. Set uccise il fratello Osiride per prendere il suo regno. Iside trovò e restaurò il corpo del suo sposo, lo resuscitò e concepì suo figlio Horus. L'autore spiega come la storia sia ricca di lezioni per il continente africano [en]:

While Osiris is rightfully mentioned at every funeral because he was the One who first attained the eternal life, one must note the crucial role that Isis played in allowing Osiris to persevere. She embodies the concept of love, the one that never gives up, that rescues loved ones and frees them from darkness.

Mentre Osiride è giustamente menzionato ad ogni funerale perché è stato Colui che per primo ha raggiunto la vita eterna, si deve notare il ruolo cruciale che Iside ha svolto nel permettere a Osiride di perseverare. Lei, infatti, incarna il concetto di amore, quello che non si arrende mai, che salva i propri cari e li libera dall'oscurità.

From right to left: Isis, her husband Osiris, and their son Horus on wikimedia CC- Share Alike 1.0

Da destra a sinistra: Iside, suo marito Osiride e il loro figlio Horus su Wikimedia CC- Share Alike 1.0

10 blog sulla letteratura africana che dovresti conoscere

Il blogger keniano James Murua ha individuato 10 [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] interessanti blog sulla letteratura africana:

So you want to keep abreast of what’s happening in the African literature space. Want to get news and reviews from the books written by and about African experience? Try these ones listed in alphabetical order;

1. Authors in Africa
This blog focuses on bloggers in the African continent without a focus on mainly writers from all over Sub Saharan Africa. The site gives reviews of books as well as interviews with authors, a section dedicated to poets and essayists, as well as book synopsis and short stories. The site is regularly updated.

2. Bookshy: An Africa book lover
This blog is managed by a London based book lover. The book contains news from the African literature scene as well as reviewed by the blogger. With over seventy reviews of some of the best books from the continent this is an important space to keep up with our scene. I especially like the “meet” section where the blogger interviews some really cool writers. The blog is updated every week or so.

3. Books Live
This is probably the most well managed blog out there for Afro lit. With reviews coming regularly as well as the keeping track of what your favourite authors are up to or what is being written about them this might be THE site to keep visiting. Based in South Africa, the blog is rich in content from the writers from Africa’s most southern most country but it also keeps you abreast of many from other parts. There is new content on this site daily. #Win

Vuoi rimanere al passo con le novità della letteratura africana? Vuoi ricevere notizie e recensioni su libri di autori africani che parlano di esperienze nel continente? Allora, dai un’occhiata a questi blog elencati in ordine alfabetico:

1. Authors in Africa
Questo blog prende in considerazione tutti i blogger del continente africano, senza dare particolare priorità agli scrittori dell'Africa sub-sahariana. Il sito offre recensioni di libri e interviste ad autori, una sezione dedicata a poeti e saggisti, nonché sinossi e racconti di libri. Il sito viene regolarmente aggiornato.

2. Bookshy: An Africa book lover
Gestito da un bibliofilo londinese, questo blog riporta notizie sulle ultime pubblicazioni della letteratura africana corredandole di recensione. Con oltre settanta recensioni di alcuni dei migliori libri del continente, questo è uno spazio importante per tenersi al passo con i tempi. Mi piace soprattutto la sezione “Meet (incontro)” in cui il blogger intervista alcuni scrittori davvero formidabili. Il blog viene aggiornato più o meno ogni settimana.

3. Books Live
Tra tutti, questo è probabilmente il blog sulla letteratura africana gestito meglio. Qui le recensioni e le notizie sono regolarmente pubblicate e ti informano su ciò che i tuoi autori preferiti stanno facendo o su ciò che è stato scritto su di loro: questo è IL sito da visitare. Il blog, con sede in Sudafrica, è ricco di contenuti sugli scrittori del paese più meridionale dell'Africa, ma ti tiene aggiornato anche sugli autori di altre zone. Il sito aggiunge nuovi contenuti ogni giorno. #Win (Vincere)

In Amazzonia il popolo matsé ha scritto un'enciclopedia di medicina tradizionale di 500 pagine

I popoli matsé del Brasile e del Perù—hanno creato un'enciclopedia di 500 pagine sulla loro medicina tradizionale!

In Amazzonia, la foresta pluviale ospita milioni di piante che potrebbero essere ingredienti fondamentali in medicinali ancora sconosciuti. Per questo motivo, molte aziende farmaceutiche e persino il governo USA finanziano attualmente progetti per studiare la conoscenza delle piante indigene, che hanno gli sciamani e i guaritori nativi della zona, e per sviluppare nuovi farmaci.

Il popolo matsé, che vive in Perù e in Brasile, ha creato un'enciclopedia medica di oltre 500 pagine, che cataloga le sue pratiche di medicina tradizionale e conserva le conoscenze ancestrali per le generazioni più giovani. La maggioranza degli sciamani sono anziani e non hanno apprendisti. E quando moriranno, si perderanno anche le loro immense conoscenze.

Senza dubbio, per evitare la bio-pirateria, questa informazione sarà custodita dal popolo matsé; sarà disponibile solo nella lingua nativa e sarà distribuita soltanto fra i villaggi della tribù. Le misure protettive [en, come i link seguenti] includono anche la raccomandazione: “Non si usano nomi scientifici per identificare le specie di piante locali e, inoltre, nessuna pianta sarà illustrata nei dettagli, affinché non sia identificabile dai forestieri”.

“[L'enciclopedia di medicina tradizionale matsé] costituisce la prima volta che gli sciamani della tribù amazzonica hanno creato una trascrizione integrale e completa delle loro conoscenze sui medicinali, scritta nella loro lingua e con le loro parole”, come Christopher Herndon, presidente e co-fondatore di Acaté, ha detto a Mongabay in un'intervista.

Pachamama Alliance, una comunità globale il cui obiettivo è quello di creare un futuro sostenibile, ritiene che la salute e il benessere del mondo occidentale comporti spesso un prezzo alto per i popoli indigeni. Da quando le aziende farmaceutiche hanno compreso che la loro ricerca genera risultati migliori se c'è collaborazione con i popoli indigeni e sfruttano la loro sapienza, le tribù delle foreste pluviali rischiano di perdere il controllo sulle loro risorse.

Once the pharmaceutical companies have developed the drug, they file patents claiming exclusive rights to the medical use of the plant – hence limiting or even denying access to the plants that indigenous peoples have relied upon for centuries.

Le aziende farmaceutiche, dopo aver sviluppato un farmaco, presentano brevetti che reclamano diritti esclusivi sull'uso medico della pianta – limitando conseguentemente, o persino impedendo l'accesso alle piante su cui i popoli indigeni hanno fatto affidamento per secoli.

Ecco perché, nel 2010, la decima Conferenza delle Parti (COP) del Convegno sulla Diversità Biologica ha adottato il Protocollo Nagoya sull'Accesso e la Partecipazione nei Benefici. Riguarda specificatamente la questione della bio-prospezione e dei diritti dei popoli indigeni ad accedere alle risorse forestali, alla proprietà intellettuale e a una remunerazione adeguata.

