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Documentare la persecuzione di stato contro le minoranze nella regione cinese dello Xinjiang

Mappa dello Xinjiang, indicato in rosso, da Wikipedia, utilizzata su licenza CC BY-SA 3.0

Dal 2017 [it] il governo cinese ha cominciato a prendere sempre più di mira le minoranze che vivono nella provincia occidentale dello Xinjiang [it]. Lo Xinjiang, com'è chiamato in cinese (新疆 significa Nuova Frontiera, mentre gli Uiguri spesso vi si riferiscono come Regione Uigura, o Terre Uigure), è la patria di alcuni gruppi a maggioranza musulmana, tra cui 11 millioni di uiguri [it] e gruppi più piccoli di kazaki, kirghizi, tatari, hui e altri. Spesso dipinti come ‘separatisti’ [en, coke i link seguenti salvo diversa indicazione] o semplicemente ‘terroristi’ nel discorso mainstream cinese – inclusi le dichiarazioni ufficiali del governo e i media – gli abitanti della regione sono stati privati dei più fondamentali diritti umani, inclusa la libertà di religione, di movimento, e il diritto a comunicare nella loro lingua madre.

La persecuzione di stato ha assunto diverse forme: la reclusione – spesso con condanne severe superiori a 10 anni – e la detenzione in campi di internamento che, secondo alcuni esperti, potrebbero detenere fino a un milione di persone, perlopiù minoranze musulmane.

Data la segretezza dei campi di internamento, che la Cina insiste nel presentare come ‘centri di vocazione professionale’, e la mancanza di informazioni dall'interno delle prigioni cinesi, è impossibile stabilire quante persone siano morte durante la detenzione, spesso senza sapere di cosa fossero accusate. Servizi giornalistici suggeriscono che la cifra potrebbe raggiungere centinaia e forse migliaia di persone. Per i familiari dei detenuti, sia in Cina che all'estero, il dolore di non sapere nulla sullo stato di salute dei propri cari è incessante, e non diminuisce con il passare dei mesi e degli anni.

Informazioni più dettagliate possono essere trovate sul Xinjiang Victims Database.

Global Voices ha pubblicato regolarmente su questo argomento e continuerà ad aggiornare regolarmente il reportage con storie, articoli, testimonianze e interviste:

Persecuzioni contro minoranze musulmane in Cina: una studentessa uigura che vive in Turchia racconta la sua storia [it]

‘Uyghur pop music humanizes and amplifies their hopes': interview with musicologist Elise Anderson

Protesta in solitaria nei Paesi Bassi per la causa uigura: un uomo contro il governo cinese [it]

Il lungo viaggio verso la visibilità uigura: intervista alla scrittrice francese Sylvie Lasserre [it]

“Dov'è la mia famiglia?” Una domanda rimasta senza risposta per troppi uiguri che vivono all'estero [it]

Il meshrep uiguro: un tradizionale raduno comunitario censurato in Cina [it]

Emoji uigure per diffondere un messaggio di resistenza culturale sui social media [it]

La storia si ripete: il terrore di Stato cinese e la dissoluzione del neo-jadidismo uiguro [it]

Dilnur Reyhan, attivista per i diritti umani degli uiguri, denuncia la mancanza di solidarietà fra musulmani [it]

Una sensazione di disperazione: intervista a un rifugiato uiguro in Turchia [it]

Famiglia di scrittori e musicisti kazaki trascinata nel vortice dello Xinjiang [it]

Lettera alla Cina: la mia amica Zainur è detenuta in uno dei vostri campi da due anni [it]

Dai campi alle prigioni: la nuova grande catastrofe per i diritti umani nello Xinjiang [it]

Un uomo uiguro richiede il rilascio della ‘madre più straordinaria del mondo’ da un campo di detenzione cinese [it]

#FreeSerikjan e la lunga ombra dei campi dello Xinjiang si estende al vicino Kazakistan [it]

Il lungo braccio del Partito Comunista Cinese mette sotto pressione un'attivista uigura in Canada [it]

‘Un uomo torna nel nativo Xinjiang e scompare’: una storia troppo frequente per far notizia [it]

‘I won't stop': Kazakh man seeks justice for family caught in China's Xinjiang crackdown