Acaté, un'organizzazione senza fine di lucro di San Francisco, ha assistito i cinque sciamani che hanno compilato l'enciclopedia. Nell'enciclopedia, ogni lemma è classificato con il nome di una malattia e include le spiegazioni su come riconoscere la malattia in base ai sintomi, comprendere le cause all'origine della malattia e sapere come preparare medicinali da specifiche piante per usarle come trattamento. I lemmi informano i lettori anche su opzioni terapeutiche alternative.

L'idea alla base del progetto è quella di rendere le tribù meno dipendenti dai medici convenzionali e dai farmaci occidentali, mantenendo anche la loro autosufficienza.

Utenti di Twitter fotografano i tanti prodotti fatti in Ucraina nei supermercati mondiali

Condensed milk "Made in Ukraine" sold at a grocery store in California. Photo by @a_demchenko on Twitter. Mixed by Anna Poludenko-Young.

Latte condensato “Prodotto in Ucraina” venduto in un supermercato in California. Foto di @a_demchenko su Twitter. Modificata da Anna Poludenko-Young.

L'Ucraina è molto più di uno stato attualmente in guerra contro la Russia o di una ex repubblica sovietica, è anche una promettente esportatrice di prodotti agricoli. Per promuovere questa sua immagine Oleksiy Pavlenko [ru, come i link seguenti tranne dove diversamente indicato], il Ministro dell'Agricoltura, ha deciso di dare inizio a un flashmob su Twitter. Ha chiesto ai suoi follower di cercare nei supermercati di tutto il mondo prodotti fatti in Ucraina, di fotografarli e di pubblicare le foto con l'hashtag #FoodUA.

Noi esportiamo prodotti agricoli verso quasi 190 paesi! Se all'estero vedete prodotti fatti in Ucraina, fatecelo sapere, pubblicate le loro foto! Dobbiamo esserne orgogliosi insieme.

Il flashmob è stato organizzato quasi due settimane fa, verso il 5 settembre. Da allora gli utenti di Twitter hanno postato più di quattromila foto di cibo ucraino presente nei negozi di tutto il mondo. La maggioranza dei post viene da Stati Uniti, Germania, Lettonia, Cina e dagli Emirati Arabi Uniti.

Nell’intervista a Radio Liberty, Pavlenko ha affermato che lo scopo principale dell'iniziativa online #FoodUA era dimostrare come il settore agricolo ucraino abbia un enorme potenziale d'esportazione. Il ministro ha detto anche che voleva sfatare alcuni miti. Questi hanno principalmente a che fare con la credenza diffusa tra gli ucraini che le esportazioni agricole del paese avvengano solo verso stati dell'ex URSS e che si tratti soprattutto di materie prime e non di prodotti finiti.

“Questo flashmob ha dimostrato che forniamo molti dei prodotti finiti che potete comprare anche nelle più grandi catene di supermercati all'estero. Sono buoni, conosciuti e hanno un valore alto,” ha detto Pavlenko [en].

Il valore aggiunto della merce costituisce una parte significativa delle esportazioni dell'Ucraina.

In base all'analisi dei post su Twitter raggruppati sotto l'hashtag #FoodUA, tra i cinque cibi ucraini più conosciuti e diffusi rientrano cioccolato e biscotti (in prevalenza della marca Roshen, di proprietà del presidente Petro Poroshenko), ogni genere di sott'aceti, olio di semi di girasole, salsa di pomodoro e grano saraceno.

Olio di semi di girasole ucraino da Walmart USA, la catena (di supermercati) più grande al mondo, a sostegno di @Pavlenko_OM e #FoodUA

Grano saraceno ucraino in Svizzera #FoodUA

#FoodUA Roshen nei supermercati americani. New York.

Altre scoperte meno diffuse includono prodotti come alcolici e cocomeri.

Vino frizzante ucraino nei negozi svizzeri.

“La Perla di Inkerman” vendemmia 2013 sugli scaffali dei supermercati a Berlino prova l'appartenenza della Crimea all'Ucraina.

E questo è un cocomero ucraino in un mercato di Helsinki.

A giudicare dal numero dei commenti e delle condivisioni, la sorpresa maggiore per gli ucraini è stata una foto di sale da cucina “prodotto in Ucraina” in vendita a 2,26 euro (2.56 $) scattata a Cipro. Sembra che gli ucraini, abituati a spendere non più di 0.16 $ per un chilo (2.2 lb), non siano disposti a pagare il prezzo in euro per degli autentici condimenti ucraini.

Il nostro sale viene valutato molto nei supermercati di Cipro #FoodUA.

I giornalisti dell'ucraina Radio Liberty hanno creato una mappa interattiva con le coordinate geografiche dei luoghi dai quali provengono le foto del flashmob. La mappa evidenzia ciò che era già stato accennato nelle foto: sembra che il cibo ucraino sia disponibile (e conosciuto) ovunque nel mondo. Cliccando su ciascun punto della mappa si può vedere la foto scattata in quel luogo.

Un documentario che esplora la vita quotidiana dei neri in Giappone

The documentary features interviews with several individuals who identify as black living in Japan. Screenshot from YouTube.

Nel documentario vengono intervistate diverse persone di colore che vivono in Giappone. Screenshot tratto da YouTube.

Rachel & Jun è un simpatico canale di YouTube molto popolare che, con un approccio bilingue, spiega molte questioni relative al Giappone.

Con decine di migliaia di follower su Twitter e Facebook, e con un vlog su YouTube che regolarmente supera il milione di visualizzazioni, Rachel & Jun rispondono a tutte le possibili domande sul Giappone.

I temi dei video più popolari sono molto vari: da la percezione dei giapponesi verso chi è obeso o no, a come uscire con un giapponese, fino ad arrivare a come comprare casa in Giappone.

Nonostante l'approccio divertente e leggero dei loro racconti sul Giappone e la cultura giapponese, Rachel & Jun forniscono una visione unica sulla vita nel paese.

Uno dei loro video più famosi è un documentario: Essere neri in Giappone.

Nel documentario di due ore vengono esplorate le esperienze di sette persone di colore, non giapponesi, residenti in Giappone.

Le interviste trattano il tema dell'essere neri in Giappone rispetto all'esperienza di altri stranieri residenti nello stesso paese. I sette soggetti del documentario, inoltre, affermano che la vita in Giappone è diversa rispetto a quella dei loro luoghi di origine, di solito gli Stati Uniti, qualche volta anche in maniera positiva.

Dopo aver visto il documentario, Baye McNeil [en], giornalista del Japan Times e blogger a Yokohana ha commentato [en]:

About this video, I will say this though: the black male experience in Japan is vastly different from the black female experience (as is the case in the US and other places as well…notice the vast majority of cop shootings are of black males…we are truly the endangered species there and the walking threat here–in the eyes of some).

[…] The VAST majority of black people in Japan ARE males! I would have liked to hear from more men. The two […] gave a bit of how intense it gets here in Japan with the fear / ignorance-induced behaviour of J-folk. And that gave the video an applaud-worthy balanced perspective.

Overall, this is by far the BEST video representation of the black experience in Japan I’ve seen to date […]

Posso dire questo riguardo al video: l'esperienza degli uomini di colore in Giappone è diversa da quella delle donne (come lo è anche negli Stati Uniti e in altri posti… bisogna notare che la strangrande maggioranza delle sparatorie della polizia avviene contro uomini neri… siamo davvero la specie più pericolosa e anche una minaccia secondo qualcuno)

[…] La MAGGIOR parte dei neri in Giappone SONO uomini! Mi sarebbe piaciuto sentire il parere di più uomini. I due […] danno un po’ l'idea di quanto possa essere difficile vivere in Giappone a causa degli atteggiamenti di paura indotti dall'ignoranza della popolazione locale. Questo ha dato al video una prospettiva bilanciata degna di plauso.

In generale, questo è sicuramente il MIGLIOR video riguardo l'esperienza dei neri in Giappone che io abbia visto fino ad oggi […]

McNeil cura la rubrica Black Eye (Occhio nero) per il Japan Times, e ha scritto, di recente, su una serie di profili di donne di colore sposate con dei giapponesi in Giappone.

Messico: incontriamo ‘Droncita,’ il primo drone artista di graffiti provocatori

Il progetto collettivo Rexiste, famoso per la scritta “È stato lo stato”, in Piazza Zocalo a Città del Messico nell'ottobre 2014, ha dato il benvenuto a un nuovo membro anonimo della sua famiglia: il drone Droncita.

Per il primo anniversario del rapimento di massa di Iguala, Droncita inaugura la sua partecipazione al movimento realizzando un graffito del presidente messicano Enrique Peña Nieto che chiede le dimissioni: “È tempo di cambiare tutto” afferma il ritratto.

I 43 studenti di Ayotzinapa, rapiti il 26 settembre del 2014 dopo essere stati attaccati dalla polizia locale, restano ancora scomparsi [it]. Secondo le autorità, sarebbe stato il cartello della droga ad uccidere i giovani e ad incenerirne i corpi, ma i genitori delle vittime non credono alla versione ufficiale.

Il caso Ayotzinapa ha messo in evidenza la violenza e la corruzione del Messico e il fallimento di Peña Nieto nel risolvere il problema.

Guarda il video in alto con i sottotitoli in inglese.

Peggiorano le condizioni già sconvolgenti dei dormitori universitari in Macedonia

Student Plenum, un movimento sociale che lotta per i diritti degli studenti universitari in Macedonia, ha pubblicato [mk] recenti foto delle condizioni invivibili in cui abitano gli studenti nella capitale macedone, Skopje. Il movimento segue costantemente la situazione nei dormitori statali per studenti ed ha lanciato ripetuti appelli allo stato per apportare migliorie igieniche e di sicurezza nei quartieri studenteschi. Student Plenum ha informato l'opinione pubblica che le condizioni di vita e la sicurezza delle strutture di uno dei più grandi dormitori di Skopje sono peggiorate da un anno a questa parte, quando, ha ricordato, il governo aveva promesso che avrebbe completamente ricostruito [en, come i link successivi] i dormitori, dopo essere stato vergognosamente accusato sui media internazionali.

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Nella didascalia che accompagna l'immagine, Student Plenum fa riferimento indirettamente alla nuova istituzione di un procuratore pubblico speciale, che dovrebbe gestire quei casi di corruzione che il normale pubblico ministero in Macedonia ignora attivamente.

Домовите се распаѓаат исто како и системот во државата, но ние сè уште немаме добиено нов специјален студентски дом за да се спасат студентите живи од бедата во која живеат и која се руши околу нив.

Ова е блокот В во студентскиот дом “Гоце Делчев”, во кој пред некој ден како што може да се види на сликите се срушил дел од кровот во еден од ходниците.

Овојпат немало повредени. Дали и наредниот пат нашите колеги ќе бидат еднакво среќни или пак до тогаш ќе добијат нов (специјален) студентски дом?

I dormitori per studenti stanno crollando proprio come il sistema statale, non abbiamo ancora ricevuto un nuovo dormitorio speciale per salvare le vite degli studenti dalla miseria in cui si trovano e che sta cadendo loro addosso.

Questo è il Blocco V del dormitorio per studenti “Goce Delchev”. Il soffitto è crollato in uno dei corridoi proprio qualche giorno fa.

Questa volta non si è fatto male nessuno. I nostri colleghi saranno così fortunati anche la prossima volta, o per allora avranno già ricevuto un nuovo (speciale) dormitorio?

Hong Kong: crowdfunding da record per ‘Factwire’ nuova start-up di giornalismo investigativo

Screenshot da Fringebacker.

Screenshot da Fringebacker.

Questo articolo è stato scritto da Karen Cheung, originariamente pubblicato su Hong Kong Free Press il 18 agosto. Viene ripubblicato su Global Voices grazie a un accordo per la condivisione dei contenuti.

Una nuova agenzia di giornalismo investigativo ha raccolto più di 3 milioni di dollari di Hong Kong (circa 386.917 di dollari USA) sulla piattaforma di crowdfunding Fringebacker.

“2040 hongkonghesi hanno creato questo miracolo insieme. Grazie, Hong Kong!”, ha dichiarato Factwire sulla sua pagina di Facebook [zh] martedì 18 agosto nel pomeriggio.

Sulla piattaforma di crowdfunding Fringebacker, Factwire si descrive come la prima e principale agenzia divulgatrice di notizie specializzata in giornalismo investigativo. La sua ambizione è quella “di essere la più fidata organizzazione di notiziari del mondo”.

“Hong Kong è uno dei pochi posti al mondo dove l'informazione circola in modo quasi completamente libero. Se Parigi ha l'Agence France-Presse, New York ha l'Associated Press e Londra ha Reuter, perché Hong Kong non potrebbe avere FactWire?” si domandano gli ideatori.

Il progetto è stato creato da un veterano del giornalismo locale, Ng Hiu-tung, che ha lavorato in passato per diversi organi di informazione, tra cui Cable News e TVB. La campagna è stata lanciata ufficialmente il 30 giugno 2015, è ancora possibilefare donazioni per 10 giorni oltre il raggiungimento dell'obiettivo dei 3 milioni di HK dollari avvenuto martedì.

Lo scorso mese, i portavoce di Factwire hanno annunciato di aver superato i record di tutte le raccolte fondi online di Hong Kong, quando 800 persone hanno donato più di 1 milione di dollari hongkonghesi in soli 24 giorni, “quasi raddoppiando il precedente record ottenuto da Hong Kong Free Press [en], che aveva raccolto 600.000HK$ su FringeBacker sei settimane fa”.

La comunità di Sarayaku in Ecuador tramanda la propria identità culturale in video

Sarayaku. Foto:  gracias a El Churo

Immagine di uno dei workshop cineatografici tenutisi nella comunità di Sarayaku. Foto per gentile concessione del canale YouTube El Churo

La comunità di Sarayaku, presso la  provincia di Pastaza, regione amazzonica dell'Ecuador orientale, è una zona ricca di biodiversità dove i Kichwa, il popolo indigeno, lotta costantemente contro le compagnie transnazionali che tentano di sfruttare il petrolio presente sul territorio.

Nel 2003, l'Associazione del popolo Kichwa di Sarayaku, con il supporto di molte organizzazioni nazionali e internazionali, ha presentato una denuncia presso la Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH è la sigla in spagnolo), sulla base delle violazioni commesse dal governo ecuadoriano contro i diritti del popolo, quali la proprietà, la libertà di movimento, la religione, la salute e la cultura.

La commissione ha ordinato al governo di indagare gli atti di violenza e di prendere misure cautelari temporanee necessarie. Ha inoltre stabilito che il governo debba consultare il popolo Sarayaku prima di effettuare qualsiasi estrazione di risorse naturali sul loro territorio.

Su Global Voices abbiamo scritto in precedenza su questa lotta e sui metodi utilizzati dalla comunità [it] per far conoscere la loro realtà, come ad esempio attraverso il loro blog [es, come tutti i link seguenti]. Il gruppo di comunicazione, in collaborazione con El Churo Collective, sostenuto da Rising Voices [en] attraverso l’iniziativa Amazon Raising Voices, ha organizzato di recente una serie di workshop rivolti ai giovani per insegnargli a realizzare video digitali, in modo da poter raccontare le loro storie e dar forma alla loro identità culturale.

I video sono stati pubblicati sul canale YouTube di El Churo.

Uno tra questi video è “Amazzonia meridionale: Antonia, la manioca, il raccolto e la sua famiglia”. Antonia, una donna Kichwa che, la mattina presto, si sveglia per andare a lavorare con la sua canoa, racconta la sua infanzia e condivide storie riguardo il loro sostentamento basato sulla pesca, la caccia e l'agricoltura.

 

Antonia spiega che gli abitanti della città piantano solo il sabato e alcune famiglie, addirittura, cantano prima di piantare. Tuttavia, i venerdì erano considerati giorni di energia negativa per l'agricoltura. La manioca occupa una parte essenziale nella sua vita perché viene usata in rituali che assicurano la bontà del raccolto.

Per Antonia, non è importante lo sfruttamento del petrolio, ma l'unica cosa che lei e gli altri abitanti di Sarayaku (che significa “fiume di mais”) vogliono è preservare le loro tradizioni, costumi e leggende, che rischiano di scomparire a causa dell'avvento della tecnologia. Inoltre, molti giovani non sono più interessati a questi aspetti importanti della loro cultura.

Pertanto gli abitanti stanno puntando su una tecnologia che aiuti i giovani della comunità a preservare la loro eredità culturale.

Il “dizionario parlante” diffonde la lingua del popolo indigeno giapponese Ainu

Ainu

Cantanti Ainu all'Ainu Museum ad Hokkaido, Giappone. Fotografia di Andrew Jones Productions dal canale YouTube.

Un “dizionario parlante” [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] online presentato per la prima volta nel 2009 sta tentando di preservare e tramandare la lingua ainu parlata dai nativi dell'isola nordorientale del Giappone, l'Hokkaido, e dai territori insulari russi del nord. Secondo l'UNESCO, in Giappone esistono otto lingue a rischio critico d'estinzione [it], e la lingua ainu è in testa alla classifica con il livello di rischio più alto.

Il progetto coinvolge la collaborazione tra madrelingua ainu, l’Endangered Languages Documentation Programme (ELDP) della School of Oriental and African Studies (SOAS), l’Arcadia Trust, e Anna Bugaeva, una ricercatrice linguistica al Waseda Institute for Advanced Study (WIAS) in Giappone. Lo scopo del progetto online, completato nel 2009, non è solo quello di contribuire a preservare e trasmettere la lingua ainu, ma anche quello di offrire un archivio sicuro e a lungo termine dei materiali linguistici, permettere alle persone di vedere quale documentazione è stata creata per una lingua, incoraggiare la cooperazione internazionale tra ricercatori, e fornire consulenza e collaborazione per progetti simili con altre lingue a rischio nel mondo.

Il Dizionario Ainu Parlante tutela e presenta l’ainu colloquiale in un formato di ricerca online. Contiene anche un’interfaccia per linguisti, e note dettagliate su come usare la risorsa online.

C'è un bisogno urgente di salvaguardare la lingua ainu. Sebbene sia difficile determinare un numero preciso — domande riguardo l'etnia non sono incluse [ja] nel censimento giapponese — si stima che siano rimasti solo 25.000 ainu [ja] in Giappone, con meno di 10 madrelingua ainu. Gli ainu sono i nativi dell'isola di Hokkaido, nel nordest del Giappone, e di una serie di isole a nord del Giappone, nell'estremo oriente russo. Quando il Giappone decise di colonizzare Hokkaido e Sakhalin nel 1850 gli ainu furono assimilati, posti nelle riserve, e messi a repentaglio delle nuove malattie introdotte nel territorio.

Oggi, la cultura ainu sopravvive grazie alla attrazioni turistiche e ai musei folkloristici di Hokkaido e Tokyo [ja]:

Gli studenti si cimentano nel mukkuri, un strumento ainu tradizionale. “È un bel nome per uno strumento!”

Hanno scoperto danze, racconti e altre tradizioni culturali.  ― Asahi Digital.

Nel ventesimo secolo il maggior politico ainu Shigeru Kayano, morto nel 2006, ha contribuito a divulgare la cultura della lingua ainu in Giappone in celebri libri come ‘Our Land Was A Forest’ [ja]. Kayano ha redatto anche un semplice frasario ainu che è ancora in stampa [ja]:

[…] Questo è il primo volume del Dizionario Colloquiale Ainu di Shigeru Kayano. Una volta mi piaceva molto la cultura ainu, e ho comprato questo libro. Sebbene odi i videogiochi del genere di Street Fighter, ho imparato i nomi dei personaggi ainu nei videogiochi di Samurai Shodown della SNK.

Il Dizionario Parlante Ainu si spinge ben oltre la serie di dizionari stampati ainu-giapponese di Kayano. Il dizionario parlante è parte del progetto di ricerca “Documentazione del Dialetto Saru degli Ainu” di Anna Bugaeva [ja], dottoranda e assistente alla cattedra di Linguistica al  Waseda Institute for Advanced Study (WIAS) all'Università Waseda di Tokyo, in Giappone.

Il progetto si fonda su un dizionario compilato da Kotora Jinbo e Shouzaburo Kanazawa, pubblicato per la prima volta nel 1898. Jinbo, topografo, aveva imparato la lingua ainu per comunicare con i nativi di Hokkaido. Kanazawa, linguista, documentò parole e frasi per creare il dizionario che avrebbe aiutato a diffondere la lingua ainu nel ventunesimo secolo.

Da quanto afferma Bugaeva:

The original dictionary by Kotora Jinbo and Shozaburo Kanazawa contained mistakes, misheard words, and even broken phrases (expressions that are inconceivable with original Ainu grammar). We deleted all questionable words and examples, items that were extremely different from Setsu Kurokawa’s audio, and words that Setsu Kurokawa was unfamiliar with. Double entries were basically consolidated to one entry. However, since the video data and audio data were recorded separately, there are cases where the Ainu expression is different in the video and audio. In those cases only, we decided that these were separate expressions, and listed both. In the end, we had 3467 headwords. For particularly rare words, we checked whether they were used in existing dictionaries, and added notes to them.

[…]

In addition to the original notations, various information that can aid learning the Ainu language including the colloquial translation, Modernized Roman character transcriptions and katakana [a Japanese phonetic syllabary] transcriptions of the Ainu word, interpretation (glossary) and English translation, etc., are provided. With the help of Setsu Kurokawa, a native speaker of the Saru Dialect of Ainu (Nukibetsu), we were able to upload audio of the Ainu language onto the web. We received many responses and comments from students and researchers regarding these contents. However, we were faced with budgetary restrictions when building the dictionary, and some technical problems remained.

Il dizionario originale di Kotora Jinbo e Shozaburo Kanazawa presenta errori, parole fraintendibili, e persino frasi frante  (espressioni che sono impensabili nella grammatica originale ainu). Abbiamo eliminato tutte le parole discutibili ed esempi, elementi estremamente diversi dall'audio di Setsu Kurokawa, e parole che Setsu Kurokawa non conosceva. I doppi ingressi sono stati sostanzialmente consolidati ad una voce. Tuttavia, dato che le informazioni dei video e degli audio sono state registrate separatamente, ci sono casi dove le espressioni ainu sono differenti nei video e negli audio. Solo in quei casi, abbiamo deciso che queste erano espressioni separate, e abbiamo riportato entrambe. Infine abbiamo contato 3467 lemmi. Per parole particolarmente rare, abbiamo controllato che fossero state usate in dizionari esistenti, e abbiamo aggiunto loro delle note.

[…]

Assieme alle note aggiuntive, vengono fornite varie informazioni che potrebbero aiutare ad apprendere la lingua ainu, incluse traduzioni colloquiali, trascrizioni in caratteri romani modernizzati, e trascrizioni katakana [un sillabario fonetico giapponese] delle parole ainu, interpretazioni (glossari) e traduzioni inglesi, ecc. Con l'aiuto di Setsu Kurokawa, una parlante nativa del dialetto Saru degli ainu (Nukibetsu), siamo stati in grado di caricare degli audio della lingua ainu sul web. Abbiamo ricevuto molte risposte e commenti da studenti e ricercatori riguardo i contenuti. Tuttavia, durante la redazione del dizionario siamo stati costretti a ridurre i costi, e alcuni problemi tecnici sono rimasti irrisolti.

Bugaeva ha lavorato con Setsu Kurokawa alla registrazione della pronuncia di parole e frasi usate nel “Dizionario Parlante Ainu”.  Kurokawa, un anziano ainu nato nel 1926 a Nukibetsu, nel sud-ovest di Hokkaido, è cresciuto ascoltando questa lingua:

When Setsu Kurokawa (born, January 5, 1926) was a child, in the late 1920's, many Ainu families had already stopped speaking Ainu at home. Considering this, Setsu Kurokawa's proficiency in Ainu is relatively high. This can be explained by the fact that she was often taken care of by her grandfather and grandmother. However, since Ainu is not used currently in everyday life, it was difficult to record the spontaneous utterances of the language. In this audio material, the words and expressions are not the spontaneous utterances of Setsu Kurokawa, but instead are audio data initiated based on the Ainugo kaiwa jiten [Ainu conversational dictionary]. In the actual recording process, Anna Bugaeva read the words and expressions in the Ainugo kaiwa jiten, and Setsu Kurokawa repeated these in her own manner. The Ainu language expressions in this audio material are based on the Ainugo kaiwa jiten, and do not completely match Setsu Kurokawa's idiolect.

Quando alla fine degli anni '20 Setsu Kurokawa (nato il 5 gennaio 1926) era una bambina, molte famiglie ainu avevano già smesso di parlare ainu in casa. Considerato ciò, la conoscenza dell'ainu di Setsu Kurokawa era relativamente alta. Questo è dovuto al fatto che spesso Setsu si era presa cura di suo nonno e di sua nonna. Tuttavia, dato che l'ainu non viene usato nella vita di tutti i giorni, è stato difficile registrare le espressioni spontanee della lingua ainu. In questo materiale audio, le parole e le espressioni non sono espressioni spontanee di Setsu Kurokawa, ma sono dati audio avviati sulla base di Ainugo kaiwa jiten [dizionario colloquiale ainu]. Nel processo di registrazione, Anna Bugaeva ha letto le parole e le espressioni nell’Ainugo Kaiwa Jiten, e Setsu Kurokawa le ha ripetute a modo suo. Le espressioni della lingua ainu in questo materiale audio si basano su Ainugo kaiwa jiten, e non corrispondono all'idioletto di Setsu Kurokawa.

Il dizionario completo di Bugaeva è stato presentato a un gruppo di membri della comunità ainu di Tokyo al Centro Culturale Ainu (che a sua volta presenta risorse online dedicate alla diffusione della lingua ainu) nel febbraio del 2009. Lo strumento online è stato creato in collaborazione con il co-editore giapponese Shiho Endo e il programmatore David Nathan (direttore dell'ELAR, SOAS, Università di Londra) e con il contributo artistico della comunità Ainu, con un web-design ad opera di Tamami Kaizawa.

Cina: un blogger in chiesa

Wang Jianshuo, blogger di Shanghai e impiegato della Microsoft, si è recato in chiesa nonostante non fosse cristiano ed è riuscito a ricavare qualcosa dalla funzione religiosa (Wang Jianshuo goes to church [en]).

Il sito ‘Films for Action’ condivide la top 100 dei migliori documentari “per poter cambiare il mondo”

Dopo anni di promozione e critiche di documentari dedicati al cambiamento sociale, il sito Films for Action ha pubblicato un elenco di quelli che sono considerati i 100 film più influenti e provocatori [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione]. Dalla critica ai principali mezzi di comunicazione e al mondo aziendale, passando per le idee e le soluzioni proposte per e dal mondo della maggioranza, questo elenco di film mostra un gran numero di idee considerate cruciali per un dibattito.

L'elenco include documentari come The Economics of Happiness (2011), che sarà disponibile gratuitamente ad agosto, e The Crisis of Civilization (2011), basato sul libro di Nafeez Mosaddeq Ahmed.

Documentaries have an incredible power to raise awareness and create transformative changes in consciousness both at the personal and global levels […] All of the films have been selected because they are either free to watch online, or can be rented online. There are several films we would have loved to add to this list, but they currently don't have an accessible way to view them. As that changes, we'll be updating this list over time. Enjoy!

I documentari hanno l’incredibile potere di sensibilizzare e di modificare la coscienza umana sia a livello personale che globale […] Tutti i film selezionati possono essere guardati online gratuitamente o possono essere noleggiati in rete. Ci sono molti film che avremmo voluto aggiungere a questo elenco, ma al momento non esiste un modo accessibile per guardarli. Se ci sarà qualche modifica, aggiorneremo questo elenco nel tempo. Buona visione!

Il BookCrossing in America Latina

Silvana Aquino su Infotecarios ci parla [es] di BookCrossing [it] (BC), la pratica che consiste nel lasciare un libro in un luogo pubblico affinché molti possano raccoglierlo, leggerlo e ripetere il procedimento [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione]:

BC has become a an increasingly popular phenomenon, as right now there are two millions of registered users, known as BookCrossers, who have released about tne million books in 132 countries. Through these free books that go beyond barriers of time and space, the intention is to turn the world into a global library.

Il BC è diventato un fenomeno sempre più popolare; infatti, in questo momento, due milioni di utenti registrati (noti come BookCrossers) hanno pubblicato circa un milione di libri in 132 paesi. L’obbiettivo che di questi libri gratuiti, che vanno al di là delle barriere spazio-temporali, è quello di trasformare il mondo in una biblioteca globale.

Silvana, poi, ci racconta un'esperienza latinoamericana:

So, there is the B Day with the aim of “atttracting attentios about books circulating as objects, as idea carriers, as cultural assets, this is the main idea of this proposed action.” This practice is carried out every September 21 since 2010 in Argentina, Chile, Colombia, Mexico and Peru and year by year, more countries from other regions have started to participate.

È per questo che c'è il B Day [es] per “attirare l’attenzione sulla circolazione di libri visti come oggetti, come portatori di idee, come beni culturali; questa è l'idea principale dell’azione che proponiamo”. Questa pratica si svolge dal 2010 ogni 21 settembre in Argentina, Cile, Colombia, Messico e Perù [es] e anno dopo anno sempre più paesi di varie regioni stanno aderendo all'iniziativa.

Questo post recensito ha partecipato al primo [es] #LunesDeBlogsGV (lunedì dei blog su GV) il 5 maggio 2014.

Come riciclare la moda

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Spago di magliette riciclate, uno dei tanti modi per riutilizzare i vestiti che non indossiamo più. Immagine di lomurella su Flickr usata sotto la licenza Creative Commons (CC BY-NC-SA 2.0).

Questa settimana, Rut Abraín [es, come tutti i link seguenti] di Esturirafi condivide con noi idee meravigliose con cui possiamo aiutare un poco le nostre finanze, risparmiare spazio nell'armadio e anche aiutare i bisognosi e il pianeta, riciclando i nostri vestiti usati:

Durante años, he ido acumulando ropa que no usaba. La iba dejando en el montón de “ropa que no uso” y al final la acababa regalando o dejando en el fondo de un armario. Cuando fui a revisarla, me di cuenta que muchas de esas prendas estaban perfectamente y que sólo les había cogido manía, otras no me servían  y algunas estaban rotas o manchadas.

Da anni, ho accumulato vestiti che non usavo. Li lasciavo sulla pila di “vestiti che non uso” e finalmente li regalavo o lasciavo sul fondo dell'armadio. Quando li ho controllati, mi sono resa conto che molti degli indumenti erano in perfetti condizioni e che soltanto li avevo in antipatia, altri non mi entravano e alcuni erano rotti o macchiati.

Secondo l'autrice, le maniere più effettivi per riutilizzare i vestiti che non indossiamo più sono: depositarli nei contenitori affinché siano distribuiti tra i bisognosi, donarli o regalarli a qualche familiare o amico che li voglia, e riutilizzarli sia ridisegnandoli o utilizzando i tessuti per fare nuovi articoli come borse o tappetti.

Per ulteriori consigli per salvaguardare l'ambiente, puoi seguire Rut sul suo blog Esturirafi e su Twitter.

Questa pubblicazione appartiene al decimo #LunesDeBlogsGV (lunedì dei blog su GV) del 7 luglio 2014.

Circa 750 milioni di persone parleranno francese entro il 2050

Bangui, Central African Republic. The French language retains some of its former influence in the former French colonies in Africa.

Bangui, Repubblica Centrafricana. La lingua francese conserva parte delle influenze esercitate nelle ex colonie francesi in Africa. Immagine di Wikimedia Commons.

Contraddicendo l’affermazione di John McWhorter su New Republic, secondo cui sia inutile imparare il francese [en, come tutti i link seguenti], Pascal Emmanuel Gobry scrive sul suo blog di Forbes che il francese potrebbe essere invece la lingua del futuro:

Da molto tempo ormai, non sono i francesi a costituire la più grande comunità francofona. La lingua cresce velocemente e si diffonde nelle aree a più alto tasso di crescita, in particolare nell’Africa subsahariana. Stando alle ultime previsioni, 750 milioni di persone parleranno francese entro il 2050. Uno studio condotto dalla banca di investimenti Natixis suggerisce che entro tale data il francese potrebbe essere addirittura la lingua più parlata al mondo, in testa all’inglese e perfino al cinese mandarino.

I traduttori di Global Voices si sono espressi un mese fa sul tema dell’apprendimento del francese, evidenziandone sfide e benefici.

 

Cina: la privatizzazione delle imprese statali cancellerebbe la corruzione dilagante?

A cartoon on SOE corruption from China state-owned Xinhua News and China's top 10 profitable companies (All are SOEs).

Vignetta ripresa dall'organo di informazione statale Xinhua News sulla corruzione delle SOE con la classifica delle 10 compagnie più produttive (tutte imprese statali).

Una campagna senza precedenti, che prende di mira i sospetti corrotti tra gli Ufficiali del Partito Comunista Cinese, del governo, i militari e le imprese statali, è stata avviata sin da quando il presidente Xi Jinping salì al potere alla fine del 2012. La lista delle “mosche” (persone comuni) e delle “tigri” (uomini d’affari) [en] cadute in trappola sta crescendo sempre più, ma molti si chiedono se questa repressione “caso per caso” farà la differenza, dato che tale sistema è stato disegnato per far collaborare a più stretto contatto gli ufficiali del governo e i capitalisti.

Liu Shengjun, famoso economista e opinionista del social media cinese Weibo, per affrontare il problema fondamentale della corruzione ha audacemente proposto la privatizzazione delle imprese statali. Lui le ha definite [zh, come tutti i link seguenti, salvo diversa indicazione] le “amichette capitaliste” della Cina, data l'inefficienza del settore che aumenta solo il monopolio e la corruzione.

L’economista ha ulteriormente espresso un pensiero più elaborato:

实践证明,国企既非社会主义的优越性,亦非执政基础,而是在破坏执政基础。假如能把国企私有化(以公开透明方式)则:出售国企收入填补养老金黑洞,财政何愁没钱?破除垄断、公平竞争,经济何愁不好、企业何愁不创新?话费油价下降,何愁消费不给力?腐败减少一半,何愁民众不满意?

E’ stato dimostrato che le imprese statali non hanno rappresentato né alcun vantaggio socialista né una base del potere governativo, ma lo hanno solo danneggiato. Se le aziende statali cinesi potrebbero essere privatizzate con franchezza e trasparenza, perchè il governo dovrebbe preoccuparsi del bilancio, dato che le entrate potrebbero compensare il deficit pensionistico? Perché il governo si dovrebbe preoccupare del calo e le aziende dovrebber temere di non innovarsi, dato che ciò romperebbe il monopolio e comporterebbe una concorrenza leale? Perchè dovremmo preoccuparci del crollo dei consumi dato che le bollette telefoniche e i prezzi dell’olio crollerebbero? Perchè il governo dovrebbe preoccuparsi delle lamentele dell'opinione pubblica se la corruzione in questo modo si dimezzerebbe?

Egli ha anche citato le parole di un famoso imprenditore immobiliare e opinion leader, Ren Zhiqiang, affermando che “le aziende statali dovrebbero essere completamente abolite”.

【国企改革呼唤思想解放】1、吴敬琏:有人说因为有社会主义前缀,国企就改不成了,我说没这道理;2、胡祖六:有国企就不可能公平竞争;3、@任志强:我最重要的认识是,国企应彻底取消

La riforma delle imprese statali fa appello all'emancipazione ideologica: 1. Wu Jinglian (prestigioso economista): Alcuni affermano che le imprese statali a causa della loro impronta socialista non possono essere riformate, io dico che è assurdo; 2.Fred Hu (ex direttore generale di Goldman Sachs Asia-Pacific): competizioni leali non potranno mai esistere fino a quando ci sono le imprese statali; 3. Ren Zhiqian: le imprese statali dovrebbero essere completamente abolite, questa è la mia prospettiva più importante.

I commenti di Liu Shengjun sono in risposta a un altro caso di corruzione che di recente ha coinvolto le imprese statali cinesi.

Il 30 agosto, la Commissione Centrale per il Controllo Disciplinare (CCDI) [it] del Partito Comunista ha comunicato sul proprio sito che Deng Qilin, ex presidente del maggior centro di produzione siderurgica Wuhan Steel, è sospettato di aver commesso serie “violazioni disciplinari” (eufemismo per corruzione”).

Deng presumibilmente è stato autocrate e autoritario nella gestione. Suo fratello e suo figlio, stando a quel che si dice, hanno approfittato del rapporto di parentela per ottenere profitti illegali. La decisione di Deng di investire nel settore minerario estero ha portato a un'enorme perdita.

Nel mese di marzo, Xu Jianyi, ex presidente della più grande fabbrica automobilistica cinese FAW, era sotto inchiesta, secondo il CCDI, per “aver violato la disciplina del Partito“. Un mese dopo, l'ex dirigente Shi Tao è stato condannato al carcere a vita per aver accettato delle tangenti.

Lo scorso anno, Pechino ha presentato la politica della “proprietà mista” [en], che incoraggia il capitale privato a investire e trattenere le quote di minoranza nelle imprese statali. Eppure, la politica genera un effetto insignificante perché la quota di minoranza esclude i privati dal prendere decisioni di potere riguardanti la pianificazione strategica e la gestione degli affari.

Ci sono migliaia di imprese statali in Cina e loro sono la spina dorsale della crescita economica. I loro monopoli in molti settori escludono le entità di mercato più piccole che vanno avanti a bassa efficienza e con servizio scadente.

Tuttavia, la privatizzazione o l'abolizione delle imprese statali è ancora un taboo in Cina come lo è ancora il Partito Comunista Cinese, ideologicamente devoto al pensiero socialista della “proprietà collettiva”. Il richiamo esplicito di Liu Shengjunè vuole tempestivamente suggerire al pubblico di esaminare la natura della corruzione del paese e di cercare una soluzione.

Le sconvolgenti “anti-principesse” latine di una nuova serie di libri per bambini

Principesse vs. Donne straordinarie. Queste storie sono ispirate a Frida Kahlo e Violeta Parra.

La casa editrice argentina Sudestada ha lanciato una raccolta [es, come tutti i link seguenti] di libri per bambini intitolata “Anti-principesse” che vede come personaggi principali la pittrice messicana Frida Kahlo e la compositrice cilena Violeta Parra.

Le eroine di queste storie non vivono in una castello e non aspettano neanche che il principe azzurro venga a salvarle. L'unica cosa che hanno in comune è che sono donne sudamericane scampate ai cliché del loro tempo.

Nadia Fink, l'autrice di questi lavori illustrati, dice che queste figure storiche dell'America Latina offrono il perfetto contrasto con le classiche storie delle principesse europee:

“Las Antiprincesas seguirán siendo latinoamericanas porque decidimos contar la historia de Nuestra América, en un continente que nos late y nos identifica. Un poco es contraponerlos a los relatos de las princesas en un entorno continental de Europa, alejado de nuestra cultura y nuestro paisaje”.

Le Anti-Principesse rimarranno latino americane perché abbiamo deciso di raccontare la storia della nostra America, in un continente che smuove i nostri sentimenti per esso e che ci identifica. Abbiamo provato un poco a contrapporle con le fiabe delle principesse europee, così lontane dalla nostra cultura e dai nostri paesaggi.

Si teme per la vita di Bassel Khartabil, programmatore siriano incarcerato, trasferito in località sconosciuta

The FreeBassel poster from @freebassel on Twitter. Bassel Safadi has been imprisoned in Syria for almost four years and friends and activists fear for his life after he was transferred from his prison today to an unknown location

Il manifesto FreeBassel (liberate Bassel) traatto dall'account @freebassel su Twitter. Bassel Safadi è tenuto prigioniero in Siria da quasi quattro anni. Amici e attivisti temono per la sua vita in seguito al traferimento verso una destinazione ignota, avvenuto il 3 Ottobre

Gli attivisti chiedono al governo siriano l'immediato rilascio del programmatore siro-palestinese Bassel Khartabil [it], conosciuto anche come Bassel Safadi, in seguito al suo trasferimento dal carcere di Adra verso una destinazione ignota, avvenuto nelle prime ore del 3 ottobre 2015.

Safadi, tenuto prigioniero da almeno quattro anni [it], è un famoso programmatore di software open-source. Attivo in progetti come Mozilla Firefox e Wikipedia, ha concentrato il suo impegno in Siria nell'apertura di internet e nell'estensione dell'accesso online e della conoscenza al pubblico. Secondo il Parlamento Europeo, la sua incarcerazione fa parte di un più ampio disegno ideato dal governo siriano per limitare l'accesso alla comunità online e soffocare la libertà di espressione nel paese.

Una pagina Facebook fondata dai sostenitori che invocano il suo rilascio sostiene che [ar]:

تم نقل باسل من سجن عدرا الى جهة مجهولة بعد ان اتت دورية لا يعرف بالضبط الى اي جهة تتبع وطلب منه اخذ كل اغراضه
من المتوقع ان يكون نقل الى مقر المحكمة الميدانية في الشرطة العسكرية في منطقة القابون
قلق ومخاوف على مصير باسل بعد ان اصبح وضعه مجهولا من جديد

Bassel è stato trasferito dalla prigione di Adra verso una destinazione ignota, dopo che un agente di pattuglia – la cui affiliazione non è conosciuta – si è recato da lui ordinandogli di raccogliere le proprie cose. Si suppone che sia stato trasferito al quartier generale della corte civile presso la Polizia Militare dell'area di Al Qaboun. Siamo preoccupati e temiamo per Bassel, la cui posizione è tuttora sconosciuta.

Khartabil è stato arrestato il 15 marzo 2012, giorno del primo anniversario dell'inizio della rivoluzione siriana. Dopo essere stato interrogato e torturato per cinque giorni dal ramo militare 215, è stato trasferito al ramo della divisione interrogatori 248, dove è rimasto detenuto ed irraggiungibile per nove mesi. Il 9 dicembre 2012, Khartabil è stato condotto davanti ad un pubblico ministero militare senza la presenza di un avvocato e accusato di “essere una spia per conto di uno stato nemico”. In seguito al processo è stato inviato alla prigione di Adra a Damasco, dove è stato trattenuto fino ad oggi. La Electronic Frontier Foundation (EFF) sottolinea che [en]:

It was Bassel's visibility as a technologist and activist that made him a target for detention.

È stata la visibilità di Bassel come esperto tecnologico e attivista a renderlo un obiettivo ideale per la carcerazione.

Una petizione online, lanciata dall'amico e attivista Mohamed Najem, disponibile su Change.org ne richiede l'immediato rilascio. Cliccate sul link [en/ar] per firmare l'appello.

Anche l'amica e attivista per la libertà di espressione Jillian C. York (direttrice per la Libertà Internazionale di Espressione presso EFF) supporta la causa. Ha condiviso su Twitter [en]:

Il mio amico Bassel Safadi è stato trasferito dalla prigione di Adra in Siria, non sappiamo dove sia-Firmate la nostra petizione qui 

Sappiamo che le petizioni non convinceranno la Siria (o chiunque altro) ma è tutto ciò che abbiamo. Aiutateci a diffondere il messaggio così Bassel resterà al sicuro.

Tutti i Paesi più felici del mondo sono in America Latina

La classifica dei paesi più (e meno) felici del mondo.

Per creare il l'indice delle esperienze positive [en, come il link successivo], Gallup ha intervistato 150.000 persone adulte in 148 paesi, facendo domande come “Le è capitato di sorridere o ridere ieri?” e “Ha imparato qualcosa di nuovo o fatto qualcosa di interessante ieri?” A grande sorpresa, secondo quanto riportato da Quartz, i paesi principali per emozioni positive sono tutti dell'America Latina, dal Paraguay a Nicaragua.

L'inchiesta ha utilizzato una scala da 0 a 100 e ha scoperto che la media mondiale per l'indice di esperienze positive per il 2014 è di 71 su 100—”la stessa del 2013, e all'incirca quanto è stata fin dal 2006.”

Il paese con il punteggio emotivo meno positivo è il Sudan (47 su 100). Bassi anche in Tunisia, Serbia, Turchia ed altri paesi i livelli di felicità, a causa della guerra ed altre forme di instabilità politica.

In Bolivia ed El Salvador, per esempio, il 59% degli intervistati ha risposto “sì” a tutte le domande riguardo le emozioni sia positive che negative, il che colloca questi paesi particolarmente in alto per i loro punteggi “sensibili”.

Taiwan: visto negato a uno straniero perchè prese parte alle proteste vs nucleare, ora otterrà risarcimento

Daniel Andres Helmdach, working as a volunteer on conservation projects in 2011.

Daniel Andres Helmdach mentre lavorava come volontario ad un progetto di conservazione, nel 2011. Foto della pagina Facebook di Rui-Guang Huang.

Due anni fa, a marzo 2013, Daniel Andres Helmdach è stato arrestato e deportato [en] da Taiwan, accusato dalle autorità di immigrazione di aver visitato il paese per unirsi ad una protesta anti-nucleare. Il giovane tedesco non aveva precedentemente svolto alcuna attività illegale a Taiwan, tuttavia aveva lavorato come volontario ad un progetto di conservazione nel 2011. Il ragazzo ha fatto causa all'ufficio immigrazione con l'accusa di trattamento irragionevole e, il 30 luglio 2015, la Corte Distrettuale di Taipei ha deliberato [zh] in suo favore. Le autorità dell'immigrazione sono state condannate pagare una multa di 125.000 dollari taiwanesi (4.200 $), da fornire a Daniel come compenso per il prezzo del biglietto aereo e i danni morali.

Questo caso è stato considerato un tipico esempio [zh] dell'abuso di potere delle autorità taiwanesi nell'ambito del giro di vite sulle attività dei dissidenti. Anche due attivisti giapponesi, provenienti da Fukushima, hanno ricevuto un'avverentenza da parte dell'ufficio immigrazione dell'isola, subito dopo un loro discorso ad una manifestazione antinucleare a Taiwan, il 30 aprile 2011.

Ricordiamo Hervé Cornara come la brava persona che era, non solo come una vittima

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Herve Cornara – via @ldecrion CC-BY-20

Herve Cornara è stato il dirigente dell’ ATC-Colicom, una società con sede a Chassieu, nella periferia di Lione, in Francia. Ma, soprattutto, era padre di un ragazzo ed era amato dai suoi parenti e colleghi.

Cornara è stato ucciso e decapitato da Yassin Salhi, vicino ad una bandiera dell’ ISIS, in una fabbrica di Saint-Quentin-Fallavier, nella regione Isère. Salhi è un camionista [fr, come tutti i link seguenti] e padre di tre bambini. E’ nato a Pontarlier, Francia; sua madre vive in Marocco, mentre il suo defunto padre era algerino.

I parenti di Cornara descrivono Herve come un padre amorevole e un ottimo collega:

Il était investi, c'était quelqu'un qui voulait toujours aider les gens. Je vais continuer ce qu'il a commencé

Era sempre impegnato e pronto ad aiutare il prossimo. Continuerò il lavoro che lui aveva iniziato.

Pascal Servino, un amico di Cornara, spiega:

C'était un homme affectueux, généreux. Il était strict sur le quartier : dès que quelque chose n'allait pas, il se mobilisait pour résoudre les problèmes. Il va nous manquer.

Era un uomo affettuoso e generoso. Si è sempre preso cura del bene comune: se qualcosa andava storto, era il primo a dare una mano per rimediare. Ci manca molto.